MLOL, la prima rete italiana delle biblioteche digitali, ha inaugurato il 30 settembre un ciclo di eventi dal titolo Il ruolo del digitale nella promozione della lettura, per un totale di quattro appuntamenti tra Milano, Firenze, Roma e Bologna. Il primo incontro, intitolato Schermi. Biblioteche ed editori per bambini e ragazzi, ha avuto per oggetto l’analisi del ruolo del digitale nelle biblioteche scolastiche e più in generale nella lettura, oltre a un bilancio di Edigita delle peculiarità del mercato digitale per i più giovani.

La responsabile del progetto Paola Pala ha presentato i dati di MLOL scuola, un servizio dedicato alle biblioteche scolastiche nato nel 2016, con un catalogo che attualmente vanta 80mila e-book, 1.500 audiolibri, 7.100 quotidiani e periodici dal mondo e 3 milioni di risorse open, pensato appositamente per i più giovani. Oltre l’80% di questi materiali permette l’accesso di più utenti contemporaneamente: un fattore decisivo se si pensa per esempio a un’attività in cui coinvolgere un’intera classe. Se si considera che MLOL ha registrato nel 2020 appena un 20% di prestiti con un modello pay per loan nelle biblioteche di pubblica lettura, come ha raccontato il CEO Giulio Blasi al Giornale della libreria, ben si comprende l’innovazione del servizio.

L’iscrizione delle scuole a MLOL scuola ha ricevuto forte impulso da progetti territoriali (Torino rete libri, Reader in Emilia-Romagna, per esempio) così come da sinergie tra scuole diffuse su tutto il territorio nazionale (Bibloh). Ciò spiega come, su 1.500 scuole iscritte, 450 siano in Emilia; seguono Lombardia e Veneto. Va segnalato inoltre che, a differenza del servizio per le biblioteche di pubblica lettura di MLOL, MLOL scuola abbia un buon livello di diffusione anche nel sud Italia.

La crescita di MLOL scuola negli ultimi anni è stata verticale: nell’anno scolastico 17/18 si parlava di 23.546 accessi per 58 scuole, con 4.674 utenti unici. Nel 21/22 gli accessi diventano 378 mila le scuole 1500 scuole e gli utenti unici 40 mila. I materiali consultati sono cresciuti del 792,7% nello stesso periodo, tra i quali vanno segnalati gli e-book(+1.967,3%), edicola digitale (+623,8%) e risorse open: 612,6%. I valori assoluti restano piccolissimi, in ogni caso, se si pensa al totale di scuole e alunni in Italia, un segnale del fatto che forse le scuole non abbiano ancora colto tutte le potenzialità del progetto.

Pensiamo banalmente ai numeri delle biblioteche scolastiche: di media una biblioteca spende l’anno 410 € (ricordiamo a tal proposito l’ultima indagine AIE sulle biblioteche scolastiche in Italia), con 0,2 libri nuovi l’anno a studente e un catalogo di 5,8 libri pro capite, senza contare lo scarso numero di novità. Con 500 € una biblioteca può comprare 28 libri: con lo stesso budget grazie a MLOL scuola si avrebbe l’accesso a un catalogo on demand sterminato, passando dalla scarsità analogica al problema opposto. Non va inoltre dimenticato che il digitale favorisce l’accessibilità (i titoli sono pensati per studenti con difficoltà visive e DSA, ovviando i limiti dell’analogico) e viene incontro alle minoranze linguistiche (ci sono contenuti in 40 lingue diverse). Con numeri simili l’intermediazione del bibliotecario scolastico – una figura che andrebbe radicalmente ripensata per favorire la promozione della lettura – diventa più importante che mai, per aiutare gli utenti a navigare tra la mole di titoli disponibili. I bibliotecari, o gli insegnanti deputati, vanno però formati, e in assenza di scuole che investono in dispositivi occorre immaginare un rapporto positivo degli studenti con la tecnologia, favorendo per esempio il BYOD (Bring your own device).

