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Innovazione

Contenuti educativi su Youtube. Una sfida possibile?

di Mamamò notizia del 23 giugno 2020

Attenzione, controllare i dati.

Durante la pandemia, dal momento in cui si è attivata la didattica a distanza, molti insegnanti e genitori hanno cercato risorse didattiche o quantomeno contenuti di qualità in rete. Essendo nota la preferenza dei loro figli e alunni per il formato video, in moltissimi hanno scandagliato YouTube, la più grande piattaforma di content sharing al mondo, per trovare risorse multimediali funzionali ad affrontare i programmi ministeriali, a supportare l’insegnamento in remoto o semplicemente a intrattenere i più giovani con contenuti educativi e… cosa hanno trovato? 


La selezione di YouTube durante la pandemia
La piattaforma stessa, per affrontare l’emergenza della didattica a distanza, ha voluto offrire una ​selezione di risorse​ agli insegnanti e ai genitori coinvolti nello svolgimento dei compiti assegnati a casa. Già a partire da questa raccolta di canali e playlist, piuttosto scarna, emerge nell'offerta di YouTube in lingua italiana un vuoto di contenuti sufficientemente strutturati e istituzionali da poter essere segnalati come risorse educative aggiornate, complete. I pochi video di questo genere, soprattutto alla luce della vastità e delle regole algoritmiche del contenitore, rischiano oltretutto di perdersi passando inosservate.


Le video lezioni caricate dagli insegnanti
Su YouTube sono disponibili moltissimi video didattici ed educativi in lingua italiana caricati spontaneamente da insegnanti o studenti. Non mettendo in discussione la loro affidabilità, è impossibile non rilevare che nella maggior parte dei casi si tratta di canali di tipo amatoriale, dietro ai quali non c’è un articolato progetto editoriale. Il carattere estemporaneo di queste iniziative si rileva spesso anche nella qualità del montaggio video e audio, come è ovvio che sia, trattandosi di iniziative di persone che con passione imbracciano un mestiere di cui però non padroneggiano tutti gli strumenti. Sono i video in cui molti genitori si sono imbattuti durante il lockdown, quando cercavano, per esempio, contenuti per aiutare i figli a capire le divisioni tra polinomi o le sfumature tra i diversi complementi di luogo. L’offerta si articola su tutti i livelli di istruzione: ci sono canali di maestre della scuola dell’infanzia a di ​scuola​ ​primari​a, in cui le risorse vengono create inizialmente per la propria classe per poi rimanere disponibili per tutti. Più vasto il repertorio per le scuole superiori, alle quali iniziano però a rivolgersi anche canali di divulgatori e insegnanti che interpretano il ruolo di Youtuber con piglio più professionale.


I canali educativi degli Youtuber 
Tra i canali specifici dedicati alla scuola si distinguono quelli realizzati da docenti tecnologicamente evoluti che forniscono agli altri insegnanti strumenti utili per la didattica digitale e si rivolgono quindi ai propri pari all'interno della scuola. Con perizia e mestiere questi creators gestiscono canali video che hanno molto seguito, svolgendo un lavoro da professionisti per tempismo di pubblicazione, aderenza al linguaggio della piattaforma e padronanza delle competenze tecniche. Tra gli esempi più interessanti, ​Jessica Redeghieri e ​Prof Digitale​ (ovvero Alessandro Bencivenni), che offrono tutorial per utilizzare al meglio le piattaforme di e-learning e gli strumenti digitali nella didattica scolastica. Accanto a questi, ci sono poi (pochi) altri canali video non ideati da insegnanti ma da giovani divulgatori che parlano direttamente ai ragazzi di chimica (​Ruggero Rollini​), matematica (​Science4Fun​ di Andrea Mignone e il seguitissimo ​Elia Bombardelli​), fisica (​La fisica che non ti aspetti​ di Marco Coletti) e astronomia (materia in cui si distingue ​Link4Universe​ di Adrian Fartade). Con le loro video-rubriche, questi canali YouTube offrono un utile supporto alle lezioni scolastiche tradizionali, che spesso prevedono il ricorso a risorse multimediali online per approfondire gli argomenti in programma e per assecondare le modalità di consumo mediale dei giovani alunni. È utile evidenziare che si tratta di canali gestiti professionalmente da youtuber che vigilano, oltre che sulla qualità delle informazioni trasmesse, anche sulla sussistenza economica del progetto comunicativo, dentro e fuori la piattaforma.


