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Innovazione

Fondazione LIA, il report sull’accessibilità delle fiere del libro in Europa

di Elisa Molinari notizia del 19 aprile 2022

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In questi ultimi anni, l’accessibilità sta acquisendo una rilevanza sempre maggiore: il nuovo quadro legislativo europeo richiede che l’intera industria editoriale digitale si adegui per essere, entro giugno 2025, pienamente accessibile alle persone con disabilità e ai bisogni della fascia di popolazione più anziana.

L’European Accessibility Act, infatti, individua i requisiti minimi di accessibilità validi a livello comunitario per un’ampia gamma di prodotti e servizi, e i suoi effetti ricadranno anche sugli e-book e sull’ecosistema editoriale digitale. Il suo obiettivo è quello di garantire alle persone con disabilità l’accesso ai beni e ai servizi disponibili sul mercato interno europeo. La direttiva avrà impatto sull’intera filiera editoriale, coinvolgendo tutti i professionisti del settore, dagli editori ai distributori.

In questo scenario, oggi, molti editori hanno intrapreso un percorso per adattare i loro flussi produttivi e distributivi allo scopo di offrire e-book accessibili fin dalla prima pubblicazione e servizi che rispondano alle esigenze degli utenti che incontrano difficoltà nella lettura dei testi a stampa. Un simile cambiamento migliorerà anche la capacità degli editori di entrare in contatto con nuovi lettori, dal momento che il loro catalogo diventerà disponibile a tutti, comprese le persone con disabilità.

L’esperienza di essere lettore, tuttavia, non si esaurisce nella sola attività di leggere libri, ma prevede anche entrare in relazione con gli autori, gli editori e la comunità di altri lettori. Da questo punto di vista, le fiere del libro fisiche e virtuali rappresentano un’importante occasione, sociale e culturale, per costruire un ponte fra il mondo dell’editoria e il suo pubblico. L’accessibilità è pertanto uno dei principali temi di interesse di Aldus Up – Building Bridges in the Book World, un progetto di rete che coinvolge le fiere europee, cofinanziato nel contesto del Programma Europa Creativa 2014-2020.

A tal scopo Fondazione LIA, la no profit che promuove la cultura dell’accessibilità in campo editoriale, ha condotto un’indagine sull’accessibilità delle fiere del libro europee, sotto il coordinamento del Dipartimento Book studies dell’Università Johannes Gutenberg di Magonza (JGU) e in collaborazione con l’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori.

Questa analisi è la prima condotta a livello europeo sul tema, soprattutto da un punto di vista qualitativo poiché vi hanno partecipato 16 tra le più rappresentative fiere del libro europee: quelle professionali – Bologna Children’s Book Fair, Frankfurt Book Fair e Liber-International Book Fair – così come quelle generaliste – Latvian Book Fair, Buch Wien-Vienna International Book Fair, Più libri più liberi, Vilnius Book Fair, Bookfest (Romania), Lisbon Book Fair, Thessaloniki Book Fair, Bokmässan-Göteborg Book Fair, Madrid Book Fair, Napoli città libro, International Istanbul Book Fair, Salone internazionale del libro di Torino e Book World Prague.

A ciascuna di queste è stato sottoposto un questionario, stilato in seguito a un fruttuoso dialogo sulle pratiche da loro già adottate, al fine di investigare quattro aree di interesse: consapevolezza, accessibilità degli spazi, canali di comunicazione digitali, iniziative specifiche sull’accessibilità per un pubblico sia generalista che professionale.


Consapevolezza 

Secondo l’European Disability Forum, ci sono più di 100 milioni di persone con disabilità che vivono nell’Unione Europea e l’Organizzazione mondiale della sanità stima che in Europa ci siano più di 2.550.000 persone cieche e più di 23.800.000 persone ipovedenti.

Accessibilità significa garantire a tutti uguale accesso alle risorse. Senza poter accedere alle strutture e ai servizi disponibili per la comunità, infatti, le persone con disabilità non saranno mai pienamente incluse. Ovunque, però ci sono ancora innumerevoli barriere che ostacolano le persone con disabilità: le scale, la carenza di informazioni in formati accessibili (come il braille o la lingua dei segni) e i servizi pubblici forniti in modalità che non permettono alle persone con disabilità di fruirne. Un principio che si applica sia agli spazi fisici che a quelli digitali.

