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Fiere e saloni

«Insieme per valorizzare i libri: all’estero e qui da noi». Bruzzone e Del Giudice raccontano il protocollo d'intesa BolognaFiere - AIE

di Alessandra Rotondo notizia del 4 maggio 2021

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Dopo anni di convergenza su visioni e bisogni del mondo del libro e di informale collaborazione, BolognaFiere e l’Associazione Italiana Editori ufficializzano il loro rapporto con un protocollo d’intesa orientato alla promozione dell’editoria per bambini e ragazzi in Italia e all’estero e allo sviluppo di nuovi eventi per l’editoria sul territorio nazionale.
Al direttore generale di BolognaFiere Antonio Bruzzone e a Fabio Del Giudice, direttore di AIE, abbiamo chiesto qualche dettaglio su questa partnership che già in giugno offrirà un’occasione concreta di lavoro insieme con la partecipazione di AIE alla realizzazione di BolognaBookPlus, l’iniziativa di BolognaFiere dedicata all’editoria generalista che si tiene negli stessi giorni della Bologna Children’s Book Fair.
 
Da quali presupposti nasce e a quali obiettivi punta il percorso comune ufficializzato con il protocollo d’intesa?
Antonio Bruzzone. Con il protocollo di intesa fra BolognaFiere e AIE abbiamo dato ufficialità a una collaborazione in essere, di fatto, da molti anni. Una collaborazione che ci ha visto confrontarci e realizzare, in passato, collaborazioni significative, che ora potremo sviluppare con ancora maggior slancio mettendo a fattor comune i rispettivi know-how e le rispettive esperienze per dar vita a nuove iniziative. Sono molti gli obiettivi comuni delle nostre realtà, a cominciare dall’attenzione all’internazionalizzazione, per BolognaFiere un obiettivo strategico che ci ha portato a essere l’organizzatore fieristico nazionale più presente con successo sui mercati esteri, fra i primi anche su scala internazionale.  Insieme ad AIE finalizzeremo, con ancora maggiore incisività, una serie di azioni e iniziative per promuovere l’editoria italiana all’estero, valorizzando le posizioni e la considerazione già acquisite dai nostri editori. Lo faremo promuovendo nuove iniziative e intensificando quelle che ci vedono già collaborare.
Fabio Del Giudice. L’ultimo anno ha portato cambiamenti che di solito comportano lustri. Anche il mondo del libro deve tener presente questa situazione e adattarsi con la massima velocità. Si può affrontare la sfida da soli o insieme a ottimi  compagni di strada: preferiamo la seconda opzione. BolognaFiere è un player di livello mondiale nell’organizzazione di eventi fieristici e le fiere sono uno strumento fondamentale nella dinamica delle politiche imprenditoriali. Vogliamo ideare e realizzare insieme nuovi progetti in Italia e nel mondo.
 
 
Quello del libro per bambini e ragazzi è un segmento importante dell’editoria italiana, ampiamente rappresentato in AIE, di cui la Bologna Children's Book Fair è il principale appuntamento a livello globale. Che effetti avrà la partnership BolognaFiere - AIE sugli editori e i professionisti che popolano questo fiorente settore?
Antonio Bruzzone. Negli oltre cinquanta anni di esperienza di Bologna Children’s Book Fair ci siamo impegnati nella progettazione e realizzazione di nuovi strumenti e iniziative che fossero da un lato volano per nuove opportunità di business e, parallelamente, occasioni di crescita professionale per gli operatori del settore. «Business, formazione e informazione» sono obiettivi concreti di tutto quanto proponiamo nell’ambito dei nostri eventi, ne sono esempi tangibili, riconosciuti internazionalmente: il Rights Centre, le conferenze internazionali, i workshop, i numerosi premi – tra cui il Bologna Prize for Best Publishers of the Year creato proprio in collaborazione con AIE – e l’attività di scouting che di fatto realizzano, le nuove iniziative digitali lanciate di recente, con in testa la piattaforma per lo scambio dei diritti Global Rights Exchange. Ora, il protocollo di intesa fra AIE e BolognaFiere ci consentirà di lavorare a progetti innovativi che andranno a incrementare le già numerose occasioni di collaborazione. Penso al progetto BolognaBookPlus, la nuova iniziativa di BolognaFiere dedicata all’editoria generalista, al supporto che offriremo per il Rights Centre di Più libri più liberi, le iniziative di «fellowship» che ci vedranno accompagnare insieme editori di tutto il mondo a visitare e conoscere gli editori italiani. In sostanza, ai professionisti del settore offriremo nuove opportunità che nascono da una analisi ancora più puntuale delle loro reali necessità, saremo dei partner ancora più strategici.  
Fabio Del Giudice. L’auspicio e l’obiettivo è che ne siano i principali beneficiari: oggi il libro per ragazzi rappresenta il 40% dell’intero mercato dei titoli italiani ceduti all’estero per traduzioni. Senza dubbio una eccellenza, ma con ampi margini di crescita se consideriamo i nuovi mercati e la loro velocità di sviluppo. Senza contare che proprio questo settore può fungere da ulteriore traino anche per la promozione di tutto il libro italiano all’estero. A noi piacerebbe moltiplicare le occasioni di incontro finalizzate allo scambio dei diritti tra gli editori italiani e i loro omologhi stranieri. Vorremmo inoltre utilizzare ancora meglio i nostri stand – quando rappresentiamo l’editoria italiana all’estero nelle fiere di grande pubblico – come vetrina per la fantastica produzione editoriale italiana. E infine attraverso la Bologna Children’s Book Fair ci piacerebbe valorizzare al meglio i libri italiani per bambini e ragazzi: l’esperienza di BolognaFiere è fondamentale per fare tutto questo.
 
