McGraw Hill va in borsa e l’offerta pubblica di azioni – decisa dal fondo Platinum per ridurre l’indebitamento raccogliendo tra gli investitori 537 milioni di dollari – è l’occasione per capire come si sta muovendo questo colosso americano dell’editoria educativa in un contesto di fortissime trasformazioni.
Che peso ha il digitale nel settore? Come l’Intelligenza Artificiale sta trasformando i modi con cui i giovani studiano e come è possibile integrarne le potenzialità all’interno dell’offerta editoriale? Sono domande a cui McGraw Hill fornisce la sua risposta nel tentativo, messo nero su bianco nel prospetto d’offerta, di convincere gli investitori che l’azienda ha gambe solide su cui camminare.
Partiamo quindi dai numeri: McGraw Hill era stata comprata dal fondo Apollo nel 2012 per 2,5 miliardi di dollari. Apollo aveva rivenduto l’azienda nel 2021 a un altro fondo, Platinum, per 4,5 miliardi. L’offerta di azioni, adesso, è fissata a un prezzo che stima l’intero valore aziendale a 4,2 miliardi di dollari. Come a dire che in questi anni l’azienda non ha visto incrementare il suo valore, ma nemmeno il fondo ritiene che lo scenario in veloce mutazione la stia penalizzando.
In particolare, le informazioni fornite nel prospetto di vendita sono tese a sottolineare lo sforzo dell’azienda nello spostarsi verso un modello di business centrato sul digitale anziché sul libro cartaceo e che avrebbe tra i suoi vantaggi quello di garantire un flusso di entrate più prevedibile e regolare perché basato sull’acquisto non di singoli prodotti ma su abbonamenti. Il digitale, che nel 2015 pesava sui ricavi di McGraw Hill per una quota del 31% nel 2015, nel 2025 è salito al 65%. Se escludiamo il mercato dei libri adozionali, che comunque è ancora buona parte del business dell’editore (rappresenta il 46% del fatturato), la quota del digitale sale all’82%. L’azienda dichiara 26 milioni di utenti digitali paganti nel 2025, in crescita di un milione rispetto all’anno precedente.
Il modello di crescita individuato, viene spiegato, si basa su forti investimenti nell’innovazione digitale, con lo scopo di offrire modelli di insegnamento personalizzati, incentrati su modelli 3-D, simulazioni interattive, attività di comprensione che utilizzano strumenti di IA generativa, a supporto e non in sostituzione del docente.
McGraw Hill integra oggi nella sua offerta educativa un AI Reader and Writing Assistant che, basato sul GPT-4 di OpenAI, consente a chi legge tramite e-book di ottenere spiegazioni alternative e riassunti dei brani che si stanno studiando, più un sistema di quiz per la verifica degli apprendimenti. Il sistema non raccoglie dati dagli utenti e il rischio di allucinazioni e informazioni inesatte è minimizzato attraverso il Retrieval Augmented Generation (RAG) pattern, basato su contenuti di McGraw Hill.
Un altro strumento digitale su cui l’azienda sta molto investendo è Evergreen, una piattaforma che consente agli insegnanti di innovare i loro corsi attraverso contenuti educativi multimediali sempre aggiornati, che vengono rilasciati in digitale nel corso dei mesi, senza richiedere l’adozione di nuovi testi.
Sono nato a Genova e vivo a Milano. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Domani, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.
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