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Lettura

Indagine Cepell - AIE. La lettura e i consumi culturali nell’anno dell’emergenza

di Redazione notizia del 16 dicembre 2020

Attenzione, controllare i dati.

Abbiamo letto di più, ma soprattutto lo abbiamo fatto adottando modelli di fruizione e di acquisto più variegati e compositi ed esplorando la lettura digitale nelle sue diverse forme. In estrema sintesi, sono queste le linee di tendenza rivelate dalla ricerca La lettura e i consumi culturali nell’anno dell’emergenza, presentata oggi in streaming sui canali digitali di Cepell e Più libri più liberi (è possibile rivedere l'incontro sul sito AIE).

Secondo appuntamento dell’Indagine a cura del Centro per il libro e la lettura del MIBACT e dell’Associazione Italiana Editori, con la collaborazione di Pepe Research, il report odierno si è concentrato sull’analisi delle abitudini culturali degli italiani nella «nuova normalità» e sul radicamento delle stesse al proseguire dell’emergenza. Il precedente – preliminare – presentato lo scorso 16 luglio, analizzava invece le difficoltà degli italiani a concentrarsi sulla lettura durante il primo lockdown, ma anche il proposito di farlo di più nei mesi futuri. Nel suo complesso l’Indagine Cepell - AIE è un unicum in Europa per ampiezza e capacità di analisi – in tempi così brevi e con tale approfondimento – dell’impatto della pandemia sul settore editoriale.

La nuova rilevazione mostra che a ottobre 2020 gli italiani (15-74 anni) che dichiarano di aver letto almeno un libro (anche solo in parte, compresi e-book e audiolibri) sono il 61%, in crescita di 3 punti percentuali rispetto ai valori di maggio 2020 e ottobre 2019 (58%) e di 6 rispetto al 2018 (55%). In valore assoluto sono 27,6 milioni.

Se i lettori di libri cartacei rappresentano il 55%, e-book e audiolibri si posizionano rispettivamente al 30% (in crescita di cinque punti percentuali sul 2019) e al 12% (più due punti percentuali). La crescita dei lettori su supporto digitale è evidenziata anche dall’aumento dei lettori forti di e-book: chi legge 4 o più libri in formato digitale passa infatti dal 9% del 2019 all’attuale 14%. I «forti ascoltatori» di audiolibri passano invece dal 2 al 3%.

Se consideriamo l’intero universo di chi a ottobre dice di aver letto un libro negli ultimi 12 mesi, il 40% legge perlopiù in digitale, il 46% in carta, il 14% utilizza tutti i tipi di supporto. Solo un anno prima, i lettori «digitali» in Italia erano il 32%, il 51% i fedeli alla carta e il 17% coloro che si dichiaravano utilizzatori di entrambi i supporti.

Al consolidarsi dell’anno pandemico e delle sue abitudini, a crescere non è solo il consumo, ma anche l’acquisto digitale. In particolare, sono 3,4 i milioni di italiani – già lettori di libri e clienti delle librerie tradizionali – che per la prima volta con il lockdown hanno acquistato un libro fisico online; 2,3 milioni invece hanno sperimentato l’e-book. La platea di chi legge libri cartacei acquistati online sale così al 38% dei lettori, quella dell’e-book al 30%.

La crescita dell’e-commerce non infrange il legame del lettore con la libreria fisica. A ottobre dichiarano di frequentarla il 67% dei lettori, dato sì inferiore al 2019 (era il 74%) ma in netto recupero rispetto al 20% di maggio. Gli altri punti di vendita fisici, soprattutto supermercati, sono frequentati dal 23% dei lettori contro il 21% del 2019 e l’11% di maggio 2020. Le librerie online sono al 38% rispetto al 31% del 2019 e al 39% di maggio 2020. Il prestito bibliotecario, sommato alla riscoperta di titoli già presenti nella libreria di casa, i prestiti e i regali, è fonte di letture per il 41%.

Le librerie, in particolare, sono essenziali nei meccanismi di selezione dei libri e della lettura: sceglie cosa comprare una volta entrato in libreria il 33% dei lettori, si affida alle informazioni raccolte online il 23% e ai media tradizionali il 21%.

«I dati sulla lettura sono allineati al trend di ripresa delle vendite e sono un incoraggiamento sia per gli editori che per le istituzioni pubbliche, che molto hanno fatto in questi mesi a sostegno del mondo del libro» ha commentato il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi. «Non siamo però ancora fuori dall’emergenza: il periodo natalizio sarà cruciale e, d’altra parte, i rapidi cambiamenti nelle modalità di lettura e acquisto impongono nuove sfide per tutta l’editoria».


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