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Maurizio Messina (AIE) al #SalTo2026: «Tra pirateria e crisi del settore universitario, serve difendere le basi dell’innovazione e della formazione fu

di Redazione notizia del 15 maggio 2026

Nell'ambito del convegno AIE del 15 maggio 2026 al Salone internazionale del libro di Torino, Dove sta andando il mercato del libro nel 2026? Come cambiano i consumi e la domanda del pubblico, riportiamo l'intervento completo di Maurizio Messina, presidente del Gruppo Accademico Professionale AIE.

«Per la prima volta, in questa sede, abbiamo visto i macro-dati delle diverse componenti dell’editoria italiana, includendo anche la scolastica e l’accademico-professionale.

Il valore complessivo dell’editoria accademico-professionale si posiziona appena al di sotto del 30% dell’intero mercato. E su questa parte così importante, lo abbiamo visto dall’ultima ricerca Ipsos-Doxa, la pirateria pesa per 283 milioni di euro, il 40% del totale.

Nel dettaglio, la pirateria impatta per 165 milioni di euro sul fatturato dell’editoria universitaria, un danno che nel 2025 vale più del risultato del mercato, pari a 141 milioni, e che si somma a quelli generati dalle mutate abitudini di studio dei ragazzi, ben documentate dalla ricerca AIE-Talents Venture del 2024, e alla certificata minore efficacia delle misure di sostegno alla domanda nel passaggio dalla 18App alle Carte cultura.

Il risultato 2025 dell’editoria universitaria mostra quindi un arretramento di fatturato del 7,6% rispetto al 2024, ma il dato sul quale tutti siamo obbligati a riflettere è quello di medio periodo, che ci dice che, a partire dal 2019, l’ultimo anno “normale”, cioè l’anno pre-Covid, il settore ha perso il 35%.

Se a questo dato accostiamo la crescita delle immatricolazioni universitarie nel periodo e l’impennata dell’inflazione nel biennio 2022-2023, la sua lettura è addirittura peggiore.

Gli editori universitari accompagnano da più di 150 anni la crescita del Paese, offrendo strumenti di studio che guardano da sempre all’innovazione, oggi sempre più integrati con soluzioni tecnologiche come l’IA, con l’obiettivo di aiutare le giovani generazioni a maturare competenze solide, costruite su basi verificate, credibili e certificate.

Per continuare a farlo diventa indispensabile rilanciare con forza il tema della valorizzazione del diritto d’autore, per qualcuno forse un retaggio del passato, ma in realtà lo strumento più moderno e importante per garantire sviluppo e innovazione. E per consentire che l’impegno di tutta la filiera non venga vanificato – insieme a migliaia di posti di lavoro – da comportamenti strumentalmente opportunistici e dalla colpevole sottovalutazione di troppe componenti.

Un’innovazione tecnologica straordinaria e potente come l’IA, oggi così facilmente disponibile, non può infatti diventare la scorciatoia per auto-produrre materiali di studio sempre più semplici, a partire da contenuti di provenienza incerta se non francamente illecita.

I risultati di questa progressiva deriva si misurano non solo dai fatturati degli editori universitari e dalle situazioni di crisi aziendale sempre più frequenti, ma anche dai risultati sempre più sconsolanti che emergono dalle ricerche sulla preparazione e sulle competenze raggiunte attraverso modalità di studio semplificate sino alla banalizzazione.

Ci auguriamo che su questo fronte si possano allineare tutte le componenti della società coinvolte, a partire dalle istituzioni, dagli atenei e naturalmente dagli stessi docenti.

Non si tratta di una battaglia di conservazione, ma di garantire le basi per un futuro migliore».

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