Secondo i dati pubblicati da Greenpeace nel suo rapporto annuale sul consumo energetico dei big dell’hi-tech, Clicking Clean: A Guide to Building the Green Internet, è Apple la società più attenta alle tematiche ambientali.
La società creata da Steve Jobs si guadagna il primo posto grazie agli importanti investimenti degli ultimi anni e a quelli programmati per raggiungere l’obiettivo di alimentare il proprio cloud per un altro anno con energia al 100 per cento rinnovabile. È l’unica azienda ad aver ottenuto la valutazione massima (A) per tutti gli aspetti analizzati dall’organizzazione ambientalista: trasparenza energetica, impegno per le energie rinnovabili, efficienza e mitigazione energetica, sviluppo e sostegno delle energie rinnovabili. Seguono Yahoo, Facebook e Google, rispettivamente con il 73, il 49 e il 46 per cento di energia ottenuta da fonti rinnovabili, che hanno confermato il loro impegno per la riduzione dell’inquinamento.
Fonte: Clicking Clean: A Guide to Building the Green Internet, Greenpeace, 2015
Secondo il report di Greenpeace, inoltre, la strada verso il raggiungimento di un vero «green Internet» è ostacolata dall'opposizione di alcune importanti aziende del settore elettrico e dalla crescente domanda di energia.
Diametralmente opposta invece la politica di Amazon che risulta essere uno dei fanalini di coda della classifica, con solo il 23 per cento di energia pulita. In particolare il colosso di Seattle ottiene la votazione peggiore (F) nella trasparenza energetica, in quanto continua a rifiutarsi di fornire informazioni sul suo consumo di energia e sull’emissione di gas serra dei suoi data center e delle altre infrastrutture. E questo nonostante l’anno scorso abbia compiuto alcuni passi avanti nello sviluppo di energie rinnovabili. In particolare sta destando qualche preoccupazione la grande espansione di Amazon in Virginia, uno stato che dipende ancora in larga parte dal carbone e in cui solo il 2% della rete elettrica è alimentata da fonti rinnovabili. Gli ultimi suoi investimenti hanno, infatti, aumentato la domanda di fonti energetiche fossili.