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Innovazione

Se ChatGPT aiuta a vincere premi letterari

di Elisa Buletti notizia del 31 gennaio 2024

L'autrice Rie Kudan ha vinto il 17 gennaio scorso il premio letterario Akutagawa, tra i più prestigiosi in Giappone. Durante la cerimonia di premiazione, ha rilasciato una dichiarazione che ha sollevato alcune polemiche: l'autrice ha affermato che «circa il 5% del libro cita parola per parola frasi generate dall'Intelligenza Artificiale» e che ChatGPT, chatbot basato sull’IA e sull’apprendimento automatico sviluppato da OpenAI, ha svolto un ruolo chiave nell’espansione del suo potenziale creativo.

Il romanzo in questione, Tokyo-to Dojo-to, è ambientato in una Tokyo futuristica in cui l'Intelligenza Artificiale è diventata parte integrante della vita quotidiana. Segue le vicende dell'architetto Sara Makina, che si occupa di costruire una torre in un parco di Tokyo progettata per offrire un luogo in cui i criminali vengono riabilitati, e tratta il tema della tolleranza della società nei confronti di coloro che infrangono la legge.

La rivelazione dell’autrice riguardo all’uso di ChatGPT nella stesura del romanzo – che, lanciato nel 2022, suscita da mesi crescente preoccupazione in diversi settori, tra cui l’editoria, in cui ci si chiede a chi spettino i diritti di un'opera creata con l'IA – ha generato non poche polemiche sui social media. Kudan, tuttavia, ha affermato di sperimentare di sovente con l’IA per trarne ispirazione e spera di mantenere buoni rapporti con ChatGPT e di continuare a utilizzarlo per stimolare la propria creatività. L'autrice ha ammesso, inoltre, di conversare frequentemente con il software, al quale confida i suoi pensieri più intimi, e che alcune delle risposte ricevute hanno ispirato parte dei dialoghi inseriti nel romanzo. Contattata dai media, l'organizzazione del premio Akutagawa  che aveva definito il romanzo «talmente perfetto che è difficile trovargli dei difetti»  non ha voluto commentare le dichiarazioni della vincitrice.

Mentre nel mondo autrici e autori chiedono una regolamentazione che tuteli dall’IA le proprie opere, la legge giapponese sul copyright, chiamata Chosakukenhō, per il momento non prevede disposizioni specifiche riguardo alle opere create dall’IA. Ken Akamatsu, fumettista e politico giapponese, sta portando avanti una campagna per una regolamentazione che consenta agli artisti di scegliere se le loro opere possano o meno essere utilizzate per alimentare l’IA, ricevendo un compenso finanziario in cambio. Anche la Japan Book Publishers Association, e altre organizzazioni, hanno chiesto qualche tempo fa l’aggiornamento delle leggi sul copyright, per tutelare la cultura e il diritto d’autore, ma la questione è ancora in sospeso.

L'autore: Elisa Buletti

Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.

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