Il tuo browser non supporta JavaScript!
Librerie

Come e quanto specializzarsi? Continuano i corsi UEM. Intervista a Giovanni Peresson

di Camilla Pelizzoli notizia del 8 aprile 2016

Attenzione, controllare i dati.

Continuano gli appuntamenti coi corsi della Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri: il sesto incontro (che si terrà il 18 aprile) continuerà ad approfondire, dopo le lezioni precedenti, il tema dell’assortimento per le librerie, focalizzandosi in particolare sulla specializzazione del magazzino per le librerie generaliste, e sull’impatto che ha nel dare vita a un modello personale, adatto ai singoli librai.
Ne abbiamo parlato con Giovanni Peresson, responsabile dell'Ufficio Studi dell'Aie, che aprirà la giornata con una lezione intitolata Perché alcuni settori vanno meglio di altri?.

Con i cambiamenti continui degli interessi del pubblico, che si fanno sempre più repentini, concentrarsi su una «nicchia» potrebbe essere la soluzione ai problemi delle librerie?
No, anche se una certa specializzazione è ormai necessaria; la soluzione per i librai è imparare ad osservare quello che succede in alcuni segmenti della domanda di libri, e che sono espressione di nuovi comportamenti, di nuovi stili di vita, di nuove forme di consumo, di nuovi modi di usare il tempo libero. Abbiamo preso come esempio quattro segmenti – graphic novel, editoria religiosa, saggistica storica e alimentazione – perché sono dei settori che stanno crescendo e che il libraio dovrebbe curare, perché credo possa insegnare al libraio come articolare un suo assortimento che non può più essere generico.

Come si può far arrivare questo valore e farsi conoscere dal cliente/lettore?
Per prima cosa bisogna concentrarsi sulla qualità di scelta per quanto riguarda l’assortimento del settore scelto; non necessariamente devono esserci, ad esempio, tutti i quattro settori che ho citato prima, ma se in una libreria generalista mi focalizzo anche solo su uno di questi devo saper dare profondità e ampiezza di gamma alla mia offerta. Devo offrire una segnaletica e un orientamento all’interno del settore, devo curare l’esposizione, devo pensare a incontri con autori che si proiettano poi attraverso gli strumenti social che la libreria utilizza. Devo inserire la dinamica di questi settori nelle trasformazioni stesse del gusto del pubblico. Un esempio è il settore enogastronomico, dove gli stili alimentari si fanno oggi molto più articolati e soggetti a sotto-segmentazioni che possono essere di volta in volta valorizzate.

Quali sono, in questo campo, le possibilità di collaborazione tra editore e libraio?
Oltre alle tradizionali forme di relazione, che passano anche attraverso maggiori e più raffinate competenze delle reti dei promotori (che devono saper comunicare e valorizzare di fronte al libraio ogni settore in modo diverso), ritengo ci sia bisogno da parte dell’editore di trovare modi di comunicare in grado di sottolineare la relazione che c’è tra un certo titolo o una certa collana che propone e gli stili di vita emergenti a cui potrebbe rivolgersi. Penso soprattutto alla varietà degli stili alimentari, come già detto, che oggi attraversano la società e che l’editore cerca di intercettare con titoli e autori nuovi. Al tempo stesso il libraio deve farsi parte attiva, deve intercettare presso la sua clientela questi nuovi comportamenti e renderli visibili, espliciti attraverso l’assortimento e la selezione, le vetrine e le presentazioni.

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

Guarda tutti gli articoli scritti da Camilla Pelizzoli

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.