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Editori

Penguin Random House. Quasi 4 miliardi di fatturato e un +4,6% nel 2020

di Samuele Cafasso notizia del 6 aprile 2021

Attenzione, controllare i dati.

Il colosso dell’editoria di varia Penguin Random House (PRH) ha aumentato il suo fatturato nel 2020 del 4,6% a 3,8 miliardi di euro e gli utili (Ebit) sono schizzati a 691 milioni dai 561 del 2019, a dimostrazione del fatto che a livello globale l’anno dell’epidemia ha segnato una riscoperta della lettura e una corrispondente crescita del mercato. I dati del primo editore in lingua inglese – che a sua volta è di proprietà del gruppo tedesco Bertelsmann che dallo scorso aprile detiene l’intero pacchetto azionario – riflettono innanzitutto la crescita del digitale, sia a livello di prodotto (e-book e audiolibro) che a livello di distribuzione. Le vendite online, riferisce il gruppo in un comunicato, sono cresciute in molti mercati, l’audiolibro ha avuto crescite «a doppia cifra» nella maggior parte dei mercati. Rilevante, soprattutto, il fatto che a trainare i conti di PRH sia la crescita organica (cioè a parità di perimetro, al netto di quella derivata da acquisizioni) che è del 6,7%. I ricavi da distribuzione sono stati pari a 104 milioni di euro, in crescita del 7,9%.

Curiosità: il maggior best seller dell’anno è stato il libro di Barack Obama, A Promised Land, di cui sono state acquistate 7,3 milioni di copie in tutto il mondo. Sullo sfondo, rimane l’acquisizione di Simon & Schuster da 2,18 miliardi di dollari, conclusa a novembre e che, autorità di garanzia permettendo, dovrebbe essere operativa a partire dalla fine di quest’anno.

In una lettera ai dipendenti i cui contenuti sono stati riportati da Publishers Weekly, il Ceo globale di PRH Markus Dohle non accenna se non per vie traverse all’operazione S&S, laddove parla dell’impegno a «supportare le identità e i profili culturali dei diversi marchi» del gruppo. Le linee di sviluppo, invece, sono in linea con quelle di trasformazione della filiera in corso: focus sul digitale e sulle vendite online per rendere sempre più facilmente raggiungibile e valorizzare il catalogo a disposizione dei lettori, ma anche impegno sulla catena logistica: «Continueremo ad essere un partner affidabile e fedele per le librerie fisiche» ha scritto Dohle lasciando così intendere che la sfida per la sopravvivenza di quest’ultime si gioca anche sulla capacità di fornire ai lettori un servizio che per celerità e ampiezza di catalogo immediatamente disponibile si avvicini quanto più possibile a quello di Amazon.

A livello di gruppo – Bertelsmann è presente anche in molti altri settori tra cui l’editoria professionale – il fatturato è leggermente calato nel corso dell’anno (17,28 miliardi contro i 18,02 dell’anno precedente) mentre l’Ebitda ha superato i 3 miliardi (3,14 contro i 2,89 dell’anno precedente). Bertelsmann Education Group, infine, ha avuto un fatturato di 301 milioni di euro (333 nell’anno precedente) e un Ebit di 89 (84 nel 2019).

L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano, dove ho frequentato il master in giornalismo dell’Università Iulm e quello di editoria di Unimi, Fondazione Mondadori e AIE. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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