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Persone

Giorgio Riva (AIE) al #SalTo2026: «L'editoria scolastica segna un -2,2%. Tra le problematicità il calo demografico e la regolamentazione»

di Redazione notizia del 15 maggio 2026

Nell'ambito del convegno AIE del 15 maggio 2026 al Salone del libro di Torino, Dove sta andando il mercato del libro nel 2026? Come cambiano i consumi e la domanda del pubblico, riportiamo l'intervento completo di Giorgio Riva, presidente del Gruppo Educativo AIE.

«I ricavi del settore scolastico nel 2025 presentano una contrazione del 2,2%. Non è un segnale di contrazione estemporaneo, è una tendenza negativa. Il settore dell’editoria scolastica infatti è sotto pressione per diversi fattori.

Il primo è il calo demografico.

Negli ultimi 10 anni la popolazione scolastica di età 6-18 è diminuita del 10,6%, cioè di oltre 700mila studenti. Nei prossimi 10 anni la situazione peggiora ulteriormente con una perdita di un altro milione di studenti, arrivando al 2035, rispetto al 2015, con la popolazione scolastica ridotta del 25%, un calo drammatico al quale corrisponderà un calo dei ricavi.

Il secondo è la regolamentazione.

Il settore dell’editoria scolastica è fortemente regolamentato. Cito due dei diversi aspetti regolatori: da un lato, la regolamentazione dei prezzi della Scuola Primaria e dei tetti di spesa della Scuola Secondaria. Sono problemi del settore, sembrano solo technicalities ma in realtà si traducono in un freno grande, che penalizza il settore considerato che spesso questa regolamentazione è scarsamente correlata all’inflazione reale. Inflazione reale che invece impatta, come per qualsiasi altro settore industriale, sui parametri produttivi degli editori scolastici, creando una forbice inflattiva negativa.
Dall'altro lato, la regolamentazione dei contenuti che si traduce nelle Indicazioni Nazionali, cioè i documenti programmatici del Ministero dell'Istruzione e del Merito che fissano gli obiettivi generali, le competenze e i traguardi di apprendimento per gli studenti. Documenti che costituiscono la base fondamentale per la progettazione di libri di testo. Ebbene negli ultimi 12 mesi il settore ha visto l’introduzione di tre riforme, la riforma del Primo Ciclo (Primaria e SS1) con avvio nel 2026, la riforma degli Istituti Tecnici, con avvio nel 2026, la riforma dei Licei, appena annunciata, con avvio nel 2027. Riforme che, considerate le tempistiche di enunciazione e avvio, comportano per gli editori lo stravolgimento della pianificazione editoriale pluriennale, e di conseguenza la svalutazione di investimenti già fatti e costi di accelerazione dei progetti.

Nonostante un contesto estremamente difficile dal punto di vista economico e regolatorio, gli editori però continuano a garantire investimenti per innovazione e a offrire prodotti di elevata qualità. Noi non siamo solo un settore industriale e produttivo ma, in primis, un settore strategico per la società e per il futuro della società.

Gli editori scolastici, con i libri di testo, che nella loro evoluzione moderna, costituiscono uno strumento fondamentale per l’insegnamento e l’apprendimento, partecipano al processo di formazione di milioni di studenti ogni giorno e forniscono un'azione costante di formazione e informazione ai docenti, fulcro del nostro sistema educativo (solo nel 2025 ben 350.000 docenti hanno partecipato a corsi di formazione offerti dagli editori).
Formare e informare la scuola è uno dei nostri compiti.

Gli editori scolastici hanno piena consapevolezza della responsabilità di partecipare al processo di sviluppo del Paese e del valore della conoscenza. Anche per questo avremo il prossimo 27 maggio la seconda edizione del convegno organizzato da AIE Il valore della conoscenza. Il libro di testo come bene essenziale del Paese. Investire nell’istruzione e supportare le famiglie. Un convegno che rappresenta un richiamo forte all’importanza dell’istruzione nella crescita del Paese, al quale vi invitiamo a partecipare».

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