Un aspetto cruciale dell’accessibilità, in qualsiasi settore o organizzazione, è lo sviluppo di una cultura dell’accessibilità che abbracci diversi aspetti, con l’obiettivo che non sia una responsabilità del singolo team o dipartimento, ma che diventi un valore condiviso.

A questo proposito, molte fiere tra quelle che hanno partecipato al sondaggio hanno già preso in considerazione come poter migliorare l’esperienza fisica della visita: una fiera ha raccolto opinioni sul suo livello di accessibilità fra le persone con disabilità; un’altra ha chiesto ai partecipanti feedback sulla loro esperienza; due fiere hanno formato alcuni dipendenti sull’argomento e la maggior parte di queste ha già stretto diverse partnership con organizzazioni che rappresentano persone con disabilità.

Invece, l’Universal Design  la progettazione di prodotti, ambienti, programmi e servizi condotta in maniera tale che gli stessi siano fruibili da tutti senza bisogno di adattamenti – è una pratica adottata dalla metà delle fiere che hanno partecipato alla ricerca.


Accessibilità degli spazi 

L’accessibilità degli spazi fisici è l’area che vede già attive un gran numero di iniziative. Tutte le fiere forniscono ingressi, sale, corridoi, bagni e biglietterie privi di barriere architettoniche. Aree ristoro, guardaroba e spazi dedicati a incontri e conferenze, secondo quanti hanno risposto, sono nella maggior parte dei casi accessibili. La grande maggioranza delle fiere mette a disposizione anche parcheggi riservati così come biglietti a prezzo ridotto o gratuiti ed è stato individuato un responsabile che curi l’accessibilità di molte di queste.

La possibilità di orientarsi è, in questi contesti, essenziale per una persona con una disabilità sensoriale dovuta, per esempio, alla perdita della vista o dell’udito o con una disabilità fisica. La segnaletica più usata è però ancora quella visiva o audio, alcune fiere le utilizzano entrambe, ma solo una fa uso di indicazioni tattilo-plantari.

La metà delle intervistate fornisce l’assistenza di personale dedicato e volontari, e tre di loro organizzano specifici tour guidati o offrono altre tipologie di servizi personalizzati alle persone con disabilità. Durante gli eventi, la traduzione nella lingua dei segni è garantita da due fiere.


Canali di comunicazione

La terza area di ricerca ha preso in considerazione l’accessibilità dei canali di comunicazione digitali per comprendere in che modo le fiere del libro comunichino digitalmente con i propri visitatori, sia che questi siano professionisti del settore editoriale sia che appartengano al pubblico generalista.

Dai risultati emerge che l’accessibilità, soprattutto se considerata in relazione alle attività di comunicazione digitale, è ancora una novità tanto per le fiere del libro quanto per l’industria editoriale.

Quando si parla di accessibilità digitale (pubblicazioni, programmi degli eventi, piattaforme online, siti web, social media, cataloghi, newsletter, documenti, video), emergono alcuni casi di eccellenza. Molte fiere, però, si trovano ancora in una fase preliminare cercando di capire come implementare pratiche accessibili, soprattutto perché, trattandosi di un argomento che in molti settori ha ricevuto attenzione solo di recente, l’accessibilità digitale e i relativi standard tecnici sono ancora poco conosciuti.

La produzione di pubblicazioni e documenti accessibili, per esempio, è un campo in cui sono necessari enormi miglioramenti e adeguamenti non solo a opera delle fiere del libro, ma anche di tutti i produttori di contenuti.

Per quanto riguarda i video, largamente utilizzati durante gli eventi e le conferenze online, è importante fornire sottotitoli e closed caption. Le closed caption sono pensate per gli spettatori che non possono sentire l’audio di un video, mentre i sottotitoli sono progettati per persone che possono sentire, ma non conoscono la lingua parlata nel video. Mentre alcune fiere forniscono già questi servizi, molte altre hanno affermato di essersi messe all’opera per curare questo aspetto.


Iniziative specifiche

In questa sezione, l’accessibilità è stata analizzata prendendo in considerazione la presenza, nei programmi professionali o culturali delle fiere, di eventi specifici che trattino il tema dell’inclusione delle persone con disabilità.

L’organizzazione di eventi di questo tipo può essere un modo efficace di promuovere e comunicare temi riguardati la disabilità e l’accessibilità, offrendo ai professionisti del mondo del libro l’opportunità di ampliare conoscenze e competenze relative alla produzione e alla distribuzione di pubblicazioni accessibili, ma anche diffondendo presso un pubblico generalista la consapevolezza di quanto sia importante per tutti l’accesso ai contenuti.