La latitanza di progetti educativi su YouTube
Se account come quelli menzionati sono di indiscusso valore ma sono piuttosto rari nella versione italiana di YouTube, a saltare all'occhio è piuttosto la scarsità di progetti editoriali rivolti all’educazione o quantomeno all’intrattenimento di qualità, che possano funzionare anche a supporto della didattica. Per capire di cosa si sente la mancanza, vale la pena di cercare delle buone prassi nel mondo anglosassone, dove realtà no profit, gruppi editoriali o reti televisive gestiscono prodotti video rivolti a un pubblico giovane. PBS, per esempio, ha lanciato ​It’s ok to be smart​, un canale in cui il biologo Joe Hanson parla di virus, dinosauri e clima in veloci montaggi video in cui la sua presenza davanti alla telecamera si alterna con animazioni e infografiche che tengono alta l’attenzione degli utenti. ​National Geographic Kids​ si rivolge ai bambini con rubriche sulle curiosità del mondo animale, mentre BBC con il suo canale ​Learning English​ offre video animati per facilitare l’apprendimento della lingua inglese. Un caso interessante è quello di ​Kurzgesagt - In a Nutshell​, canale divulgativo scientifico realizzato da un’agenzia tedesca in lingua inglese: con i suoi 12 milioni di iscritti e un miliardo di visualizzazioni, si finanzia con i proventi delle inserzioni pubblicitarie che girano sui video e le donazioni tramite ​Patreon​. Il vasto bacino di utenza di questi canali in lingua inglese gioca un ruolo fondamentale per la monetizzazione tramite pubblicità e per la sostenibilità dei progetti anche tramite azioni di crowdfunding. Alla luce di queste considerazioni, sarebbe interessante esplorare le reali opportunità di strutturare progetti educativi su YouTube, rivolti a bambini e ragazzi nel nostro Paese.

Quest’articolo fa parte di una rubrica nata dalla collaborazione tra il Giornale della libreria e il portale online Mamamò, a cura delle sue fondatrici: Roberta Franceschetti ed Elisa Salamini. I temi affrontati sono quelli del digitale per bambini e ragazzi, tra contenuti e contenitori narrativi, nuove tendenze e aspetti d’interesse e di convergenza con il settore editoriale.

L'autore: Mamamò

Mamamò è un portale online che dal 2012 si occupa di educazione digitale e formazione nel campo della media education. Ha curato i programmi dei DigiLab rivolti a bambini e ragazzi presso il BookStockVillage del Salone del Libro di Torino. Le due fondatrici, Roberta Franceschetti ed Elisa Salamini, sono giornaliste con anni di esperienza nel settore dell’editoria, della comunicazione online e dei contenuti digitali per ragazzi. Il loro lavoro indaga il connubio ragazzi e tecnologia, per esplorare in particolare lo sviluppo di nuovi format in chiave narrativa, dalle app ai videogiochi, dalle serie tv ai canali YouTube. Sono co-autrici della nuova serie animata MeteoHeroes, che spiega il cambiamento climatico ai più piccoli. Sono autrici del libro Youtuber - Manuale per aspiranti creators di prossima pubblicazione con Editoriale Scienza. Dal 2017 Roberta Franceschetti è membro della giuria del BolognaRagazzi Digital Award della Bologna Children’s Bookfair.

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