A poche settimane dal lancio di Page Match da parte di Spotify, anche
Audible rafforza l’integrazione tra testo e audio introducendo negli Stati Uniti una nuova funzione, denominata
Read & Listen, che consente di seguire la narrazione dell’audiolibro con il testo sincronizzato parola per parola all’interno della stessa app.
Se nel caso di Spotify l’obiettivo dichiarato è rendere fluido il passaggio tra libro cartaceo e audiolibro, intercettando modalità di fruizione sempre più frammentate, la mossa di Audible si colloca nello stesso solco, ma con una logica diversa e più strettamente legata al proprio ecosistema.
Sincronizzazione sì, ma solo con doppio acquisto
La funzione Read & Listen è disponibile esclusivamente per gli utenti che possiedono sia l’audiolibro nella libreria Audible sia l’e-book corrispondente su Kindle. Non è previsto alcun bundle automatico tra i due formati: chi dispone soltanto dell’audio dovrà acquistare separatamente anche l’edizione digitale per attivare la modalità sincronizzata.
L’app individua automaticamente i titoli compatibili presenti nella libreria Kindle e li rende visibili tramite un filtro dedicato. L’utente può passare in tempo reale dalla modalità solo ascolto a quella lettura+ascolto, con evidenziazione progressiva del testo sullo schermo.
Dal punto di vista tecnico, la funzionalità riprende ed estende nell’app Audible quanto già esisteva sui dispositivi Kindle con Whispersync for Voice, ma il passaggio è significativo: l’esperienza integrata non è più confinata al device di lettura, bensì diventa parte centrale dell’interfaccia Audible.
La lettura ibrida come leva di engagement
Secondo i dati diffusi dall’azienda, chi utilizza simultaneamente audio e testo risulta tra le fasce più coinvolte della piattaforma, con un consumo mensile quasi doppio rispetto a chi ascolta soltanto audiolibri. Audible cita inoltre un sondaggio statunitense secondo cui oltre il 90% di chi pratica lettura e ascolto combinati ritiene che questa modalità migliori comprensione e memorizzazione. Persone che studiano e che si dedicano all’apprendimento delle lingue vengono indicati come destinatari privilegiati della nuova funzione.
Due strategie, un’unica direzione
Il confronto con Spotify è inevitabile. Con Page Match, la piattaforma svedese ha scelto una soluzione tecnologica che mette in dialogo libro cartaceo e audiolibro tramite riconoscimento fotografico della pagina, disponibile su circa 500.000 titoli in lingua inglese nei mercati in cui offre già audiolibri, Italia inclusa, seppure con un catalogo ancora prevalentemente anglofono. Parallelamente, l’accordo con Bookshop.org per l’acquisto diretto di libri a stampa dall’app segnala una volontà di presidiare anche la fase commerciale del cartaceo, non solo quella dell’ascolto.
Audible, al contrario, rafforza la verticalizzazione interna all’ecosistema Amazon: la sincronizzazione funziona solo dentro il perimetro Kindle-Audible e presuppone il possesso di entrambi i formati. Non c’è, almeno per ora, un’apertura verso il cartaceo o verso canali esterni.
Le due strategie convergono però su un punto: la competizione non si gioca più tra audio, pixel e carta come formati alternativi, ma tra piattaforme capaci di accompagnare il lettore lungo l’intero percorso, dalla scoperta alla fruizione, fino all’acquisto.
Implicazioni per gli editori
Audible ha precisato che non vi saranno modifiche agli attuali accordi di royalty. Resta tuttavia aperta una questione più ampia: se la lettura ibrida diventerà pratica diffusa, il valore del singolo titolo potrebbe essere sempre più legato alla disponibilità coordinata dei diritti nei diversi formati.
Nel caso di Audible, la necessità del doppio possesso potrebbe incentivare l’acquisto combinato di e-book e audiolibro. Nel caso di Spotify, la centralità della piattaforma come spazio di scoperta e di collegamento tra audio e cartaceo potrebbe rafforzare ulteriormente il suo ruolo nell’orientare le scelte di lettura.
In entrambi i casi, il segnale industriale è chiaro: la frontiera competitiva si sposta dagli oggetti ai sistemi. E la lettura – o l’ascolto – diventa sempre più un’esperienza continua, potenzialmente governata da chi controlla l’infrastruttura.
Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.
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