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Editori

Lancia Ypsilon Tellers, ovvero quando l'editoria diventa un brand di valore

di Lorenza Biava notizia del 10 marzo 2015

È stato lanciato i primi di marzo il concorso letterario Lancia Ypsilon Tellers che vede partner Feltrinelli e Lancia Ypsilon. La casa automobilistica per celebrare i propri trent’anni ha infatti creato una campagna di comunicazione che punta tutto sui contenuti: in primo luogo quelli degli affezionati del marchio che su sito di Lancia Ypsilon Tellers hanno la possibilità di raccontare i propri ricordi di viaggio, ma anche quelli letterari grazie ad un contest che vede impegnata attivamente Feltrinelli.
L’invito, per tutti gli aspiranti scrittori, è quello ad andare sulla piattaforma e inviare il proprio racconto (che deve avere una lunghezza compresa tra le 2.000 e le 120.000 battute e seguire una delle tracce proposte sul sito). I 10 racconti scelti dalla giuria verranno pubblicati in una e-book collection Feltrinelli e saranno protagonisti di uno show tv condotto dallo storyteller Matteo Caccia ed edito da Effe TV, sui canali laeffe e Fine Living. Il migliore tra i  dieci racconti, eventualmente ampliato dall’autore con la consulenza di esperti, verrà pubblicato in un libro cartaceo edito da Feltrinelli e diffuso in tutti gli store del Gruppo.
Gli elaborati saranno giudicati da una commissione qualificata secondo i classici criteri di originalità, creatività, innovazione, completezza, profondità, aderenza al tema, merito e qualità di scrittura.
Al di là del concorso letterario in sé e per sé, è interessante notare come il Gruppo, forte della reputazione e dell’immagine costruita grazie al lavoro editoriale e al valore del brand nel settore retail, abbia da qualche tempo deciso di valorizzare il proprio know how anche su canali eccentrici rispetto al classico libro. Ne sono un esempio l’avventura televisiva con laeffe, ma anche appunto la partnership con un produttore di automobili.
Stiamo dunque entrando in una fase in cui si sta iniziando a dirigere gli investimenti più sul contenuto e sulla sua gestione che sul prodotto libro? Se è vero che oggi i libri rappresentano comunque il core business delle aziende editoriali, è lecito quanto meno porsi la domanda. Di certo c’è che Feltrinelli non è l’unico a muoversi in questa direzione, a cominciare da Rcs con la recente scelta di abbandonare l’area Libri controbilanciata dal lancio dell’agenzia di eventi Rcs Live nata per sfruttare al meglio l’esperienza maturata sul campo dal Gruppo nell’area della cultura, dello sport e della moda. Ma potremmo, con varie gradazioni, portare l’esempio di altri importanti realtà editoriali: da GeMS, che ha deciso di mettere a fattor comune i propri autori e le professionalità del Gruppo convogliandone gli sforzi ne IlLibraio.it, a Condé Nast, le cui testate – oltre a vendere migliaia di copie in edicola – sono ormai brand capaci di «stare in piedi» da soli e di generare eventi (pensiamo alla Vogue Fashion Night o alla Wired Next Fest), contest e soprattutto un impetuoso fiume di ricavi.
Che sia questo, alla fine, uno dei futuri possibili del fare impresa in questo settore: puntare sul expertise e sulla capacità di produrre contenuti più che sul contenitore?

L'autore: Lorenza Biava

Volevo fare l'astronauta, poi il dottore, ma un giorno di settembre ho iniziato a scrivere e la passione è diventata professione. Dalla cronaca di una città di provincia agli ultimi trend del mercato editoriale internazionale ho scritto e interpretato ben più di 50 sfumature di inchiostro (e di pixel!). Sono nerd per vocazione, amante delle serie TV e dei super eroi.

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