 
Nelle sue quasi sessanta edizioni la Bologna Children's Book Fair ha avuto un ruolo fondamentale nell’internazionalizzazione dell’editoria italiana e nel dialogo internazionale tra editorie. È una direttrice che anche AIE persegue con convinzione: con missioni, collettive e azioni rivolte ai propri soci e all’intero settore. In concreto, cosa vorrà dire per BolognaFiere e AIE guardare assieme in direzione del mercato globale dei contenuti?
Antonio Bruzzone. Bologna Children’s Book Fair è, senza possibilità di smentita, la fiera trade con il più alto indice di internazionalizzazione: il 90% dei suoi espositori è straniero, proveniente da circa 80 Paesi; la fiera e le iniziative che sono andate via via ad arricchirla hanno dato vita a un network internazionale, strategico per promuovere lo scambio dei contenuti su scala mondiale. Una piattaforma che si è dimostrata fondamentale, in questi anni, per supportare la proiezione globale della nostra editoria, ampiamente apprezzata e con ancora ulteriori ampie possibilità di crescita. È proprio a questa concreta opportunità che guardiamo accingendoci a lavorare insieme.
Fabio Del Giudice. Siamo un Paese relativamente piccolo e l’italiano si parla praticamente solo da noi. L’editoria nazionale ha un bisogno enorme di cogliere le opportunità offerte dai mercati globali. Dal 2001 ad oggi la vendita di titoli italiani all’estero è aumentata di quasi il 500%, siamo quindi sulla buona strada, ma, come dicevo prima, dobbiamo continuare a crescere. Con Bologna Children’s Book Fair possiamo farlo più agevolmente, provando ad uscire rafforzati da questo terribile periodo che ha riguardato l’intera umanità. Come? Sfruttando sempre meglio, per esempio, le tecnologie che hanno pervaso la nostra vita in questi mesi oppure facendo sistema ogni volta che ne capiterà l’occasione: la presenza dell’editoria italiana ospite d’onore prossimamente a Parigi e Francoforte sarà chiaramente un’opportunità. 
 

Da quest’anno, in parallelo alla Bologna Children’s Book Fair, BolognaFiere organizza anche BolognaBookPlus: l’iniziativa professionale rivolta all’intero mondo dell’editoria «generale». È un altro punto di convergenza importante con AIE, da sempre impegnata nella formazione e nell’aggiornamento professionale. In cosa consiste questo nuovo progetto?
Antonio Bruzzone. BolognaBookPlus rappresenta, a mio avviso, il naturale completamento di Bologna Children’s Book Fair; un’iniziativa che ci apre a un parterre di operatori ancora più vasto in campo editoriale che si svilupperà quest’anno attraverso una importante conferenza internazionale e numerose attività di formazione, mentre dall’anno prossimo, quando la fiera si svolgerà auspicabilmente «in presenza» prevederemo anche un’area espositiva dedicata. Si tratta di una iniziativa innovativa, che intende sostenere la community editoriale internazionale in un momento di profonda trasformazione e in cui le sfide del futuro coinvolgono ambiti fondamentali come le modalità di produzione, i nuovi modelli di business, la distribuzione e l’accessibilità dei contenuti ma, anche, due spetti di grande attualità: la sostenibilità e la inclusività con i quali siamo tenuti a confrontarci con il massimo impegno. L’iniziativa si avvale di un team dedicato e del supporto di un Guest Director, Jacks Thomas, con cui i nostri team lavorano in stretta sinergia.
Fabio Del Giudice. Se allargare i mercati è un obiettivo, accrescere competenza e professionalità è senza dubbio l’altro. Da cogliere prima di tutto con frequenti confronti con i colleghi stranieri. AIE ha piena consapevolezza delle missioni che le sono state affidate dagli editori ed intende portarle avanti con la massima determinazione. Può sembrare noioso tornare sempre su «le conseguenze del Covid», ma in tutti questi mesi il contatto con i nostri colleghi stranieri è stato praticamente quotidiano per scambiarci dati e consigli su quello che stava accadendo o su come provare a reagire alla crisi devastante dei primi mesi. BolognaBookPlus servirà anche ad esaltare questa collaborazione.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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