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Innovazione

Editoria e IA. Tra opportunità e rischi il binomio è già realtà

di Samuele Cafasso notizia del 7 dicembre 2023

Embodiment e sistemi multimodali: sono le due nuove frontiere dell’intelligenza artificiale citate dal professore Gino Roncaglia, docente presso l’Università Roma 3, nel suo intervento al convegno Editoria e intelligenza artificiale, il binomio possibile? oggi a Più libri più liberi. Un binomio che, secondo i partecipanti dell’incontro moderato da Cristina Mussinelli (AIE), più che possibile è già oggi realtà e che interroga gli operatori del settore sui temi della difesa del diritto d’autore da una parte e, dall’altra, su cosa intendiamo per creatività umana e su quali sono le caratteristiche della collaborazione tra l’uomo e la macchina che con ogni probabilità saranno sempre più pervasive nell’industria culturale.

Ma partiamo appunto dai termini utilizzati da Roncaglia che definiscono due nuovi sviluppi. «Se fino a oggi abbiamo lavorato con intelligenze artificiali che stanno nel cloud, con embodied AI intendiamo invece sistemi di intelligenza artificiale calati in un corpo fisico che è in grado di percepire e raccogliere dati dai luoghi in cui si trova, dagli avvenimenti in cui è immerso. Questo apre frontiere nuove, anche inquietanti rispetto a come si possono sviluppare questi sistemi». Per sistemi multimodali invece intendiamo sistemi che sono in grado di lavorare e sono addestrate su codici comunicativi diversi, dal testo scritto alle immagini, passando per i suoni. «Se io oggi devo costruire un fumetto con le intelligenze artificiali – ha esemplificato Roncaglia – dovrò lavorare sui testi con ChatGpt e sulle immagini con Midjourney, per poi combinare i due output. Con un sistema multimodale, non sarà più così». Ma gli usi e le caratteristiche dei sistemi multimodali, come Gemini di Google o ChatGpt4V, sono molto più ampi di così e, ad esempio, «fanno cose impressionanti nel campo della descrizione di immagini». Si tratta inoltre di intelligenze artificiali che hanno un sistema di rappresentazioni estremamente più complesso dei sistemi monomodali a cui siamo abituati.

L’accelerazione di queste tecnologie pone questioni rilevanti in termini di regolamentazione, un tema che ha trattato Piero Attanasio, responsabile dei rapporti istituzionali dell’Associazione Italiana Editori, soprattutto in riferimento al quadro europeo. La prima questione ha a che fare con le regolamentazioni antimonopolistiche contenute nella direttiva DMA e che disciplinano a carico dei soggetti definiti gatekeeper, ovvero i detentori dei dati, obblighi di condivisione delle informazioni rispetto ai propri partner commerciali, un’azione di contrasto agli squilibri di mercato che agisce ex post e a cui sono sottoposti, tra gli altri soggetti, anche Amazon. Collegato a questo tema, discusso e dibattuto da anni, c’è la questione della riserva dei diritti sui materiali utilizzati dalle aziende di intelligenze artificiali per alimentare e istruire gli algoritmi. La direttiva DSM, in vigore dal 2021, prevede la possibilità di riservare diritti sui contenuti presenti online rispetto al data mining. Una riserva che si può esercitare attraverso sistemi machine readible, tra cui il Right Reservation Protocol W3C. «Sistemi che sono ancora poco utilizzati dagli editori» ha sottolineato Attanasi, e che oggi sono invece sempre più rilevanti per effetto dello sviluppo delle intelligenze artificiali.

Il terzo tema – e qui entriamo nell’attualità – è la discussione in sede europea sugli obblighi di trasparenza da applicare alle società che sviluppano le intelligenze artificiali, obblighi che i governi di Italia, Francia e Germania vorrebbero allentare, posizione che ha portato a prese di posizioni allarmate da parte dell’industria culturale. Quarto tema, ancora tutto da esplorare, è la natura dei contratti commerciali che chi sviluppa AI propone e chiede di firmare agli utilizzatori professionali. Contratti che, ha spiegato Attanasio, «in molti casi non forniscono garanzie, ad esempio sulla riservatezza dei dati inseriti in input ai sistemi di intelligenza artificiale. Stiamo esplorando, in questo senso, se ci troviamo di fronte ad abusi di posizione dominante».

All’editore Nicola Cavalli invece spettava il compito di raccontare come le intelligenze artificiali influenzano oggi il lavoro dell’editore: «Non credo che i piccoli editori saranno spazzati via da questa tecnologia – ha spiegato – mentre si pone il tema di come utilizzarle a supporto del lavoro editoriale». Dalla realizzazione di testi base su cui poi costruire le quarte di copertina, alla realizzazione di versioni del testo tradotte da utilizzare solo internamente, oggi l’intelligenza artificiale è già nelle case editrici. Ponendo questioni anche di non poco conto su cosa intendiamo per opera dell’intelletto umano e cosa, invece, per rielaborazione di algoritmi.

L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Domani, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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