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Curiosità

Charlie Hebdo: sei scrittori contro il conferimento del PEN of Expression Courage Award alla rivista

di Lorenza Biava notizia del 28 aprile 2015

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Sei scrittori – Peter Carey (due volte vincitore del prestigioso Booker Prize), Michael Ondaatje (vincitore del Booker e noto soprattutto per il romanzo Il paziente inglese), Francine Prose, Teju Cole, Rachel Kushner e Taiye Selasi (nota in Italia per aver partecipato come giudice al talent show di Rai Tre Masterpiece) – hanno declinato l'invito per il galà promosso ogni anno dal PEN American Center, il ramo americano dell’omonima associazione internazionale di scrittori, in segno di protesta per l’assegnazione alla rivista satirica francese «Charlie Hebdo» del Freedom of Expression Courage Award.
Le motivazioni dei sei autori ruotano attorno alla linea editoriale della rivista, definita da Rachel Kushner in una mail alla PEN «culturalmente intollerante» e promotrice di «una sorta di forzato punto di vista laico».
Questa vicenda riaccende le polemiche sorte dopo l’attentato di gennaio nel quale 12 autori della rivista persero tragicamente la vita: accanto al cordoglio e alla condanna unanime del gesto (si ricorderanno le tantissime manifestazioni di solidarietà all’insegna dell’#JeSuisCharlie), alcuni intellettuali avevano iniziato a riflettere sui contenuti delle rivista. In un saggio per il sito del «The New Yorker» dopo l'attacco, Cole rilevava per esempio come, sebbene la rivista avesse affermato di esercitare la propria satira egualmente verso tutte le parti politiche e le confessioni religiose, negli ultimi anni «avesse subito una deriva verso provocazioni islamofobiche».
A questa e alle analoghe posizioni degli altri frondisti, ha risposto una lettera aperta di Andrew Solomon, attuale presidente PEN American, che pur riconoscendo che diverse persone sono state offese dalle vignette di «Charlie Hebdo», ha aggiunto come PEN creda fortemente nell’«appropriatezza» del premio.
«È senza dubbio vero che, oltre a provocare violente minacce da parte degli estremisti, la satira di «Charlie» ha offeso alcuni musulmani, proprio come ha offeso in diverse occasioni i membri di altre confessioni».
«In base alle loro stesse dichiarazioni, riteniamo che l'intento della rivista non fosse quello di ostracizzare o insultare i musulmani, quanto piuttosto quello di respingere con forza ogni tentativo da parte di una minoranza di azzerare la libertà di espressione attorno ad alcuni temi e argomenti – continua la lettera – . Crediamo che anche non condividendo il contenuto delle vignette di «Charlie Hebdo» non si possa non essere d’accordo nell’ affermare i principi che ne stanno alla base».
Alla discussione ha preso parte anche Salman Rushdie, a sua volta ex presidente di PEN nonché oggetto di una fatwa a causa del romanzo I versi satanici pubblicato nel 1988, che dalle pagine del «New York Times», ha liquidato così le obiezioni dei sei scrittori: «Se PEN, in qualità di associazione votata alla difesa della libertà di parola, non difende e celebra persone che sono state uccise per aver fatto dei disegni, francamente credo che abbiamo fallito e che l’organizzazione non sia degna del proprio nome».

L'autore: Lorenza Biava

Volevo fare l'astronauta, poi il dottore, ma un giorno di settembre ho iniziato a scrivere e la passione è diventata professione. Dalla cronaca di una città di provincia agli ultimi trend del mercato editoriale internazionale ho scritto e interpretato ben più di 50 sfumature di inchiostro (e di pixel!). Sono nerd per vocazione, amante delle serie TV e dei super eroi.

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