Gli adolescenti rappresentano un target molto interessante ma spesso difficile da raggiungere. Questo vale anche per le aziende di consumer electronics, che devono riuscire a prevedere e assecondare i cambiamenti dei gusti e i comportamenti dei più giovani.
Di questo, e di molto altro, si è parlato all’evento «Pianeta teenager & Consumer electronics» organizzato da Andec – Associazione nazionale importatori e produttori di elettronica civile – che ha avuto luogo giovedì 2 luglio presso la Confcommercio di Milano.
Un appuntamento che ha permesso di fare il punto sul rapporto tra i più giovani e l’elettronica e che ha portato alla luce diversi spunti applicabili anche ad altri settori, come quello editoriale.
Molti sono stati i dati presentati durante l’incontro, che hanno messo in luce le peculiarità e l’evoluzione del comportamento degli adolescenti, veri e propri nativi digitali, per i quali la componente digital non è più una novità ma una certezza data quasi per scontata.
Secondo i dati presentati da Cristina Liverani di Doxa, dal punto di vista del media utilizzato, se tra gli 8 e i 9 anni la televisione ha ancora un ruolo centrale, solo il 5% dei giovani tra i 14 e i 18 anni potrebbe fare a meno dello smartphone. L’età media di acquisto del primo smartphone è infatti 12 anni e mezzo. Un dato emblematico: un adolescente su cinque si sveglia durante la notte per controllare se ci sono messaggi sullo smartphone. Quando si parla, quindi, dei teenager come della generazione always on, ovvero sempre connessa, non ci si discosta molto dalla realtà. 


Fonte: Cristina Liverani, La fascinazione del digitale, Andec

 

Gli adolescenti hanno un rapporto molto stretto anche con i social, visti come luoghi per poter mostrare se stessi e le proprie passioni, ma quali sono quelli più utilizzati?
A sorpresa è WhatsApp il social più diffuso, con il 90% dei giovani tra i 14 e i 18 anni che lo utilizza regolarmente, seguito da Facebook con l’82% e da Skype, molto più distanziato, con il 58%.
Un’anomalia italiana rispetto a quello che avviene nel resto dell’Europa è l’enorme differenza di apprezzamento, per questa fascia di età, tra Facebook e Twitter: il social network di Zuckerberg, infatti, pesa sette volte di più rispetto a Twitter.


Fonte: Cristina Liverani, La fascinazione del digitale, Andec

 

Le tecnologie, inoltre, sono percepite in modo differente dai ragazzi e dalle ragazze. Se, infatti, i primi utilizzano i device soprattutto per giocare, guardare video o ascoltare musica, le ragazze sono più interessate a creare contenuti e a socializzare.
Per conquistare l’interesse di questa fascia d’età sempre più liquida ed evanescente, molte sono le strategie messe in atto dalle aziende. L’importante è che a pubblicizzare i vari prodotti siano ragazzi giovani, che parlino il linguaggio giusto e tocchino le corde di chi li ascolta. Le tecniche di comunicazione promosse da Microsoft vanno proprio in questa direzione. Oltre infatti a fare largo uso degli ambassador – ragazzi molto dinamici che pubblicizzano ai propri amici i prodotti che vengono loro affidati – la Microsoft ha ideato un altro progetto piuttosto redditizio. Ha infatti dato uno dei suoi ultimi device a tre youtuber molto conosciuti, con lo scopo di farlo presentare sui loro canali YouTube nel modo che ognuno di loro reputava più idoneo. Bene, in pochi giorni si sono registrate più di 500 mila visualizzazioni. Una strategia di marketing, questa, che si è dimostrata davvero vincente.
Anche in editoria, comunque, si è assistito a esperimenti simili, come quello della casa editrice britannica Penguin, che ha puntato sulle giovanissime star di YouTube sperando di bissare anche sulla carta i numeri delle starlette del Web. Una delle più famose, Zoe Sugg, in arte Zoella, ventiquattrenne di Bristol è stata messa sotto contratto da Penguin per due libri (il primo dei quali, uscito da poco, ha scandalizzato i fan perché scritto da un ghostwriter) e può contare su qualcosa come 4,9 milioni di iscritti su YouTube, 1,6 milioni di followers su Twitter e oltre 2 milioni su Instagram. In Italia questi numeri sono molto più bassi: si va dai 602 mila iscritti al canale di Gugliemo Scilla in arte Willwoosh, ai 139 mila di Sonia Peronaci, dai 600 mila di Daniele Doesn’t Matter Selvitella, ai 698 mila di Clio Zammatteo con il suo ClioMakeUp, fino ai 252 mila di Francesco Sole. Proprio quest’ultimo è entrato a inizio anno nella classifica di varia con il suo Stati d’animo su fogli di carta.