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Storie dall'azienda

«I prossimi cinquant’anni? Impegnativi e interessanti». Orietta Fatucci racconta mezzo secolo di Edizioni EL

di Alessandra Rotondo notizia del 8 aprile 2024

Più di 9.000 titoli pubblicati in 200 collane, di cui 1.600 ancora vivi a catalogo, tradotti in oltre cinquanta lingue nel mondo. Sono questi i numeri che descrivono in estrema sintesi l’operato dei primi cinquant’anni di Edizioni EL che, radicata in una tradizione che risale a metà Ottocento, nel 1974 avviava la nuova, lunga fase che oggi festeggiamo. Quella di casa editrice moderna e di qualità che interpreta le esigenze di intere generazioni di giovani lettrici e lettori.
Il fil rouge di questa storia è Orietta Fatucci, a cui abbiamo chiesto conto di questo primo mezzo secolo di libri, oggi affiancata alla direzione della casa editrice dalla figlia Gaia Stock.
 

Come si fa a rimanere per così tanto tempo in connessione con i desideri e i bisogni di lettura dei più giovani?
Si tratta, arrivati a questo punto, di grande esperienza. Ci vogliono una certa sensibilità ed empatia nei confronti del mondo giovanile, ma anche – per quanto riguarda nello specifico la gestione imprenditoriale dell’azienda – grande attenzione ai cambiamenti. D’altronde rendersi conto che le cose sono mutate a cambiamento avvenuto è il modo migliore per condannare un’azienda al fallimento. Bisogna insomma essere capaci di fiutare il vento, attività che richiede attenzione, lungimiranza, concentrazione e una sistematica rinuncia a sedersi sugli allori.
Vieppiù oggi, che la velocità del tempo presente condiziona in maniera significativa l’andamento delle tendenze editoriali che coinvolgono le lettrici e i lettori più giovani. Se fino a pochi anni fa, infatti, l’arco di queste tendenze si protraeva per anni, adesso parliamo di mesi o addirittura di settimane: sviluppare la sensibilità per intercettare e precorrere queste tendenze è sempre più cruciale.
E poi è essenziale – pur non essendo noi editori di scolastica – tenere quanto più possibile i contatti con le scuole, le biblioteche e i luoghi in cui peculiarmente si coltivano le relazioni con bambini e ragazzi.
 

Gaia Stock e Orietta Fatucci


Quella di EL è una storia editoriale, ma anche una storia familiare, con un affiancamento tra madre e figlia che diventa particolarmente simbolico perché legato a un oggetto valorialmente denso come il libro. Com’è lavorare assieme?
Dell'ingresso di mia figlia in azienda e dell’interazione tra noi sono assolutamente entusiasta. L’avvicendamento generazionale nelle imprese di famiglia può essere un percorso complicato, ma noi rappresentiamo davvero l'eccezione che conferma la regola, potendo anche contare su un rapporto personale straordinario.
Gaia ha compiuto i suoi studi a Venezia diventando architetta: mai mi era passata per la mente l’idea che potesse deviare dal suo percorso entrando in Edizioni EL. D’altronde già negli anni dell’università mi accompagnava alle fiere del libro, da Bologna a Francoforte, manifestando un certo interesse nei confronti di questo lavoro e accumulando al contempo dell’esperienza.
Il resto è accaduto quasi per caso e oggi posso dire che gran parte del successo degli ultimi, bellissimi anni della casa editrice è da attribuire a mia figlia, che mi somiglia ma al contempo è profondamente diversa da me, e alla cura e all’impegno redazionali tradizionalmente profusi nel nostro lavoro ha affiancato una buona dose d’innovazione per quanto riguarda la grafica, l’illustrazione, la comunicazione.
Il suo approccio estremamente rispettoso e il mio, estremamente disponibile, ci hanno consentito di tracciare un percorso di crescita fatto di reciproca libertà e ampie deleghe. Quando sarò stanca o stufa – non so quale di queste due sensazioni sperimenterò per prima, al momento direi né l’una né l’altra – avrò la serenità di sapere che quella bella creatura che è Edizioni EL rimarrà in mani esperte e molto competenti.
 

