In una recente intervista rilasciata al «Giornale della Libreria», Romano Montroni, neopresidente del Centro per il libro e la lettura, sottolineava l’importanza di sviluppare una rete di iniziative a basso budget capaci di coinvolgere a tutti i livelli gli attori della filiera: dagli editori ai librai fino agli insegnanti.
Ragionando su questo tema e sulla necessità, per dirla con Montroni, di «trovare il modo di trasmettere volontà, la passione e la dedizione che stanno dietro al nostro mondo ai futuri lettori, ma anche ai nostri decisori politici», navigando in rete ci siamo imbattuti in un’iniziativa di promozione della lettura molto interessante che parla di libri in un modo divertente e creativo.
Stiamo parlando di un nuovo campo estivo, Camp Divergent, che si ispira niente meno che al primo volume della trilogia YA di Veronica Roth, Divergent (in Italia edito da De Agostini).
«Divergent» significa letteralmente «che si discosta, con distanza via via crescente, da altri elementi con cui ha in comune il punto di partenza» ed è un titolo perfettamente coerente con un campo estivo che non è per nulla convenzionale.
Le tre sessioni da cinque giorni del campo sono state ideate da un librario di Naperville (Illinois) che con il suo Anderson Bookshop e il locale museo cittadino si è occupato dell’iniziativa. Seguendo le attitudini dei cinque gruppi in cui si divide la popolazione mondiale nel bestseller, i ragazzi svolgeranno ogni giorno un’attività ispirata da una delle personalità descritte (anche se in maniera un po’ meno violenta rispetto a quanto accade nel libro!): comporranno pacchi aiuto da spedire in Africa nel giorno degli Abnegati, si sfideranno sulla cultura generale nel giorno degli Eruditi, pianteranno un orto nel giorno dei Pacifici, e faranno dibattiti nel giorno dei Candidi e impareranno le arti marziali e l’arte del tatuaggio nel giorno degli Intrepidi.
Oltre a dedicare un giorno ad ogni fazione, i campeggiatori potranno anche trascorrere parte della giornata parlando di altri romanzi distopici, sfidandosi sui libri di Joelle Charbonneau e Demitria Lunetta. Charbonneau e Lunetta, fra l’altro sono attese di persona come ospiti del campo cui potrebbe partecipare anche l’autrice Veronica Roth, alla quale piaceva l'idea del campo quando Anderson ne aveva accennato durante l’annuale incontro dell’Associazione librai americani.
Camp Divergent in realtà ha un precedente, non solo nel libro della Roth, ma anche nell'esperienza di Camp Half-Blood (nell'immagine sopra), un analogo campo estivo attivato dalla libreria Bookpeople di Austin, Texas. Ispirato alla serie Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo di Rick Riordan (in Italia pubblicata da Mondadori), il campo ha coinvolto nella sua ottava edizione, lo scorso anno, oltre 700 ragazzi che, prima di lasciare il campo, come ogni estate, hanno ricevuto anche un libro a tema: lo scorso anno è toccato alla riedizione de I miti greci di Robert Graves, con un’introduzione di Riordan.
Ma la Bookpeople sembra essere una vera fornace di idee e accanto al campo ispirato alla serie di Riordan ha già pensato di programmare campi e ritiri basati su Le cronache di Spiderwick, Kiki Strike e, immancabile, Star Wars.