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Editori

Se i computer si mettono a scrivere i libri di cucina

di M. Tulsi notizia del 4 febbraio 2015

Attenzione, controllare i dati.

La creatività è un elemento fondamentale per chi si occupa di inventare nuove ricette e di scrivere libri di cucina, ma d’altro canto, per uno chef in carne ed ossa le combinazioni di ingredienti sono in qualche modo limitate dalla cultura culinaria di appartenenza (ve li immaginate un burrito di ossobuco o un kebab di parmigiana?) e quindi lasciano un'ampia fetta di possibilità inesplorate.
Partendo da questo presupposto, un Istituto di educazione culinaria americano e la Ibm – sì, proprio quella dei pc – hanno pensato di esplorare nuove possibilità grazie a Watson, un sistema informatico cognitivo che permette nuove forme di incontro tra uomo e computer. Da questa inedita accoppiata è nato un libro di ricette quanto meno singolare, Cognitive Cooking with Chef Watson, che comprende 65 ricette non convenzionali generate dalla «fantasia» del super computer. Dato che Watson non è dotato del senso del gusto, le ricette sono state costruite in maniera «scientifica», partendo da piatti preesistenti ai quali è stato aggiunto un tocco di estro.
A rendere possibile quest’esperimento scientifico (e letterario!) è stata la capacità del computer di analizzare grandi masse di dati, come testimonia quello che, secondo il team di esperti che ha creato le ricette, è il piatto migliore: il Vietnamese-Apple-Kebab che unisce pollo, maiale, funghi, ananas e fragole così assortiti perché accomunati dall’essere ricchi di gamma-dodecalactone.
A noi, almeno per il momento, sembra che i vari Cracco, Oldani e Canavacciuolo - ma financo le Parodi e le Clerici - non abbiano nulla da temere, ma chissà che in futuro anche da noi il Bimbi non decida di inventarsi un suo ricettario.

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