Gli e-book vengono spesso assimilati a libri graficamente più poveri, ma il rischio è che titoli digitali poco curati possano allontanare i lettori che si aspettano anche sugli schermi esperienze di lettura coinvolgenti e di qualità.
La semplice digitalizzazione del testo stampato non è più sufficiente. La progettazione e la realizzazione dei libri digitali richiedono grande attenzione per rendere bene, anche sullo schermo, ciò che su carta è scontato: girare facilmente le pagine, creare dei segnalibri, visualizzare le doppie pagine.
La seconda giornata di Editech, la conferenza sull'editoria digitale organizzata dall'Associazione italiana editori, il 22 giugno prossimo prevede un seminario dal taglio editoriale che fornirà ai partecipanti esempi pratici e consigli operativi per mettere in atto quei piccoli, ma spesso risolutivi, interventi nella struttura, nella caratterizzazione tipografica e nell’impaginazione del testo, che portano a realizzare e-book di qualità e a misura di lettore.
Relatore del seminario sarà Peter Meyers, autore di Breaking the page (O’Reilly Media) e consulente nell’ambito della creazione di libri digitali. È stato cofondatore di una delle prime case editrici di libri multimediali (Digital learning interactive) e ha scritto per numerose testate, tra cui il «New York Times», il «Wall Street Journal», «Wired», «Salon» e «Village Voice». Laureato a Harvard in Storia e letteratura americana, Meyers ha conseguito un Mfa in fiction presso l'Iowa writers’ workshop.