La trilogia firmata da E. L. James, nata come fan fiction sul Web, e giunta in cima alle classifiche di vendita grazie al passaparola, sarà presto portata sul grande schermo. Secondo Deadline, tutti i maggiori studi cinematografici hanno partecipato all’asta per aggiudicarsi i diritti di riproduzione della trilogia, che viene già comparata a successi di libro e botteghino seriali come Harry Potter, Twilight e The Hunger Games. È stata la Universal Pictures a vincere, con una cifra sconosciuta ma che dovrebbe aggirarsi attorno ai 3 milioni di dollari. La Focus Features si occuperà, invece, del marketing e della distribuzione.
L’autrice e la sua agente, Valerie Hoskins della Valerie Hosking Associates, dovranno dare la loro approvazione su sceneggiatura, regia e cast, zittendo le malelingue che pensavano l’autrice pronta a lasciare il progetto nelle mani di altri intascando il ricavo della vendita dei diritti.
Secondo il Ceo di Focus Features, James Schamus, il film sarà accolto bene nelle sale nonostante i temi piccanti perché si basa su una storia d’amore delicata in cui tutti possono riconoscersi. Fifty Shades of Grey, primo capitolo della trilogia, contiene però temi non adatti ad alcune fasce di pubblico, e un eventuale film basato sul libro avrà buone probabilità di essere distribuito come «vietato ai minori».
Nel frattempo, tutti e tre i titoli (Fifty Shades Darker e Fifty Shades Freed sono gli ultimi due capitoli) stanno volando nelle classifiche di Amazon, ripetendo un record che finora era detenuto da Hunger Games: sono presenti tutti e tre nella Top 100 sia dei libri cartacei che degli ebook, nonostante per la versione cartacea bisogni aspettare il 3 aprile (e il 17, per il secondo e terzo capitolo). Anche presso le singole biblioteche le prenotazioni per il primo capitolo hanno raggiunto le centinaia in pochi giorni, portando tra l’altro all’inaspettato e curioso successo di Shades of Grey, del britannico Jasper Fforde, best seller del New York Times nel 2011 e tornato in classifica ora per un fortunato caso di quasi-omonimia.
La Vintage Books (parte di Randon House) si è aggiudicata i diritti di pubblicazione, con un accordo da sette cifre che ha fatto molto discutere sulle nuove possibilità offerte dalla sterminata produzione letteraria sul Web.