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Editori

Cosa significa aprire una casa editrice nel 2022? Tre consigli (e un corso AIE) per farlo consapevolmente

di Alessandra Rotondo notizia del 28 febbraio 2022

Attenzione, controllare i dati.

Che cosa significa aprire una casa editrice? Quali sono le normative e gli adempimenti da conoscere? Come funziona il lavoro editoriale? Quali sono le dinamiche della promozione e della distribuzione nel settore librario? Come può essere ottimizzata un’attività già avviata? Qual è il rapporto tra fisico e digitale, nei formati e nei canali di vendita? Come si gestisce la comunicazione di un marchio? E la presenza in rete?

E cosa significa fare tutto questo oggi, in un mercato del libro che dal biennio pandemico sembra uscito rinvigorito, ma in uno scenario globale connotato da una complessità crescente?

«Dopo la lieve flessione del 2020 dovuta alla pandemia, nel 2021 le case editrici sono tornate a crescere in Italia: quelle “attive»”(che hanno pubblicato almeno una novità nell’ultimo anno) sono 5.153, con una crescita di 301 unità in un anno, quasi una nuova casa editrice ogni giorno» ha spiegato il direttore di AIE Fabio Del Giudice. «Se contiamo però tutte le case editrici che hanno avuto almeno una vendita di libri pubblicati anche negli anni precedenti, saliamo a 8.610. Come Associazione Italiana Editori è nostro dovere rispondere a questa vivacità con la nostra offerta formativa complessiva e, nello specifico, con un corso che ripetiamo ogni anno e che fornisce gli strumenti di base per chi decide di mettersi in gioco».

Tra una settimana torna così il corso Dalla passione all’impresa. Avviare una attività editoriale, un classico della formazione AIE, articolato questa volta – per agevolare la fruizione – in quattro appuntamenti (7-8-14-15 marzo) da 3 ore ciascuno (17.00 - 20.00), sulla piattaforma Zoom.
«Oggi aprire una casa editrice – spiega il coordinatore del corso Lino Apone – ha una soglia di ingresso finanziaria più bassa di una volta, ma allo stesso tempo è un’attività sempre più complessa. Per questo è importante che chi si approccia professionalmente a questo mondo lo faccia con un bagaglio di conoscenze adeguate e con una grande consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie possibilità».




Con un’esperienza ultratrentennale tra i libri, Apone non ha dubbi su quali siano i punti fondamentali da focalizzare prima di intraprendere un’attività editoriale. «In primo luogo, è fondamentale essere esigenti nel selezionare i libri da pubblicare». Soprattutto quando si pensa all’audience, continua, è bene cercare spasmodicamente una definizione precisa del proprio pubblico, cui ogni libro preso in considerazione guarda e dal quale vuole essere comprato. Non accontentarsi mai di categorie generiche, «ma rischiare la fama di noiosi pedanti pur di mettere a fuoco nel dettaglio coloro ai quali si vuole parlare».

«Poi è importante maturare una visione realistica e disincantata dei processi, tracciando sempre mappe precise e coerenti del lavoro, che permettano di collocarsi con dettaglio in ogni fase del processo (“dove siamo noi”, “chi fa che cosa”, “quali sono le variabili e quali le minacce”…) così da sviluppare strategie consapevoli e realmente attuabili».

Infine, ricorda Apone, è fondamentale tenere a mente che la parte di lavoro che drena più risorse è quella che arriva dopo la realizzazione del libro, cioè la promozione, la distribuzione, la comunicazione e la vendita. E di conseguenza il fatto che i processi logistico-commerciali possono essere fonte di significativi vantaggi competitivi. «Senza dimenticare l’enorme peso che la componente finanziaria ha sul lavoro dell’editore, non correndo però il rischio di confondere obiettivi a breve, medio e lungo termine».

Ad accompagnarlo nella docenza, professionisti con lunga esperienza nel settore, che interagiranno con i partecipanti nelle sessioni di Q&A previste in ogni giornata di corso. Come Gianmarco Senatore, responsabile dell’ufficio legale AIE, Davide Giansoldati, marketing strategist, Paola Mazzucchi, esperta di innovazione tecnologica nel settore editoriale e coordinatrice in AIE di tutte le iniziative legate agli standard tecnologici e Gianni Peresson, responsabile ufficio studi di AIE, che ha partecipato alla progettazione del corso.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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