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Diego Guida: «Il mercato è in continuo movimento ma i piccoli resistono. Con AIE cerchiamo soluzioni e alternative, non siamo rimasti a guardare»

di Redazione notizia del 29 luglio 2022

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Nel 2021 la piccola e media editoria concludeva l’anno con numeri migliori di quelli dei «big». Nel post pandemia, infatti, i piccoli editori si aggiudicavano il 45% del mercato, con un incremento del 25% rispetto al 2020.

In numeri assoluti, questo si traduceva in 467 milioni di vendite in librerie di catena e onlineL’e-commerce – la cui forza è rappresentata soprattutto dalla profondità dell’offerta a cui dà accesso – rimane molto importante per la piccola editoria, che sta parallelamente imparando a far emergere i suoi libri anche attraverso i social network.

«Questi ultimi anni, soprattutto quelli della pandemia, ci hanno insegnato moltissimo, mostrandoci che con il mercato è cambiato anche il modo di fare marketing editoriale» spiega Diego Guidaamministratore delegato di Guida Editori, al Giornale della libreria. 

«È cambiato poi  il processo produttivo, ma anche comunicativo, di quelli che sono i volumi e le novità che gli editori realizzano. Naturalmente noi piccoli siamo un po’ penalizzati da un certo punto di vista. Abbiamo meno risorse, le spalle meno forti, meno larghe. D'altra parte, però, vedendo sempre il bicchiere mezzo pieno, come è necessario che faccia l'imprenditore, è importante che i piccoli capitalizzino la loro capacità innovativa, molto più dinamica delle realtà editoriali maggiori, che possono essere più pesanti e dunque più lente nel processo decisionale». 

«In AIE non ci siamo fermati, non siamo rimasti alla finestra a guardare quello che succedeva all'esterno» continua Guida, stavolta come presidente del Gruppo piccoli editori dell’Associazione Italiana Editori

«Abbiamo non solo cementato i rapporti tra noi associati, ma richiesto alla struttura, che ha contribuito con entusiasmo, di trovare soluzioni o ipotesi alternative. E direi che anche il Giornale della libreria è la rappresentazione della dinamicità di AIE. E della sua vicinanza non solo ai piccoli editori, ma, più in generale, ai cambiamenti che un editore deve accogliere se vuole rimanere in un mercato che prima ha fronteggiato la pandemia, adesso subisce gli aumenti dei costi energetici e della carta. Un mercato, insomma, in continuo movimento». 

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