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Lettura

Dai reading retreat ai book crawl: i nuovi club del libro di Gen Z e Millennial

di Elisa Buletti notizia del 30 aprile 2026

La lettura non è per forza un’attività esclusivamente solitaria. Gen Z e Millennial, in particolare, stanno trasformando l’atto di leggere in un’esperienza fluida e multiforme – che abbraccia diversi formati, dal cartaceo al digitale, piattaforme, linguaggi –  ma, soprattutto, sociale e collettiva, sia nel mondo online che in quello fisico. Non si tratta solo di leggere, ma di abitare la lettura.

Club del libro festosi, disconnessi e in movimento
Il cambiamento più visibile riguarda le modalità di socializzazione. Dai reading partynati a New York ormai due anni fa e presto arrivati in tutto il mondo, compresa l’Italia – ai silent book club, dagli offline club alle reading walk: la terminologia e i format possono variare, ma l’idea alla base rimane la stessa. Come funziona? Ci si incontra in un bar, in un parco o in una libreria e poi si legge, accompagnati da luci soffuse e playlist ambient, spesso con i telefoni spenti. Ognuno il proprio libro – che non dev’essere per forza lo stesso –, ognuno al proprio ritmo. A volte può nascere una conversazione sui libri, a volte si fanno altre attività come giocare, ascoltare la musica, bere un drink, oppure camminare. Durante le passeggiate di lettura, ad esempio, si uniscono libri e benessere fisico: i partecipanti si incontrano per camminare insieme in contesti naturali. In alcuni casi si alternano momenti di cammino in silenzio, dedicati alla riflessione o all’ascolto di audiolibri, a soste programmate in cui un mediatore legge ad alta voce dei brani o i partecipanti condividono brevi riflessioni. Sono molto popolari negli Stati Uniti, e ancora di più lo sono i book crawl, come racconta il Los Angeles Times: si tratta di un tour che attraversa diverse librerie indipendenti di un quartiere o di una città in un’unica giornata o serata. Un gruppo di lettori e lettrici si sposta di tappa in tappa seguendo una mappa predefinita e in ogni libreria i partecipanti hanno il tempo di esplorare gli scaffali, fare acquisti (spesso con piccoli sconti dedicati) e parlare con i librai e libraie.
In tutte queste esperienze, la lettura diventa comfort zone: il libro è un pretesto per prendersi un momento di relax e di condivisione. Nel mondo iperconnesso delle nuove generazioni, è la risposta alla solitudine digitale, una forma di socialità differente.

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I ritiri di lettura per staccare da tutto e tutti
Accanto ai party urbani o ai singoli incontri, si sta consolidando una dimensione più immersiva: quella dei reading retreat, esperienze dalla durata di più giorni spesso organizzate in luoghi lontani dal caos cittadino e circondati dalla natura. Qui l’agenda è dettata esclusivamente dal ritmo delle pagine: solitamente, gli smartphone vengono consegnati all’arrivo e il tempo è scandito da sessioni di lettura silenziosa, pasti condivisi in cui si discute delle proprie scoperte letterarie e momenti di relax nella natura. Una bolla temporale dove leggere diventa un’attività totalizzante, libera dalle pressioni della produttività quotidiana.
A volte, questi ritiri possono essere molto esclusivi. È il caso del Rest + Read di Tanya Lynch, in Galles, raccontato da Rivista Studio: al costo di 1250 sterline (1.495 euro) per quattro giorni, è uno dei gruppi di lettura più ambiti, con posti limitati e prenotazione esaurite da mesi. Le parole d’ordine sono silenzio, calma, libri e poche interazioni tra partecipanti. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito sono spuntate varie esperienze simili che registrano il tutto esaurito con mesi di anticipo, come Ladies Who Lit (3.450 sterline per quattro giorni a Maiorca; 1.500 sterline nel Regno Unito), Page Break (da 1.000 a 1.200 dollari) o Bad Bitch Book Club (da 950 a 1.750 dollari).

