Il 2022 dell’editoria italiana di varia dovrebbe chiudersi appena sotto gli 1,7 milioni di euro (la forchetta è tra 1,676 e 1,687 miliardi) di venduto a prezzo di copertina, in lieve flessione (tra il -1,1% e il -1,8%) rispetto al 2021. La stima è dell’Associazione Italiana Editori che, come da tradizione, presenta nel primo giorno di Più libri più liberi i dati di Nielsen BookScan sul mercato di varia in Italia. Nei primi undici mesi il valore del mercato (venduto a prezzo di copertina) è stato pari a 1,268 miliardi, in calo del 2,3% rispetto al 2021 ma in crescita del 12,9% rispetto al 2019 pre-pandemia. Le copie vendute sono state 86,8 milioni, in calo del 2% rispetto al 2021 e in crescita del 14,5% rispetto al 2019. La ricerca completa è disponibile sul sito di AIE.

«Un anno di consolidamento dopo i grandi risultati del 2021 – ha spiegato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi – che testimonia di per sé la vitalità dell’industria editoriale e il desiderio di lettura degli italiani. Ma bisogna anche dire che gli editori si sono tenuti in casa l’aumento dei costi senza scaricarli sul prezzo dei libri. Alle istituzioni chiediamo di rispristinare il credito di imposta sulla carta, che è invece stato mantenuto per i giornali». Nonostante l’aumento dei prezzi nel 2022 in Italia, il prezzo medio del venduto si attesta a 14,62 euro, in calo dello 0,4% rispetto al 2021. Le novità a stampa pubblicate nell’anno sono 62.745, in calo del 2% rispetto l’anno precedente.

Diego Guida, presidente del gruppo Piccoli editori di AIE, ha da parte sua posto l’accento sulle disparità territoriali – e in particolare sulle difficoltà della rete distributiva nel Meridione – sottolineando come la crisi della saggistica abbia pesato di più sui piccoli editori che non sui grandi gruppi, più presenti nella fiction. Nei primi undici mesi, infatti, i romanzi di autori stranieri sono cresciuti del 9,1%, quelli degli italiani del 4,3%, i fumetti del 15,9%. La saggistica professionale invece cala del 13,3%, quella generale del 10,8%. Bambini e ragazzi del 2,5%. Guida ha inoltre ricordato le difficoltà dei piccoli editori nell’accesso alla rete distributiva, alle librerie in particolare.«Da un sondaggio informale tra noi piccoli editori associati ad AIE, ci risulta che il 30% del nostro fatturato arriva attraverso il distributore, tutto il resto sono nostre iniziative».

Da parte sua Alessandro Monti, di Librerie Feltrinelli, ha sottolineato che «le nostre librerie fanno una bandiera della loro varietà di offerta: nell’ultimo anno abbiamo venduto 352mila titoli diversi di 4814 editori. Sono numeri importanti, danno conto dello sforzo straordinario per dare vita e visibilità all’enorme produzione editoriale italiana, che quanto sia grande ce ne rendiamo conto qui a Più libri più liberi. Immaginate come dovrebbe essere una libreria per esporre qui tutto quello che c’è, senza contare la produzione dei grandi gruppi. Questo è il motivo per cui gli editori si lamentano di non entrare in libreria, è impossibile». Monti ha inoltre ricordato che se gli editori hanno beneficiato di una forte crescita rispetto al 2019, così non è stato per le librerie: «La crescita se l’è mangiata l’online, noi però resistiamo, ci siamo». In particolare, nei primi undici mesi dell’anno le vendite nelle librerie fisiche sono cresciute dell’1,3% fino a 674,8 milioni. L’online flette invece del 5,3% a 532,9 milioni, la grande distribuzione del 12,7% a 60,7 milioni. Ma il confronto rispetto al 2019 continua a essere molto favorevole per l’online: in tre anni la sua quota di mercato è passata dal 30,1% al 42%, mentre le librerie sono passate dal 64% al 53%.

Durante l’incontro «I gradi di concentrazione», anche questo parte del programma professionale, è stato invece presentata un’indagine a cura dell’Ufficio Studi AIE che classifica i marchi editoriali italiani per classi di venduto, indipendentemente dall’appartenenza o meno di questi a grandi gruppi. L’indagine rileva come in Italia siano presenti 7.459 marchi che hanno venduto almeno una copia di un proprio titolo nell’ultimo anno, mentre i marchi che hanno pubblicato una novità nell’ultimo anno sono 5.449. Oltre i 20 milioni di venduto a prezzo di copertina si trovano nove marchi che hanno il 36% del mercato. Nella fascia tra 20 e 5 milioni di fatturato sono presenti 41 marchi che rappresentano il 32% delle vendite. Altri 92 marchi si trovano nella fascia da 5 a un milione di vendite, per una quota di mercato del 16%. Oltre 7.300 marchi si trovano infine sotto quota un milione di vendite. Di questi, sono solo duecento quelli che si trovano sopra quota 300.000 euro di venduto.

All’incontro erano presenti gli editori Gerardo Mastrullo (La Vita Felice) e Gregorio Pellegrino (Effatà), membri del consiglio dei piccoli editori di AIE. Mastrullo ha sottolineato come «la stampa digitale da una parte, l’e-commerce dall’altra hanno favorito la nascita e, negli ultimi anni, la crescita dei piccoli editori perché il web è democratico. Ma il tema, piuttosto, è quello di non diventare troppo Amazon-dipendenti a fronte di catene librarie sempre più concentrate sulle proposte dei grandi gruppi. In questo, la ripresa delle librerie indipendenti un po’ ci aiuta».

Allo stesso tempo, come sottolineato da Mastrullo e anche da Pellegrino, mantenere una buona visibilità sui social network e sui siti di e-commerce richiede sempre più investimenti difficili da gestire per i piccoli editori«In questo senso – spiega Pellegrino – i piccoli editori devono imparare a lavorare di più assieme, a condividere investimenti in campi che altrimenti non è possibile presidiare. Inoltre, è chiaro che esiste un tema generazionale: oggi sono presenti sul mercato piccoli editori nati negli anni Novanta i cui fondatori arrivano adesso all’età della pensione. Il passaggio di testimone ai figli non è scontato per tutti. Facilitare i passaggi generazionali, la creazione di consorzi, potrebbe essere strategico in questi casi. Con l’obiettivo di superare lo scoglio di 6 milioni di vendite a valore di copertina nel mercato trade, che è il livello oltre al quale si possono mettere in campo importanti economie di scala».

L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Domani, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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