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Editori

Laterza scommette sui lettori e con Lea - Libri e altro lancia lo streaming di libri

di G. D'Arco notizia del 25 maggio 2015

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«La nostra idea di fondo è stata quella di sperimentare una modalità nuova di immaginare il concetto di libro stesso, in particolare pensando ad un pubblico composto sostanzialmente da giovani e giovanissimi, tenendo presente l'esperienza innovativa e straordinaria di Spotify che permette loro di accedere alla musica senza doverla neanche scaricare. Desideriamo, attraverso questa piattaforma, far interagire i nostri lettori fra loro e con gli autori, senza filtri o distanze, far sì che intorno ad un argomento nasca un dibattito, si crei un confronto costruttivo e si formi una comunità capace di discuterne». E' con queste parole che Giuseppe Laterza raccontava all'edizione di Bari di «Repubblica» il nuovo progetto Lea - Libri e altro promosso dalla casa editrice e presentato al Salone del libro di Torino. Ripercorrendo la strada dei contenuti in abbonamento già intrapresa nel nostro Paese da Amazon con il suo Kindle Unlimited, Lea si configura come una vera e propria biblioteca digitale dalla quale è possibile scegliere e leggere 500 libri in streaming, con un abbonamento che ricalca quello delle piattaforme che offrono musica o film, a 7,90 euro al mese o 79,00 euro all’anno.
Per saperne qualcosa in più, facciamo una chiacchierata con Antonia Laterza, ideatrice del progetto

Che cos’è Lea?
Lea è tante cose: è lettura in streaming, on line o off line, ma anche sperimentazione di libri e dell’esperienza di lettura trasformata in community, concetto importante di questo progetto. La genesi del nome è legata alle due componenti di questa piattaforma: in primis volevamo qualcosa di facilmente memorizzabile e amichevole, quindi che l’accento oltre che sui libri cadesse anche su «altro», perché Lea è una piattaforma che raccoglie libri ma anche «contenuti speciali» come immagini, suggerimenti dall’autore, video, interviste, percorsi di lettura sull’argomento e.. molto altro!

Com’è nata l’idea?
Quattro anni fa, quando ero a Londra, usavo già da un po’ Spotify. Una sera a cena mi è venuto in mente che fare la stessa cosa con i libri sarebbe stato bello, e abbiamo iniziato a pensare a come dare vita a questo nuovo modello di business, a questa sorta di all you can read originale, perché ai tempi Oyster e Scribd non erano ancora nati o molto conosciuti, con l’aiuto di Bookliners, start-up torinese che per prima in Italia si è occupata del social reading.

A chi si rivolge Lea?
Ad una comunità di lettori e autori che sia aperta a nuovi modi di leggere, amanti della tecnologia, studenti, nuovi lettori che vogliano unire all’esperienza di lettura la condivisione e il dibattito.

Quanti titoli del catalogo e quante novità si troveranno? Gli autori come hanno reagito?
Ci saranno 500 titoli di catalogo, cui si aggiungeranno 2-3 novità al mese. Le reazioni sono state molto varie, ma nella maggior parte dei casi è prevalsa la fiducia verso una forma diversa e nuova di distribuzione dei libri, che non entra in conflitto con il libro cartaceo.

Qual è la differenza rispetto a Kindle Unlimited? 
Sicuramente il concetto di community, di dialogo e discussione sui libri, la condivisione sui social, i contenuti extra e la possibilità di discutere direttamente con alcuni autori. Il nostro non è un semplice streaming di libri, ma un'esperienza che vuole renderle viva la lettura. Senza contare che può contare sulla qualità dei titoli proposti.

Prevederete su questo progetto una collaborazione con le librerie?
Vogliamo coinvolgere attivamente le librerie su Lea sia per alcuni servizi utilizzabili all’interno della piattaforma – come i gruppi di lettura specifici della stessa libreria – sia attraverso la vendita di abbonamenti presso i punti vendita stessi, con una percentuale prevista per la libreria per ogni abbonamento venduto.

La lettura è da sempre considerata un'attività solitaria, è possibile dunque concepire un'esperienza di social reading?
La lettura è un’esperienza solitaria ma si legge anche per formarsi delle opinioni, le quali si devono poi confrontare in una dimensione «plurale».

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