Francesca Noia, responsabile delle relazioni con gli editori di Edigita, si è concentrata invece sulle vendite degli e-book nel settore ragazzi. Il punto di partenza è stata la serie di limiti a livello di produzione. Il primo riguarda gli e-book di ogni genere, cioè la vexata quaestio che ogni distributore ha il suo formato proprietario. Il secondo problema è quello dei costi: produrre un e-book per bambini costa da 0,2 € fino a 1,8 € a pagina, a seconda del grado di complessità che introducono le immagini. Il terzo problema è il DRM: Adobe non riesce a proteggere i file più complessi, impedendo una loro distribuzione capillare. Vi è infine il problema della corretta catalogazione: gli editori percepiscono ghettizzante la definizione di libro per ragazzi e preferiscono che un titolo venga considerato semplicemente di narrativa. Ciò è vero in particolare per la young adult (basti pensare a quanti titoli per ragazzi siano presenti nelle classifiche dei libri più venduti, a cominciare da Erin Doom)

Più cresce la difficoltà grafica più il numero di canali in cui si può essere venduti diminuisce, anche se negli ultimi anni la cosa sta migliorando, permettendo così di rientrare in tempi più brevi dall’investimento. L’EPUB permette di alternare testo e immagini solo in maniera sequenziale, ma occorre il fixed layout per libri per bambini illustrati e per i fumetti. I costi però aumentano esponenzialmente (e lo stesso vale per i formati di Amazon e Apple): se un testo pensato per l’editoria professionale può ovviare un problema simile con costi attorno ai 50 o 70 €, è evidente come una soluzione simile non sia concepibile per i libri per bambini.

I problemi a monte della produzione si riflettono sui numeri di Edigita (i quali non vanno paragonati con quelli di MLOL scuola, trattandosi in un caso di un distributore digitale che gestisce i rapporti di oltre 3.500 editori, nell'altro di un servizio per le biblioteche scolastiche). A fronte di più di 80 mila titoli attualmente distribuiti dalla piattaforma, nel 2022 quelli per ragazzi erano poco meno di 3.800, con una maggioranza che si colloca nella fascia 9-12 anni, quella in cui l’illustrazione diventa sempre meno essenziale. Sul totale del fatturato del digitale il loro peso è minimo: era il 2% nel 2019, 3% nel 2020, 2,6% nel 2021, un valore che si stima di raggiungere anche nel 2022. Va detto che anche altre editorie europee (Spagna, Germania) l’incidenza dell’e-book per bambini è simile.

Il prezzo medio di un e-book per bambini è molto basso: 3,58 €, contro i 5,61€ della narrativa. Non vale la pena proporre prezzi più alti, i numeri di Edigita mostrano come libri più cari non vendano: il problema, del resto, è che per le famiglie il costo di un e-book non regge il confronto con le app, con un abbonamento a Netflix o con Youtube (che è gratis).

I margini di crescita per il settore degli e-book per bambini, però, sono alti: il fixed layout sta iniziando a essere più accettato, e si stanno facendo passi aventi a livello di protezione (il DRM LCP è più performante di quello di Adobe). Un dato è particolarmente incoraggiante: se in altre categorie le novità pubblicate negli ultimi 6 mesi fanno il 32% del venduto, nei libri per bambini la percentuale scende al 20%, i titoli pubblicati negli ultimi 3 anni valgono invece il 30%. Gli e-book per bambini, cioè, vendono bene nel tempo e hanno tendenzialmente vita lunga, con un’incidenza dei titoli più venduti molto bassa. Le basi per un futuro più roseo per questo genere sembrano esserci tutte.

A commento dell’iniziativa, forse può essere utile però ricordare come la lettura digitale nelle fasce più giovani della popolazione possa sì rappresentare un valido supporto alla didattica e un auspicabile allargamento dell’offerta di titoli – specialmente in quelle realtà in cui la biblioteca scolastica o il contesto familiare può risultare carente – ma non va dimenticato il ruolo insostituibile del libro a stampa. Non si tratta di retorica: le connessioni che crea la mente dei bambini, come mostrano per esempio ricerche sulla primissima infanzia, sono diverse a seconda che si parli di lettura analogica o digitale. La sfida di portare più libri (fisici) nelle case e nelle scuole mantiene anche in un contesto di potenziamento del digitale tutta la sua attualità.

L'autore: Bruno Giancarli

Dottorato in filosofia a Firenze, Master in editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Attualmente lavoro presso l'Ufficio studi Aie. Mi interessano i dati della filiera editoriale e le loro possibili interpretazioni.

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