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Editori

Harper Collins esplora con Harlequin Teen il marketing partecipativo

di Redazione GdL notizia del 28 agosto 2015

L’acquisto della casa editrice Harlequin si è rivelato un ottimo affare per la Harper Collins che, proprio grazie ai titoli romance, è riuscita ad ammortizzare le perdite dovute a un leggero calo nella vendita di titoli per bambini e ragazzi. Il CEO Bryan Murray si è detto molto soddisfatto della direzione presa dalla casa editrice sotto l’egida Harper Collins e in particolare ha sottolineato quanto stia procedendo speditamente anche l’assorbimento degli uffici in Germania, che saranno la nuova rampa di lancio per l’internazionalizzazione dei titoli e degli autori più popolari, con la speranza di aumentare le vendite al di fuori degli Stati Uniti. L’investimento per l’acquisto della Harlequin, quindi, sta cominciando a dare i suoi frutti: sicuramente buona parte di questo successo è dovuto allo stretto contatto che nel tempo si è venuto a creare con i lettori e che si è conservato anche col passaggio ad Harper Collins. A questo proposito, la casa editrice si è sempre distinta per tecniche di marketing molto legate al feedback dei lettori e al loro coinvolgimento diretto, soprattutto per quanto riguarda il settore teen: ne è un esempio lampante l’ultima iniziativa ideata per la promozione di un libro, che ha portato alla creazione di un profilo «bot» molto particolare su Twitter.
Il titolo in questione è Legacy of Kings, di Eleanor Herman: prendendo spunto dalla presenza di figure oracolari all’interno del romanzo, Bryn Collier – digital marketing manager per Harlequin – ha creato, con l’aiuto di uno sviluppatore freelance, un programma in grado di rispondere automaticamente alle domande sul futuro poste via tweet al profilo della casa editrice (@HarlequinTeen) e accompagnate dall’hashtag #asklegacyofkings. Le risposte possibili sono un centinaio, tutte scritte dall’autrice stessa, e l’iniziativa ha avuto molto successo: come riportato anche dalla Collier, il profilo Twitter della Harlequin è stato caratterizzato per quasi una settimana dagli aforismi twittati in risposta alle domande degli utenti.
Un risultato così incoraggiante non può che far ben sperare per la vendita della prima tiratura, attestata sulle 100mila copie: il libro sarà disponibile nelle librerie statunitensi a partire da inizio settembre, mentre è già acquistabile dal sito della casa editrice in formato digitale.
Un altro esempio di marketing improntato all’interazione con gli utenti, in maniera ancora più evidente e forse fin troppo marcata, è il tentativo dell’autrice Jennifer L. Armentrout di far entrare i propri lettori direttamente nei meccanismi della storia, spingendoli a scegliere tra due finali alternativi per la conclusione della sua ultima trilogia (The Dark Elements trilogy) pubblicata per Harlequin Teen. L’autrice, attraverso un post sul proprio blog, ha chiesto ai lettori di indicare il proprio protagonista maschile preferito, così da poter scegliere direttamente quale tra i due vincerà il cuore della protagonista. L’idea sembra aver portato i suoi frutti, soprattutto perché la Armentrout ha una «fanbase» molto ampia e ben curata; tuttavia, molti lettori hanno manifestato con forza i propri dubbi riguardo a un’iniziativa che supera il marketing per entrare nel processo creativo dell’autore, andando a condizionare il prodotto letterario in maniera così forte. Ad ogni modo, a fine luglio il titolo è stato pubblicato e i lettori hanno potuto scoprire chi ha vinto il sondaggio; le ripercussioni di una scelta di questo tipo saranno senz’altro più evidenti in futuro.
Esperimenti del genere, anche se sviluppati in modo differente, sono stati tentati anche in Italia: Marcos y Marcos, ad esempio, nell’ambito dell’iniziativa Letti di notte, ha proposto ai propri lettori di partecipare ad «Ammazza un amico», un gioco in cui il vincitore avrebbe potuto candidare un amico (o, in maniera più appropriata, un nemico) cui far interpretare la vittima nel nuovo giallo di Lisa Gardner, in uscita nel 2016.
Nel frattempo, Harper Collins può continuare a sfruttare al meglio il reparto marketing e continuare nel piano di sviluppo della casa editrice, sperando che le vendite si mantengano anche l’anno prossimo sui numeri di quest’anno, permettendo così di capitalizzare al meglio l’investimento fatto.


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