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Innovazione

Blocco dello scrittore? Ti aiutano i software (forse)

di Camilla Pelizzoli notizia del 9 febbraio 2016

Si sa che la scrittura è uno degli hobby preferiti degli italiani (anche di quelli che non leggono). I romanzi nel cassetto sembrano non finire mai e gli aspiranti che si propongono alle case editrici o che si autopubblicano aumentano di giorno in giorno. Ovviamente non tutti con grande successo: stando ai numeri che fanno molti editori, i rifiuti sono all’ordine del giorno, e tra gli autopubblicati non sono pochi quelli che si lanciano allo sbaraglio sul mercato, col risultato di vendere pochissime copie. Eppure il fascino del libro (auto)pubblicato non sembra diminuire, tant’è che – andando a vedere i primi venti marchi editoriali per titoli pubblicati in formato e-book – quasi il 60% dei titoli è riconducibile a una piattaforma per l’autopubblicazione, con Narcissus leader indiscussa grazie ai 6.471 e-book messi in vendita nel 2014 (fonte: Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2015). C’è da dire, però, che questa non è una situazione solo italiana. Anche negli altri paesi, in particolare negli Usa, non manca chi si improvvisa autore; anzi, date le dimensioni del mercato anglofono, i numeri sono molto maggiori.
Comunque, che si parli di autori più o meno talentuosi, più o meno pubblicati, più o meno prolifici, si può trovare un problema che prima o poi ha afflitto tutti: il blocco. La mancanza di una spinta ad andare avanti nel proprio lavoro, di concludere la propria opera. Oppure, semplicemente, la distrazione data dallo strumento su cui si sta scrivendo, per cui il computer diventa paradossalmente il mezzo prediletto per la procrastinazione, piuttosto che un utile device.
È proprio per aiutare gli scrittori a sconfiggere queste difficoltà che, negli Stati Uniti, sono state approntate decine di software che dovrebbero aiutare gli scrittori a concentrarsi, scrivere di più e finire la propria opera; e, dividendosi tra «bastone e carota» come dice il detto, c’è chi premia lo scrittore ogni tot parole con l’immagine di un nuovo gattino, e c’è chi obbliga l’aspirante autore a scrivere continuativamente, pena (in caso non si scriva il numero scelto di parole in un certo ammontare di tempo, spesso impostabile dallo scrittore stesso) essere storditi da suoni fastidiosi o spaventati da immagini disgustose.
C’è chi, però, ha portato l’aspetto punitivo all’estremo, mettendo in pericolo in caso di fallimento ciò a cui un autore tiene di più: il testo tanto faticosamente scritto. Flowstate, rilasciata da poco sull’Apple store, parte nel momento in cui lo scrittore sceglie un intervallo di tempo tra quelli proposti (si parte da cinque minuti per arrivare fino a 180) e poi si comincia a scrivere, e scrivere, e scrivere ancora, senza pause che superino i sette secondi, a meno che chi sta scrivendo non voglia vedere il testo che svanisce dallo schermo, lasciandolo nuovamente alle prese con la pagina bianca.
Creata da Caleb Slain e Blaine Cronn, il concetto alla base dell’app sta nello sdoganamento della scrittura «libera», senza tempo per ripensamenti e per l’editing, che potrà eventualmente avvenire dopo lo sprint, da dedicare soltanto all’effettivo gesto di mettere parole su schermo. Questo porterebbe al raggiungimento di uno stato mentale definito flow (da cui proviene il nome dell’app), che in psicologia indica il momento in cui la mente si disconnette dal concetto di sé ed entra in una modalità di ultra-concentrazione, così da produrre senza che i propri pensieri si «mettano in mezzo» e intralcino il processo creativo.
Al momento è pressoché impossibile comprendere quanto questi software possano effettivamente essere utili nella stesura di un romanzo, e quanti siano effettivamente gli utenti che le utilizzano per scrivere un libro. D’altronde sono pensati più genericamente per la scrittura, e ognuno potrebbe utilizzarli per produrre contenuti con diverse finalità; però stanno senz’altro a indicare quanto interesse ci sia verso questa produzione e quindi, nel bene o nel male, sono dei segnali che indicano una delle sue possibili evoluzioni. 

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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