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Biblioteche

La 25esima edizione del Convegno Stelline è anche online

di Alessandra Rotondo notizia del 11 settembre 2020

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Dopo il necessario posticipo di marzo, il 15 e il 16 settembre torna il Convegno Stelline 2020. La manifestazione – organizzata e promossa a Milano (Palazzo delle Stelline) dall’Associazione Biblioteche oggi – è diventata, con le sue 25 edizioni consecutive e gli oltre 2 mila partecipanti l’anno, un irrinunciabile appuntamento per i bibliotecari italiani.

Il tema che indirizzerà i contenuti di questa edizione sarà quello del ruolo delle biblioteche per lo sviluppo sostenibile. Quindi, non solo la sostenibilità come obiettivo intrapreso e sostenuto da ogni singola biblioteca; ma la biblioteca come agente attivo, capace di favorire e promuovere a vari livelli la sostenibilità.

D’altronde, in coerenza con gli obiettivi fissati dall’Agenda globale 2030 per lo sviluppo sostenibile adottata dalle Nazioni Unite, la sostenibilità è una funzione poliedrica e complessa all’interno della società.  Dalla sostenibilità ambientale all’inclusione sociale, dall’accesso all’informazione all’istruzione universale, dallo sviluppo urbano a quello economico… molti aspetti del vivere sociale possono e devono essere interessati da una riflessione sulla sostenibilità, non solo quelli strettamente legati alle (comunque ineludibili) questioni ambientali.

 «Il convegno vuole essere un’occasione importante per far conoscere il ruolo che le biblioteche possono avere rispetto a ciascun obiettivo: dal contributo a città e comunità sostenibili al supporto ai processi di inclusione, innovazione tecnologica e accesso aperto» si legge sul sito della manifestazione. «Si cercherà di rispondere ad alcune domande. Come possono le biblioteche divenire veicolo di promozione, visibilità e valorizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 e di una cultura dello sviluppo sostenibile? Quale il loro ruolo di advocacy? Ma soprattutto: come individuare nell’articolazione dell’Agenda i passaggi che si prestano a un’interpretazione più congeniale al loro ruolo istituzionale? Come tradurli in progetti, azioni, strategie».

In coerenza con le trasformazioni e le sperimentazioni che l’adozione delle misure di sicurezza indirizzate a ridurre la diffusione del Covid-19 ha imposto all’intero comparto degli eventi, delle fiere e delle manifestazioni in presenza, per l’edizione 2020 anche il Convegno Stelline ha ripensato la sua formula, puntando su un ibrido tra fisico e digitale.

Pochi giorni fa la manifestazione ha infatti lanciato la sua piattaforma digitale, che permetterà a relatori, bibliotecari ed espositori di seguire le sessioni, gli eventi collaterali e partecipare alla fiera Bibliostar da remoto, in simultanea con il programma e le attività in presenza che si svolgeranno al Palazzo delle Stelline.

L’alterativa digitale è disponibile tanto per gli espositori quanto per i visitatori. Ai primi, infatti, la piattaforma consente la creazione di uno stand digitale, di eventi online e di webinar. Ai secondi consente di partecipare da remoto alle sessioni del Convegno e di interagire con relatori ed espositori nelle chat dedicate.

Nei giorni del Convegno la piattaforma (qui le informazioni principali per l’iscrizione e l’accesso) si animerà, consentendo al visitatore virtuale l’accesso ai padiglioni digitali con gli stand degli espositori: la mappa sarà navigabile per area tematica o argomento e si modificherà a seconda della selezione degli utenti, un pop-up darà indicazione delle persone che sarà possibile incontrare e delle novità dell'espositore. Il programma sarà invece navigabile per giorno, in tempo reale o in una timeline aiutandolo a tenere memoria degli appuntamenti di suo interesse.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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