Siamo alla Bologna Children’s Book Fair, fucina globale dell’editoria per bambini e ragazzi e luogo d’elezione dei vostri festeggiamenti. Quali le iniziative in programma per questo cinquantesimo compleanno?
In fiera avremo tante attività, tra cui naturalmente dei firmacopie. A partire da quello di un vero e proprio vip, Axel Scheffler, il «papà» del Gruffalò che quest’anno festeggia 25 anni, e da quello di Marco Somà, illustratore amatissimo e pluripremiato.
Quest'anno, poi, il nostro stand sarà allestito a festa per l'anniversario. I visitatori della fiera potranno ammirare le magnifiche tavole realizzate da 50 dei nostri illustratori più affezionati per celebrare questo mezzo secolo di storie.
A rinforzare i festeggiamenti è arrivata poi, pochi giorni fa, la notizia di essere stati inseriti nella shortlist del Premio BOP, il riconoscimento annuale assegnato a case editrici eccellenti per ragazzi di tutto il mondo.
Dal canto nostro, per questi primi cinquant’anni abbiamo aggiornato la nostra identità visiva e siamo davvero entusiasti del risultato perché pulito ed elegantissimo.
 

In senso orario, illustrazioni di Beatrice Alemagna, Altan, Alessando Sanna, Olimpia Zagnoli. 

Più in generale, che rapporto avete con le fiere e con l’editoria internazionale?
Un rapporto ottimo e necessario: per noi è fondamentale vedere tutto quello che viene prodotto all'estero, anche in un’ottica di confronto e aggiornamento professionale, e la Bologna Children’s Book Fair è un catalizzatore eccellente di tutto questo. Le tendenze editoriali che vediamo affacciarsi su alcuni altri mercati nazionali, d’altronde, sappiamo che a breve riguarderanno anche noi, pertanto prestare attenzione a ciò che fanno i colleghi stranieri è un vero e proprio esercizio strategico.
Frequentare le fiere internazionali è poi fondamentale tanto per la vendita quanto per l’acquisto dei diritti di edizione: la discontinuità della pandemia da Covid ha suggerito per qualche tempo che queste attività potessero essere integralmente trasposte in digitale, ma l’efficacia della rete che si costruisce dal vivo è impareggiabile, così come lo sono i contatti diretti, gli scambi verbali… tutto ciò che trova naturalmente e tradizionalmente posto all’interno di una fiera del libro.


Qual è il titolo che siete più orgogliose di aver portato all’estero? E quello che siete più orgogliose di aver tradotto e portato a lettrici e lettori italiani?
È una domanda difficile! Certo, sapere che ancora oggi un personaggio come Cipollino di Gianni Rodari, in Russia, è più famoso di Topolino è ad esempio un’enorme soddisfazione.
Un altro libro del cui successo all’estero sono molto entusiasta è Storia di Iqbal, di Francesco D’Adamo, acquistato negli Stati Uniti da Simon & Schuster oramai molti anni fa ma capace ancora di generare ottime vendite soprattutto nel circuito scolastico. Peraltro proprio pochi giorni fa abbiamo scoperto che questo titolo è stato inserito da Forbes al quinto posto tra i migliori 25 libri di narrativa storica di tutti i tempi: è una notizia che ci ha sbalorditi e che naturalmente ci rende molto orgogliosi.
Tra i titoli acquistati dall’estero, invece, grande amore non può che andare alle storie del Gruffalò, oramai un classico contemporaneo della letteratura dell’infanzia tradotto in 106 lingue che ha venduto, nel complesso, più di 30 milioni di copie.
 
Come immaginate i prossimi cinquant’anni di Edizioni EL?
Saranno senz’altro impegnativi e interessanti. Un po’ per l’accresciuta rapidità nell’avvicendamento dei fenomeni editoriali di cui parlavo prima. Un po’ per la denatalità che, negli ultimi 6 anni,  ha ridotto del 16% il nostro pubblico potenziale prescolare. Un po’, ancora, per le caratteristiche tradizionali del mercato dell’editoria per l’infanzia.
Se, infatti, fino a una certa età i decisori d’acquisto dei libri per i più piccoli sono i genitori, che progressivamente condividono il testimone con gli insegnanti, con l’ingresso nella scuola secondaria di primo grado ragazze e ragazzi rivendicano la piena autonomia rispetto alle scelte di fruizione; in un contesto peraltro sempre più densamente popolato di supporti, formati, alternative, possibilità.
A differenza di quanto comunemente si ritiene, i ragazzi non rimangono incollati apaticamente allo smartphone, ma scelgono consapevolmente i contenuti a cui interessarsi. La loro attenzione, naturalmente, si appunterà sulle tematiche e sui linguaggi che sono loro più congeniali, più accessibili, vicini, in linea con il mondo che esperiscono e abitano ogni giorno.
E allora il nostro impegno per i prossimi cinquant’anni sarà senz’altro quello di mantenere i nostri libri in connessione con il tempo presente, senza per questo derogare alla qualità e alla cura propria del nostro lavoro e del nostro catalogo.


Illustrazione in header di Alessandro Sanna | Contenuto in collaborazione con Edizioni EL

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi coordino il Giornale della libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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