La riscoperta dell’ascolto collettivo
Le modalità in cui si svolgono le attività di lettura possono essere diverse. Il format di Page Break, ad esempio, è incentrato sulla lettura ad alta voce. Raccontato dal New York Times, qui l’esperienza è fisica e sincrona: piccoli gruppi di persone si riuniscono per ascoltare un lettore o una lettrice che declama, a turno, alcune pagine di un titolo, per un tempo prolungato e continuativo. Ascoltare il ritmo della voce altrui, le pause e le inflessioni obbliga il pubblico a rallentare. Gli incontri si svolgono in spazi intimi, spesso con luci soffuse, dove i partecipanti sono invitati a mettersi comodi: l’obiettivo è creare una zona sicura e confortevole che favorisca l’ascolto e la concentrazione. Sapere che tutti i presenti sono concentrati sulla stessa frase, nello stesso istante, con lo stesso obiettivo, crea un senso di responsabilità e appartenenza che aiuta a combattere le distrazioni.

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La frontiera del digitale: modalità di lettura collettiva sul web
Le comunità social come #BookTok e i bookinfluencer hanno dato origine a club del libro virtuali che fondono lettura online su diverse piattaforme e incontri in presenza. Sul web le modalità di lettura collettiva sono varie e non sempre strutturate in book club nel senso tradizionale del termine: si può andare dal bookstreaming, un fenomeno che vede gli streamer (come il caso di Kai Cenat su Twitch) leggere libri in diretta davanti a spettatori e spettatrici, alla pratica delle silent reading, sessioni in cui creator e utenti leggono in silenzio collegati via webcam, passando per i club del libro sviluppati in puntate di podcast, dove si ascoltano e discutono le storie anche sottoforma di audiolibri.

L’influenza dei book club delle celebrità, da Oprah a Dua Lipa
Un altro aspetto riguarda i club del libro nati intorno alle celebrità e il loro ruolo nella promozione della lettura. Se l’editoria statunitense conosce da decenni l’impatto del book club di Oprah Winfrey – capace di trasformare ogni titolo selezionato in un bestseller attraverso il cosiddetto «Oprah Effect» – o dell’attrice Reese Witherspoon, oggi si aggiungono altre voci dal mondo delle star: recentemente, ha fatto parlare di sé come bookinfluencer la cantante Dua Lipa, con la sua piattaforma Service95, che comprende una newsletter, un club del libro e un podcast. Il punto di forza del servizio è la rubrica sulle letture del mese, che propone titoli che spaziano da voci affermate ad autrici e autori emergenti, mettendo in luce libri tradotti, raccolte di racconti, editoria di nicchia, opere teatrali. La piattaforma è molto apprezzata persino tra gli addetti ai lavori, anche grazie alle interviste agli scrittori e alle scrittrici realizzate per il podcast: Dua Lipa si è guadagnata una grande credibilità presso lettori, lettrici e editori, tanto da renderla una trendsetter anche in campo letterario. Per questo motivo, qualche settimana fa le è stato anche affidato l’incarico di curare uno dei più importanti festival letterari di Londra, il London Literature Festival del Southbank Centre. Come riporta Literary Hub, la cantante e attrice curerà una serie di eventi per il weekend di apertura della fiera letteraria e altri appuntamenti lungo tutto il festival, che si svolgerà a ottobre.


Le nuove generazioni non cercano solo il contenuto tra le pagine, ma anche il contesto in cui esse vengono sfogliate. Il libro diventa così un perno attorno al quale gravitano comunità di persone capaci di trasformare la lettura in un abitare consapevole il tempo e lo spazio. Dai ritiri esclusivi agli incontri al parco, lo scopo rimane lo stesso: quello di riscoprire una socialità collettiva ma intima e una lentezza necessaria.

© Immagine in header dal profilo Instagram @pagebreak.nyc

L'autore: Elisa Buletti

Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.

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