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Innovazione

Audiolibri, il corso AIE: meglio le voci umane o quelle artificiali?

di Elisa Buletti notizia del 21 marzo 2023

In un periodo in cui si parla spesso di Intelligenza Artificiale e di come possa affiancare, o addirittura sostituire, l'azione umana nei settori più svariati, anche il mercato degli audiolibri si confronta con queste tematiche. E gli editori possono trovare a domandarsi se, per la registrazione di un audiolibro, sia più opportuna, in un'ottica di resa ma anche di sostenibilità economica, una voce umana o una voce sintetica.

Proprio di questi argomenti tratta il corso lanciato dall’Associazione Italiana Editori, in programma il 30 marzo, per venire in soccorso di chi produce audiolibri e cerca di capire quali siano le voci più adatte e più apprezzate dal pubblico. Tra le voci umane, si può scegliere fra una vasta gamma di professionisti – attori, doppiatori, voci famose – o impiegare le autrici e gli autori dei libri in questione. Ma, contemporaneamente, le grandi aziende tech continuano le ricerche sulle voci sintetiche create con l’Intelligenza Artificiale e propongono delle soluzioni sempre più realistiche, economiche e rapide da utilizzare, come avevamo già scritto qui.

«Penso che in questo, come in tanti altri ambiti, si tratti di capire quale servizio possono offrire le intelligenze artificiali, e trarne i vantaggi possibili» ha affermato Sandra Furlan, esperta di marketing e nuove tecnologie, che terrà il corso organizzato da AIE e coordinato da Cristina Mussinelli. Dal 1996 al 2017 Furlan ha lavorato in Arnoldo Mondadori Editore rivestendo diversi ruoli a cavallo tra il marketing e le nuove tecnologie. È stata responsabile produzione di Storytel Italia e dal 2020 collabora con Full Color Sound.
«Nel campo dell'audio sono stati raggiunti miglioramenti enormi nel replicare i timbri e le caratteristiche delle voci umane e, se si intende l’audiolibro come un servizio di lettura ad alta voce di un testo, sicuramente oggi si possono raggiungere risultati ottimi a costi molto bassi» ha continuato Furlan. «Ma quando si parla di audiolibro come nuovo prodotto di intrattenimento, la capacità della voce scelta di coinvolgere l’ascoltatore, di dare personalità, spessore e intenzione ai diversi personaggi, di raccontare la lettura di un testo, fa la differenza. Soprattutto poiché una voce unica deve rendere vari personaggi, situazioni, dialoghi e passaggi narrativi. Dove ci sono emozioni da rappresentare, la professionalità dell’attore è insostituibile».

È indubbio che le voci umane delle narratrici e dei narratori professionisti possano influenzare molto le scelte d’ascolto dei lettori. Il successo di un audiolibro, addirittura, può dipendere anche dal talento del doppiatore e dal modo in cui ha interpretato il testo. «La voce è l’elemento determinante nella relazione nuova che si crea tra autore e ascoltatore nel mondo dei prodotti audio, una relazione intima. Se l’ascolto è un nostro bisogno culturale, la qualità della voce è un elemento fondamentale. Un audiolibro può durare molte ore e deve accompagnarci in tutte le fasi della narrazione, dandoci un ritmo di ascolto». E il modo in cui viene recepito un audiolibro può cambiare a seconda dei Paesi e dei mercati di riferimento. «In Italia, piace di più una narrazione colorita, interpretata, mentre in altri Paesi ha più spazio una lettura più distaccata. In definitiva, non penso ci sarà presto un mercato di audiolibri di narrativa e letteratura, o di best seller, letto da voci artificiali» ha dichiarato Furlan.

Il corso offerto da AIE, al quale è ancora possibile iscriversi qui, presenterà lo stato dell’arte degli audiolibri, analizzando le possibilità che si aprono per i diversi prodotti editoriali e approfondendo anche il rapporto costi/benefici dei due modelli, quello che prevede l'impiego di voci umane contrapposto all'utilizzo di voci sintetiche. Lo scopo del webinair è quello di aiutare gli editori, soprattutto se stanno muovendo i primi passi nel mondo dell’audio e si trovano incerti su quale soluzione scegliere. Come ha sottolineato Furlan, «Sicuramente, come prima cosa ogni editore deve guardare con attenzione e orecchio al proprio catalogo, per capire quali titoli potrebbero essere più adatti a una versione audio. Poi, occorre immaginare quale tipo di voce potrebbe essere la più adatta per raggiungere il pubblico al quale il libro si rivolge. Se si vuole produrre autonomamente i propri audiolibri, il consiglio è quello di affidarsi a studi di registrazione di qualità».

Quel che è certo, è che gli audiolibri occupano una fetta di mercato in forte espansione e si stima che, negli Stati Uniti, entro il 2030 potrebbe valere più di 35 miliardi di dollari. «Il mercato continua ad aumentare anche in Italia, anche se con tassi di crescita diversi. Fondamentale sarà capire se nei prossimi mesi entreranno nel mercato nuovi players e nuove formule di business» ha concluso Furlan.

L'autore: Elisa Buletti

Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.

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