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Editori

Iva ridotta per gli e-book: arriva il «no» della Corte di giustizia europea a Francia e Lussemburgo

di Lorenza Biava notizia del 5 marzo 2015

Si conclude con una bocciatura di Francia  e Lussemburgo l'iter della procedura di infrazione che la Corte di giustizia aveva aperto nei confronti dei due Paesi dopo la scelta, nel 2012, di introdurre un'Iva agevolata per gli e-book.
Se infatti l'Europa riconosce che alcuni beni possano essere sottoposti ad un Iva ridotta - tra i quali c'è il libro di carta, appunto - la Corte di giustizia stabilisce con questa sentenza che tale agevolazione non è applicabile ai libri digitali, inquadrati come servizi e non come beni primari.
La Francia aveva scelto di entrare in conflitto con la disciplina europea applicando, dal 1° gennaio 2012, un'Iva del 7% per gli e-book a fronte di un'imposta sul valore aggiunto piena del 19,6%. Stessa cosa anche per il Lussemburgo dove l’Iva sui libri digitali era scesa al 3%.
A nulla è dunque servita la campagna #thatisnotabook lanciata nei giorni scorsi che chiedeva ai lettori d’Oltralpe di distinguere tra ciò che non è un libro e ciò che lo postando materiali sul sito thatisnotabook.eu. L’obiettivo, dichiarato, era proseguire il lavoro fatto dall’Italia per convincere, forti del supporto dei lettori europei, gli altri Paesi UE alla revisione della normativa comunitaria in materia.
La decisione della Corte di giustizia getta ora ombre anche sull'Italia che, a partire dal gennaio 2015, ha applicato a sua volta l'aliquota ridotta sugli e-book e la risposta degli editori italiani e delle altre associazioni europee e internazionali alla sentenza non ha tardato ad arrivare sotto forma di una lettera aperta al presidente della Commissione Junker, al presidente del Parlamento europeo Schultz e al presidente del Consiglio europeo Tusk affinché si intervenga sulla direttiva comunitaria per eliminare la stortura che penalizza lo sviluppo del libro e della lettura nell’intero continente.
Un testo proposto dalla Federazione degli Editori Europei (FEP), dalla Federazione delle associazioni europee degli scrittori (EWC) e dalla Federazione europea e internazionale dei librai (EIBF), sottoscritto anche dal presidente dell’Associazione italiana editori Marco Polillo: «Noi, rappresentanti del mondo del libro, siamo fermamente convinti – recita il testo della lettera - che il valore di un libro non dipenda dal suo formato o dal modo in cui i lettori vi accedano. Per questo sollecitiamo la UE ad agire rapidamente per modificare la legislazione in materia, per consentirne l’adeguamento al progresso tecnologico e per rimuovere un serio ostacolo allo sviluppo del mercato e-book. Un’iniziativa della Commissione in questa direzione si inserirebbe nel suo programma di lavoro in cui si afferma che "le barriere al digitale sono barriere all’occupazione, alla crescita e al progresso”».
«L’Italia ha già fatto la propria scelta verso una equiparazione delle forme di lettura – ha commentato Polillo - ma da cittadini ed imprenditori europei pretendiamo che anche l’UE affronti la questione in maniera definitiva consentendo agli Stati membri di sancire una verità a nostro avviso inconfutabile: un libro è un libro».

 

 

L'autore: Lorenza Biava

Volevo fare l'astronauta, poi il dottore, ma un giorno di settembre ho iniziato a scrivere e la passione è diventata professione. Dalla cronaca di una città di provincia agli ultimi trend del mercato editoriale internazionale ho scritto e interpretato ben più di 50 sfumature di inchiostro (e di pixel!). Sono nerd per vocazione, amante delle serie TV e dei super eroi.

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