Mancano due settimane a Natale. Anche l’ultimo social media manager ha ormai photoshoppato l’immancabile cappellino rosso sulle immagini profilo dei canali che gestisce e i migliori professionisti del marketing si preparano a raccogliere i frutti delle campagne avviate mesi fa.

Recentemente, la rete è stata attraversata dalla polemica che ha coinvolto il copy di un’affissione pubblicitaria del brand Pandora. La nota azienda danese chiedeva ai possibili acquirenti dei suoi bijoux – e lo faceva da giganti cartelloni che campeggiavano nelle stazioni della metropolitana di Milano –  «Un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule, un bracciale Pandora. Secondo te cosa la farebbe felice?».


Secondo l’analisi di Reputation Manager sarebbero 14 i milioni di utenti raggiunti sui social dal buzz negativo sul brand dopo la campagna. Molti hanno tacciato la frase di sessismo, alcuni l’hanno giudicata semplicemente inopportuna. Altri, ancora, hanno ipotizzato che la formula fosse stata studiata a tavolino per sollevare la polemica.

Il copywriter, dal canto suo, dettagliando le dichiarazioni rilasciate da Pandora in risposta alle critiche raccolte, ha fatto sapere che nell’ideare il testo si era semplicemente chiesto «Cosa vorrebbe trovare una donna sotto l’albero di Natale?». Tenendo da parte il bias che potrebbe condizionare l’affermazione, di copy non riusciti è piena la storia della pubblicità e ci sono forse campi e questioni più fondanti verso cui spostare il dibattito sulla parità di genere.

Ma l’enorme rumore generato dall’iniziativa ha dato luogo, oltre che all’interminabile polemica sui social, a una scia di risposte provenienti da altri brand, interessati a cavalcare il polverone per finalità di comunicazione quando non strettamente di marketing. A reagire sono state sia aziende di settore, come Swarosvki:
 

che extra settore, come le immancabili Taffo e Ceres che ci hanno ormai abituati a operazioni simili sulle loro fan page:



 
Non è mancata la risposta di un editore: quella di SEM Società Editrice Milanese, che ci sembra una tra le più riuscite:

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi coordino il Giornale della libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

Guarda tutti gli articoli scritti da Alessandra Rotondo