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Editori

Sperimentazioni audio: i podcast per bambini

di Mamamò notizia del 5 ottobre 2020

Attenzione, controllare i dati.

Negli ultimi anni il comparto audio è in crescita. Le rilevazioni dell’Associazione Italiana Editori confermano che, se fino a pochi anni fa la radio la faceva da padrone, nel 2019 podcast e audiolibri si dimostrano una presenza significativa nei consumi mediali del nostro Paese. Contribuisce a questo fenomeno, oltre alla capillare diffusione degli smartphone e alla comparsa degli smart speaker domestici, anche un catalogo che si è ampliato in quantità e qualità dell’offerta.
 
I dati AIE distinguono tra audiolibro e podcast. Il primo è la registrazione della lettura di un libro, in cui non sono presenti suoni d’ambiente e in genere una sola voce è impegnata tanto per le parti descrittive quanto per quelle dialogiche. È invece più difficile definire in modo univoco il secondo. Podcast possono infatti essere tanto le registrazioni di trasmissioni radiofoniche riproposte per un ascolto successivo, cui l’ascoltatore accede quando ha tempo, sia produzioni ad hoc, realizzate seguendo un copione e postprodotte con tanto di montaggio (parlato, suoni e musiche).
 
Da un punto di vista del contenuto, il podcast di questo secondo tipo sperimenta forme più avanzate di storytelling e spazia dalle conversazioni di approfondimento (per esempio, per ricostruire un fatto di cronaca, come Polvere - Il caso Marta Russo di Chiara Lalli e Cecilia Sala) o profili di personaggi (come in Morgana di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri) alla possibilità di vere e proprie narrazioni drammatizzate. Questo ultimo format si presta alla produzione di podcast per i bambini, la cui offerta in lingua italiana è però al momento piuttosto povera, soprattutto se confrontata con il panorama anglosassone, di cui si può avere un’idea attraverso la piattaforma audio Pinna.
 
Il podcast è un prodotto editoriale a sé, che ancora vive una fase sperimentale e che deve essere pensato in modo diverso da un testo destinato alla lettura, all’interazione o alla visione. La scrittura deve infatti adeguarsi alla sola dimensione dell’ascolto e comporta quindi diversi vincoli in fase di progettazione e produzione del testo. Le considerazioni che seguono sono il frutto della nostra esperienza di lavoro sui podcast per bambini dei MeteoHeroes. Da anni siamo co-autrici di questo progetto a tema ambientale, che ha per protagonisti sei piccoli supereroi impegnati a salvare la Terra dal riscaldamento globale. Dopo i contenuti per un’app e una serie animata, ci è stato chiesto di scrivere storie destinate all’ascolto da parte dei bambini.
 

Un tema ben chiaro
Un podcast non è mai solo, si colloca sempre in una serie. Serve quindi avere le idee chiare su quali temi questa serie voglia trattare, a chi si rivolge e con che finalità. Nel nostro caso era semplice: volevamo parlare ai bambini di temi ambientali in modo accessibile attraverso avventure che, avendo come protagonisti 6 piccoli supereroi, fossero lo spunto per riflettere su ecologia, specie in via d'estinzione, inquinamento e comportamenti virtuosi.
 

La linearità
Quando leggiamo un testo possiamo soffermarci, riflettere su qualcosa che non ci è chiaro o tornare indietro. Questo non è possibile mentre ascoltiamo un podcast. Molto raramente fermiamo l’audio per tornare indietro e riascoltare. Inoltre, a differenza di un cartone animato, in un podcast mancano appigli visivi che aiutino la nostra attenzione e che completino le informazioni fornite dall’audio, consentendoci così di comprendere meglio ciò che sta accadendo. Se un personaggio cade in un tombino dovrò far comprendere la scena al pubblico attraverso le battute del personaggio e i suoni d’ambiente. Queste caratteristiche comportano che il testo, per essere goduto e compreso appieno, debba essere inevitabilmente più descrittivo e lineare, senza disperdersi in rivoli che porterebbero l’ascoltatore troppo lontano dal solco narrativo principale. Dovrà quindi puntare soprattutto alla coerenza e all’utilità delle informazioni fornite.
 

Una voce guida e l'alternanza delle voci
In una serie di podcast è utile ricorrere a una voce guida, sempre uguale e pronta a introdurre e condurre ciascuna puntata. Se da un lato la voce guida agevola l’ascolto, cucendo i vari pezzi e facendo di frequente il punto per l’ascoltatore, dall’altro funziona anche in ottica di caratterizzazione e riconoscibilità della serie. L’introduzione e l’alternanza con altre voci aiuta poi a seguire i dialoghi, tenendo più viva l’attenzione, soprattutto quella dei bambini.
 

Una scrittura ricca di immagini e suoni, ma anche di qualche ripetizione
La scrittura di un podcast deve aiutarci a visualizzare quello che racconta, soprattutto se viene messa in scena un’azione. La ripetizione di alcune parole chiave, il tornare più volte sulle stesse, che sarebbe deprecabile in un testo per la lettura immersiva, nel podcast diventa un aiuto all’ascolto di grandi e piccoli. Come dicevamo sopra, qualcosa può sfuggire quando si segue un audio, meglio quindi tornare su parole e concetti, per rafforzare l’attenzione e i contenuti. Scrive a questo proposito Luisa Carrada: «Sorpresa: quelle ripetizioni che ci danno tanto fastidio in un testo scritto, in un podcast funzionano alla grande. Ripetizioni e riprese, di contenuto e di parole. Il motivo riguarda sempre quel correre incessante della voce, che non puoi fermare: se non ho colto a pieno un concetto, la ripresa dopo poco me lo chiarisce, la terza volta che torna lo capisco ancora meglio?». A maggior ragione se all’ascolto ci sono bambini, la ripetizione di formule e parole chiave, anche da una puntata all’altra, darà appigli e rassicurerà. In un testo audio per bambini, suoni e parole si intrecciano sostenendosi a vicenda. Per questo il sound design di un podcast è fondamentale e deve iniziare in fase di scrittura, per completarsi poi durante il montaggio, una fase molto delicata della produzione che richiede una collaborazione tra l’autore e professionisti del suono.


Quest’articolo fa parte di una rubrica nata dalla collaborazione tra il Giornale della libreria e il portale online Mamamò, a cura delle sue fondatrici: Roberta Franceschetti ed Elisa Salamini. I temi affrontati sono quelli del digitale per bambini e ragazzi, tra contenuti e contenitori narrativi, nuove tendenze e aspetti d’interesse e di convergenza con il settore editoriale.
 

L'autore: Mamamò

Mamamò è un portale online che dal 2012 si occupa di educazione digitale e formazione nel campo della media education. Ha curato i programmi dei DigiLab rivolti a bambini e ragazzi presso il BookStockVillage del Salone del Libro di Torino. Le due fondatrici, Roberta Franceschetti ed Elisa Salamini, sono giornaliste con anni di esperienza nel settore dell’editoria, della comunicazione online e dei contenuti digitali per ragazzi. Il loro lavoro indaga il connubio ragazzi e tecnologia, per esplorare in particolare lo sviluppo di nuovi format in chiave narrativa, dalle app ai videogiochi, dalle serie tv ai canali YouTube. Sono co-autrici della nuova serie animata MeteoHeroes, che spiega il cambiamento climatico ai più piccoli. Sono autrici del libro Youtuber - Manuale per aspiranti creators di prossima pubblicazione con Editoriale Scienza. Dal 2017 Roberta Franceschetti è membro della giuria del BolognaRagazzi Digital Award della Bologna Children’s Bookfair.

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