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Mercato

Uk. Con il lockdown cresce il digitale e cala il cartaceo

di Camilla Pelizzoli notizia del 24 novembre 2020

Attenzione, controllare i dati.

Tanti equilibri stanno cambiando, in questo anno di andature ondivaghe e incerte. In Gran Bretagna, dove si è tornati a un secondo lockdown a causa del Covid-19, molti hanno continuato a trovare conforto o distrazione nella lettura: ma il modo in cui ci si dedica a questa attività è cambiato fortemente e il cambiamento potrebbe riverberarsi negli anni.

Infatti – forse anche perché le librerie nelle zone rosse inglesi sono chiuse, con grande disappunto dei libraimolti lettori britannici stanno facendo scorta di libri per i loro e-reader, sfruttando anche i prezzi ancora più competitivi in seguito all’eliminazione dell’IVA del 20% sui titoli digitali, che da maggio li ha equiparati ai libri fisici anche per quel che riguarda il trattamento fiscale.

Al contrario di quanto si possa pensare, però, questo non è l’apice di un periodo di crescita, bensì una «inversione a U» rispetto all’andamento del mercato degli e-book in Gran Bretagna negli ultimi anni: il picco di vendite era stato raggiunto nel 2014/2015, seguito da sei anni di calo. Questo 2020, invece, le vendite sono cresciute del 18%: la prospettiva quindi suggerisce che, con gli ultimi sei mesi, si supereranno i quasi 300 milioni di sterline che avevano caratterizzato l’anno migliore per questo formato.

Anche gli audiolibri, formato che ha sempre trovato ottimi riscontri in questo Paese, hanno visto ritmi di crescita particolarmente elevati nel 2020, registrando un corposo +47%.

Contando solo le vendite portate a termine in Uk (come ben sappiamo, i prodotti anglofoni raggiungono in realtà un pubblico molto più ampio), i prodotti digitali – quindi e-book e audiolibri insieme – sono saliti del 26%, raggiungendo i 125 milioni di sterline. La crescita, andando a dividere i segmenti di mercato, è del 24% per la fiction, del 25% per la non fiction, e ben del 50% per i libri per l’infanzia.

Purtroppo, però, questa notevole crescita non riesce a coprire del tutto lo scoperto lasciato dal calo delle vendite dei libri cartacei, che rappresentano ancora circa l’80% del mercato librario inglese. Le vendite sono calate dell’8% in totale, con il settore bambini e ragazzi in discesa del 3%, la non fiction del 13%, e l’export del 13%. A salire solo la fiction, del 13%, per lo più proprio grazie alle vendite digitali e ai libri in copertina rigida.

Stephen Lotinga, a capo della Publishers Association inglese, pensa che «questi numeri ci mostrano come i lettori britannici siano tornati alla fiction durante il lockdown, cercando nei romanzi intrattenimento, escapismo e confronto durante i primi sei mesi dell’anno».

«In un anno difficile per l’industria editoriale inglese, la crescita del digitale ha aiutato a bilanciare il calo del cartaceo; un fenomeno spinto da una combinazione di nuovi autori e rinato interesse per i classici. Questi numeri sottolineano davvero la natura resistente dei libri e della lettura, e il fatto che i lettori continuano ad amare i libri in tutte le loro forme» continua Lotinga, pur riconoscendo che «benché sia incoraggiante che i libri abbiano comunque raggiunto i lettori durante il lockdown, è chiaramente un momento difficile per le librerie, che sono vitali per la salute del settore».

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L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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