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Invalsi: con la Dad l’Italia meno preparata e più diseguale

di Samuele Cafasso notizia del 15 luglio 2021

Attenzione, controllare i dati.

Gli esami Invalsi del 2021 danno per la prima volta una misura dei danni che l’epidemia ha causato al processo di apprendimento nelle scuole italiane: al termine del secondo ciclo di scuole superiori, la maggioranza degli studenti ha competenze non adeguate in matematica e inglese (51%), il 44% in italiano. Sia in matematica che in italiano, rispetto al 2019 c’è stato un peggioramento di 9 punti percentuali.

«Bisogna porre la scuola al centro del Paese per uscire da questa fase nella maniera migliore. La scuola è la base di ogni possibile rilancio, non c'è sviluppo del Paese se non c'è il rilancio della scuola». ha commentato il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi.

Preoccupa soprattutto il dato sulla «dispersione implicita», ovvero la percentuale di studenti che ha conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado, ma con competenze di base attese al massimo al termine del primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, quando non addirittura alla fine del primo ciclo d’istruzione. Si tratta di studenti il cui grado di alfabetizzazione e competenze logico-matematiche fanno temere non siano in grado di avere una collocazione stabile e soddisfacente nel mondo del lavoro. Questa percentuale, pari al 7% nel 2019, nel 2021 schizza al 9,5% «e in alcune regioni del Mezzogiorno essa ha superato ampiamente valori a due cifre (Calabria 22,4%, Campania 20,1%, Sicilia 16,5%, Puglia 16,2%, Sardegna 15,2%, Basilicata 10,8%, Abruzzo 10,2%)».

Paradossalmente l’anno di didattica a singhiozzo, con lunghi periodi a casa, sembra non aver peggiorato di molto l’acquisizione di competenze da parte degli studenti delle elementari, dove si poteva immaginare che fosse più difficile sostituire la didattica in presenza, ma c’è stato invece un crollo alle scuole secondarie. Vediamo i dati nel dettaglio, partendo proprio dalle scuole primarie.

Scuola primaria
I risultati medi di italiano al termine della II primaria e della V primaria sono molto simili all’interno di ciascun grado scolastico in tutto il Paese e si riscontra un leggero incremento degli allievi che si trovano nei livelli più alti di risultato (livelli 4-5-6). Per matematica, invece, si osserva un leggero calo del risultato medio complessivo rispetto al 2019 e una piccola riduzione del numero degli allievi che raggiungono risultati buoni o molto buoni (livelli 4-5-6). Bene le competenze in inglese: Il 92% degli allievi della V primaria raggiunge il prescritto livello A1 del QCER nella prova di lettura (reading) e l’82% di allievi il prescritto livello A1 del QCER nella prova di ascolto (listening). Al Nord e al Centro gli allievi che raggiungono il livello A1 di reading sono circa il 90%, mentre al Sud circa l’85%. Per il listening, invece, gli allievi che si collocano al livello A1 sono circa l’87% al Nord e al Centro, mentre circa il 77% al Sud. Tuttavia, non manca un campanello di allarme: «Già a partire dal ciclo primario, in italiano, in inglese e ancora di più in matematica – nota l’istituto Invalsi - si riscontra una differenza dei risultati tra scuole e tra classi nelle regioni meridionali. Ciò significa che la scuola primaria nel Mezzogiorno fatica maggiormente a garantire uguali opportunità a tutti, con evidenti effetti negativi sui gradi scolastici successivi».

Scuola secondaria di primo grado
Alle scuole secondarie di primo grado, si avvertono così i primi smottamenti: sono sotto le competenze richieste il 39% degli studenti in italiano (aumento di 5 punti percentuali rispetto al 2019), il 45% di matematica (+ 5 punti percentuali), mentre in inglese ha problemi nella lettura il 24% e nell’ascolto il 41%, dati migliori di 2 e 3 punti percentuali rispetto a due anni fa. «In tutte le materie – spiega l’istituto - le perdite maggiori di apprendimento si registrano tra gli allievi che provengono da contesti socio-economico-culturali più sfavorevoli. Inoltre, tra questi ultimi diminuisce di più la quota di studenti con risultati più elevati. Si riduce quindi l’effetto perequativo della scuola sugli studenti che ottengono risultati buoni o molto buoni, nonostante provengano da un ambiente non favorevole (i cosiddetti resilienti)».

Scuole secondaria di secondo grado
Arriviamo quindi ai dati più drammatici: alle scuole secondarie si trovano sotto il livello minimo di competenze in italiano il 44%  degli studenti (+9 punti percentuali rispetto al 2019), in matematica il 51% (+9 punti percentuali rispetto al 2019) in inglese scritto il 51% (+3 punti percentuali rispetto al 2019) e in comprensione orale il 63% (+2 punti percentuali rispetto al 2019). Le percentuali di chi fallisce nei contesti socio culturali più svantaggiati, avverte Invalsi, sono il doppio di quelle tra chi vive in contesti più favorevoli. «In molte regioni del Mezzogiorno oltre la metà degli studenti non raggiunge nemmeno la soglia minima di competenze in italiano (Campania 64%, Calabria 64%, Puglia 59%, Sicilia 57%, Sardegna 53%, Abruzzo 50%). In matematica le percentuali di studenti sotto il livello minimo di competenza crescono ancora (Campania 73%, Calabria e Sicilia 70%, Puglia 69%, Sardegna 63%, Abruzzo 61%, Basilicata 59%, Lazio 56%, Umbria 52%, Marche 51%)».

L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Domani, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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