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Biblioteche

Alla Biblioteca nazionale di Spagna vince il digitale

di Alessandra Rotondo notizia del 15 marzo 2018

Attenzione, controllare i dati.

Nel 2017, la Biblioteca nazionale di Spagna ha prestato più libri e documenti digitali che prodotti fisici e cartacei. A renderlo noto è la direttrice  Ana Santos Aramburo, che sottolinea come questo risultato non arrivi dal nulla. L’istituto madrileno, infatti – principale biblioteca del Paese e centro depositario del patrimonio bibliografico spagnolo – è impegnato da anni in un processo di digitalizzazione delle sue collezioni, proprio con l’obiettivo di adattarsi al panorama in evoluzione dei contenuti editoriali. Sia per garantire una lunga ed efficace memoria al suo patrimonio, che per offrire un servizio attuale ed efficiente ai cittadini e ai lettori.

«200 mila sono stati i prestiti “fisici” che abbiamo registrato nell’anno da poco concluso, mentre i download di risorse digitali hanno superato i 10 milioni» ha precisato Santos. «Un risultato che ci mostra con chiarezza come la strada che stiamo seguendo sia quella giusta, e che ci suggerisce di muoverci ancora in questa direzione».

La direttrice racconta che le ultime 190 nuove uscite di narrativa spagnola rese disponibili in e-book per il prestito sono state scaricate 10 mila volte soltanto nell’ultima settimana. Ma l’attenzione della biblioteca non è rivolta solo ai libri e alla letteratura: la digitalizzazione permette, infatti, di condividere un patrimonio di conoscenza molto vasto ed estremamente eterogeneo, dalle ricette dei secoli passati agli antichi spartiti, ai file audio e ai fotogrammi.

I risvolti si fanno particolarmente interessanti quando l’accesso immediato a questa gigantesca mole di contenuti viene proiettata sull’utilizzo didattico: «Il reperimento di testi antichi o fuori catalogo è molto laborioso per gli studenti universitari, che devono fare i conti con l’ipotesi che la loro biblioteca di facoltà non abbia la risorsa che cercano, che abbia condizioni di consultazione particolarmente restrittive o che l’abbia già data in prestito. La digitalizzazione estingue tutte queste problematiche».

E se il percorso dalla carta al digitale viene praticato dalla Biblioteca nazionale di Spagna ormai da anni e con crescente soddisfazione, non meno importante è l’impegno dell’istituto nell’ordinare e nell’archiviare i contenuti  che viaggiano in rete, rimbalzando tra le testate, i blog e i siti web e componendo il multisfaccettato prisma dell’informazione online. «Ogni anno eseguiamo uno screening dei domini .es ricomponendo in focus tematici gli argomenti di maggiore impatto e interesse, e restituendo un panorama completo di quella che è stata la loro copertura informativa nel Paese. Quello che ci occupa di più, al momento, è il tema della politica catalana».

A chi mette in dubbio il ruolo delle biblioteche (soprattutto di quelle deputate alla conservazione) nell’epoca del digitale e del web mobile, Ana Santos risponde che, a maggior ragione nella «sovrabbondanza informativa», la biblioteca conserva (e rinforza) la sua funzione. Lo fa apponendo un marchio di veridicità sui contenuti che veicola, conducendo un’azione validante e disciplinante, fornendo strumenti interpretativi di comprovato valore. Proprio per questa ragione una biblioteca non può permettersi di rimanere indietro: sulle tecnologie, le strutture, i linguaggi per affiancare l’utente nel suo percorso di scoperta.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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