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Lettura

Che fine hanno fatto gli audiolibri?

di R. Mugavero notizia del 10 dicembre 2011

Attenzione, controllare i dati.

Può essere qualcuno che vorrebbe rileggere in maniera nuova il proprio libro preferito oppure qualcuno che, per mancanza di tempo, legge poco ma vorrebbe poterlo fare di più. Chi è? È il lettore tipo di audiolibri, almeno stando a quanto ci raccontano alla Emons Audiolibri, una delle principali case editrici specializzata nella produzione di questa tipologia di prodotto editoriale. Fondata nel 2007, la Emons Audiolibri ad oggi ha in catalogo 69 audiolibri di narrativa contemporanea che vengono letti o dagli autori stessi oppure da attori famosi. «Sono soprattutto i forti lettori e i bambini i nostri clienti tipo» raccontano dallo stand A13, tanto che Emons Audiolibri, insieme con Il Narratore Audiolibri e Full Color Sound, è socio fondatore di AEDA - Associazione Editori Audiolibri, nata nell’aprile 2008 con lo scopo di promuovere l’audiolibro e di sviluppare il mercato dell’editoria sonora in Italia.
Un genere che come è noto stenta in Italia a decollare al contrario di paesi come la Germania per esempio, dove il comparto, è uno dei più fecondi sia per novità prodotte che per fatturato. Da noi, secondo i dati dell'ultimo Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia curato dall'Associazione italiana editori, nel 2010 il settore degli audiolibri ha fatturato solo per lo 0,7% del mercato.
Eppure l'esperienza positiva di Emons fa intravedere una fetta di lettori (e possibili acquirenti) sensibili alle novità che, se curata e analizzata con attenzione, potrebbe andare a costituire uno zoccolo interessante su cui lavorare.

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