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Fiere e saloni

Giornale della Libreria, al Salone del libro di Torino con il numero di maggio

di Alessandra Rotondo notizia del 12 maggio 2026

Il Salone internazionale del libro di Torino rappresenta ogni anno un momento di visibilità e di confronto per l’intera filiera editoriale. Non è soltanto una grande manifestazione pubblica, ma un dispositivo che consente di leggere in modo più nitido le trasformazioni in atto nel mercato, nei comportamenti di lettura, negli universi presenti della cultura. Anche quest’anno il Giornale della Libreria, partner culturale della manifestazione, presenta qui il suo numero di maggio.
Il tema scelto per l’edizione 2026 – Il mondo salvato dai ragazzini – introduce un elemento di discontinuità che merita attenzione. Non si limita a indicare una fascia di pubblico, ma propone uno spostamento di prospettiva: assumere lo sguardo delle nuove generazioni come chiave per interpretare il presente e orientare le scelte culturali. «Una direzione che la curatela di Annalena Benini rende esplicita e strutturale, portando a maturazione un percorso avviato nelle edizioni precedenti» sottolinea Innocenzo Cipolletta, direttore responsabile del Giornale della Libreria.
 
«È un’indicazione che riguarda da vicino anche l’editoria. Le analisi raccolte in questo numero mostrano un settore attraversato da dinamiche articolate, in cui coesistono segnali di fragilità ed elementi di tenuta» continua Cipolletta. Le classifiche dei libri più venduti restituiscono un quadro in cui la crescita del numero di novità non si traduce automaticamente in risultati di vendita. Al contrario, emerge con forza il ruolo del catalogo, che continua a sostenere il mercato e a garantire continuità nel tempo, mentre si accentua la polarizzazione tra narrativa di genere e narrativa letteraria.
 
Allo stesso tempo, si osserva uno spostamento più ampio nelle scelte di lettura. Negli ultimi anni è la narrativa – nelle sue diverse forme, dalla fiction tradizionale al fumetto, fino ai generi seriali – ad aver trainato la crescita, mentre la saggistica e la manualistica mostrano un andamento più incerto, segnato da stagnazione o arretramento.
 
Questi dati non descrivono soltanto un cambiamento nei gusti, ma rimandano a trasformazioni più profonde nei modi in cui si costruisce il rapporto con il sapere, con l’informazione e con l’esperienza di lettura. In questo scenario si inseriscono ulteriori fattori di cambiamento, al centro anche degli appuntamenti professionali promossi o partecipati dall’Associazione Italiana Editori al Salone. Venerdì 15 maggio, il tradizionale incontro Dove sta andando il mercato del libro nel 2026? offre una lettura aggiornata dei dati del primo quadrimestre e delle principali dinamiche di consumo.
 
Nello stesso contesto si colloca la presentazione, lo stesso giorno, della ricerca L’effetto dell’audiovisivo sull’editoria e sui lettori, realizzata da Netflix e NielsenIQ e presentata al Salone in collaborazione con AIE. «L’indagine – sottolinea Cipolletta – mostra come serie e film non si limitino a generare picchi temporanei di vendita, ma agiscano come dispositivi strutturali di scoperta, capaci di riattivare il catalogo, prolungare il ciclo di vita dei titoli e incidere sui comportamenti di lettura». Il rapporto tra pagina e schermo si configura così sempre meno come una relazione competitiva e sempre più come un sistema integrato, in cui linguaggi diversi concorrono a costruire percorsi di fruizione complessi e distribuiti.
 
La partecipazione dell’Associazione Italiana Editori al palinsesto del Salone – dallo sviluppo internazionale con Newitalianbooks ai temi dell’accessibilità digitale affrontati da Fondazione LIA, fino alla formazione delle nuove professionalità editoriali, con il venticinquesimo anniversario del Master in editoria dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con AIE e Fondazione Mondadori – restituisce nel suo insieme una fotografia concreta delle principali linee di evoluzione della filiera. Una filiera che si muove tra innovazione tecnologica, apertura ai mercati internazionali e necessità di adeguamento a nuovi contesti normativi e culturali>>.
 
Il Salone internazionale del libro di Torino, nella sua evoluzione recente, intercetta e rende visibile questa complessità. Alla dimensione di evento pubblico affianca quella di piattaforma professionale, luogo di incontro e di lavoro per case editrici, librerie, operatori e operatrici, e spazio in cui si costruiscono letture condivise del presente e del futuro del settore. La scelta di mettere al centro lo sguardo delle persone più giovani si colloca all’interno di questo quadro. Non come elemento retorico, ma come tentativo di misurarsi con una domanda di fondo: come si formano oggi i pubblici della lettura? E attraverso quali linguaggi, dispositivi e pratiche passa la costruzione del rapporto con il libro? «Il futuro del libro non si gioca su un singolo terreno, ma nell’equilibrio tra questi elementi. Ed è proprio nella capacità di tenerli insieme – qualità editoriale, innovazione, relazione con i pubblici – che si misura la tenuta e la prospettiva del settore» conclude Cipolletta.

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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