Fra il 2019 e il 2020, fatte salve alcune eccezioni, il numero complessivo di incontri e conferenze organizzati dalle fiere del libro si è ridotto considerevolmente a causa della pandemia. Se non consideriamo la situazione eccezionale del 2020, le risposte mostrano che 15 fiere su 16 hanno un programma di incontri e conferenze. Fino a ora, quattro fra queste hanno già organizzato seminari online ed eventi sull’accessibilità per un pubblico professionale, spesso in collaborazione con Fondazione LIA: l’European Accessibility Act e il suo impatto sull’industria editoriale sono stati gli argomenti trattati principalmente.

Per un pubblico non professionale, invece, sono state realizzate iniziative sul tema dell’accessibilità da quattro fiere. Inoltre, cinque fiere prevedono un’iniziativa annuale di beneficienza e due organizzano premi per progetti correlati all’accessibilità, a sostegno di cause e progetti specifici.


Per concludere, l’indagine è nata allo scopo di catalizzare maggior attenzione sui temi dell’accessibilità nell’ambito dell’organizzazione di fiere del libro e vuole essere un primo passo verso l’implementazione di nuove pratiche di inclusione.

Complessivamente, dall’indagine è emerso che le fiere coinvolte sono già in possesso di una certa consapevolezza sul tema e hanno già iniziato a mettere in campo iniziative relative agli aspetti architettonici e a fornire, presso le loro sedi, servizi essenziali di assistenza per incoraggiare la partecipazione delle persone con disabilità. Conoscere i bisogni dei propri utenti e lavorare al fianco di organizzazioni che rappresentano persone con disabilità e di esperti in materia di accessibilità è importante per imparare di più sull’argomento e per favorire l’implementazione di soluzioni sempre più accessibili.

Inoltre, l’adozione dell’approccio «Universal Design», definito anche «Born Accessible», dovrebbe divenire il valore trainante di ogni attività così da permettere a ciascuno di vivere a pieno l’esperienza della visita.

Più nello specifico, per migliorare l’accessibilità degli spazi fisici potrebbe essere utile designare una persona che ne sia responsabile, prevedere la formazione del personale, adottare diversi sistemi di segnaletica e servizi personalizzati per persone con disabilità. Ulteriori iniziative da mettere in atto potrebbero consistere nel fornire supporto agli espositori per migliorare l’esperienza dei visitatori, nell’offrire la traduzione nella lingua dei segni degli eventi e delle conferenze e nel garantire sottotitoli e closed caption duranti gli incontri online.

Per migliorare la fruibilità degli spazi digitali, invece, una conoscenza più profonda dell’accessibilità digitale in termini di standard, formati, linee guida e strumenti, potrebbe contribuire al raggiungimento di decisioni maggiormente orientate verso l’accessibilità. Rendere i contenuti e le attività online accessibili per le persone con disabilità secondo gli standard esistenti è un passo necessario per garantire la parità di accesso alle attività online, aumentando così anche il coinvolgimento di tutto il pubblico: siti web, piattaforme per conferenze, video, applicazioni, documenti, canali social dovrebbero essere sviluppati e mantenuti in conformità con i requisiti di accessibilità. I sottotitoli e le caption dovrebbero essere sempre previsti poiché la scelta delle piattaforme digitali dovrebbe sempre tener conto dell’accessibilità.

L’obiettivo è far sì che l’accessibilità venga vista come un ecosistema all’interno del quale tutti gli aspetti sono connessi fra loro, poiché il venir meno di un solo elemento potrebbe minare il funzionamento dell’interno sistema e lo sforzo fatto nella costruzione delle altre sue parti.

Aldus Up continuerà a monitorare la situazione e a supportare l’adozione di pratiche accessibili poiché le fiere del libro rappresentano un luogo cruciale per la sensibilizzazione del settore editoriale.

 

Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese su Aldusnet.eu. La traduzione in italiano (disponibile su fondazionelia.org) è di Martina Battocchio.

L'autore: Elisa Molinari

Laureata in Filologia Moderna, ho collaborato per anni con l'Associazione Editori Italiani, partecipando a progetti dedicati all'editoria digitale. Dal 2013 mi occupo di accessibilità presso Fondazione LIA, realtà per la quale gestisco il coordinamento di eventi, le attività formative e i progetti volti alla diffusione di questo tema in Italia e all’estero.

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