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Editori

Rassicurare per stupire: le copertine secondo Sebastiano Barcaroli (Newton Compton)

di E. Molinari notizia del 22 ottobre 2013

«Le copertine sono morte!» grida Craig Mod dal suo e-book Reinventare le copertine (Apogeo, 2013). Sono morte «perché il modo in cui noi tocchiamo il libro digitale è differente dal modo in cui tocchiamo il libro fisico». Affermazione difficile da confutare. Così come evadere la domanda che ne consegue: quale funzione mantengono le copertine digitali dopo l’acquisto, ma soprattutto prima? 
Ne abbiamo parlato in un ricco speciale che sarà pubblicato sul numero di novembre del «Giornale della libreria» e che oltre a Rizzoli, Mondadori, CaratteriMobili, Zanichelli, Emma Books e IoScrittore ha coinvolto anche Newton Compton. Riportiamo di seguito l'intervista all'art director Sebastiano Barcaroli che racconta come progettare copertine accattivanti, giocando con tradizione e creatività.

Come cambia la grafica delle copertine in un contesto in cui le librerie sono sempre di meno?
Paradossalmente si passa attraverso la rassicurazione per arrivare allo stupore. Logico, ci sono regole – più o meno scritte – che bisogna tenere a mente ogni volta che si affronta una nuova copertina, titoli leggibili, armonia nella composizione, una strizzata d’occhio ad una comprensione immediata di tutti gli elementi contenuti in pochi centimetri quadrati. A quel punto, con queste regole a indicare la via, si cerca il modo di rendere l’insieme nuovo e accattivante. In qualche modo è un’opera di continuo rinnovamento, sia all’interno della casa editrice che del mestiere specifico di art direction. 

In un momento di crisi, quanto si punta sulla creatività e sulla sperimentazione?
Di nuovo è l’equilibrio tra i due modi di pensare il lavoro creativo a essere fondamentale. La sperimentazione senza una base solida di studio e consapevolezza, di coscienza «storica» se vogliamo, diventa maniera, quando va bene, altrimenti solo confusione, nel peggiore dei casi. La creatività, a dispetto di quanto si possa pensare, deve essere educata e quotidianamente indirizzata con metodo, oserei dire disciplina. La crisi impone la continua invenzione di modi creativi per spiccare sugli scaffali di una libreria rigonfia di proposte, la Newton Compton ha dalla sua una lunga storia fatta di grandi idee, nuove sì, ma che non dimenticano mai la tradizione. 

Quali sono le iconografie ricorrenti dell'ultimo periodo? Quali tendenze vede in Italia? E all'estero?
Mi sembra che dopo diversi anni in cui l’illustrazione era stata relegata alla letteratura per ragazzi, sia negli ultimi tempi tornata preponderante con tutta la sua potenza visiva, minimale e d’impatto. Inoltre c’è una generale ricerca di «pulizia» visiva, come se l’aumento esponenziale degli input visivi che subiamo (o ricerchiamo) nei social network e in generale nella comunicazione visiva (Tv, advertising, Web generalista) abbia saturato i nostri occhi, che ora cercano un messaggio più chiaro, pulito, non disturbato da orpelli o barocchismi. Il bianco non fa più paura. 

Quali sono le ultime collane che ha curato per Newton Compton?
La mia storia professionale in Newton Compton comincia da grafico esterno con il rinnovamento grafico della collana al femminile Anagramma; la primissima copertina per la casa editrice che porta la mia firma è stata, due anni or sono, quella per Un regalo da Tiffany: un libro balzato subito al primo posto della classifica italiana e best-seller assoluto dell’estate 2011. La collana Anagramma da quel momento ha goduto di un successo clamoroso, successo che ha imposto peraltro un vero e proprio trend grafico nelle copertine di altre case editrici… non ultimo il caso di Anna Premoli, Premio Bancarella con Ti prego lasciati odiare e in classifica con il recente Come inciampare nel principe azzurro, volumi «vestiti» con mie copertine.
Dopo un breve periodo eccomi quindi interno alla casa editrice, come art director, carica che condivido con Carol Gullo. Da quel momento mi è stato affidato il rinnovamento di alcune delle collane della casa editrice, tra le altre i ControCorrente, libri di denuncia sociale e politica, o la creazione di nuovi format, come Gli Insuperabili, la collana di economici Newton Compton. E, proprio nell’ultimo anno i Live, i libri a meno di un euro che hanno tanto fatto parlare di sé… 

Che ruolo hanno giocato le copertine nel successo della collana Live?
Ogni gradino percorso sulla scala di una classifica è ovviamente da attribuire ad una competenza: si parte dall’ideazione di una collana, che in questo caso rinfrescava uno dei più grandi successi editoriali degli ultimi venti anni, i Cento Pagine 1.000 Lire, libri che si può ben dire, ogni italiano ha avuto tra le mani, si passa per la parte redazionale che cura i volumi, la distribuzione capillare, la promozione. La copertina è la veste con cui si presenta il lavoro di un team.

Grafica, materiali, formato. Come conciliare questi aspetti nell’ideazione di una collana?
Nel caso particolare della Newton Compton si parte sempre da un’idea cartotecnica precisa, la grafica poi si adagia sulla carta scelta, prende le misure del formato, si aggiusta una volta arrivato il mock-up del libro definitivo.
Ultimamente stiamo riscoprendo un tipo di lavorazione chiamata soft-touch, che rende le copertine più piacevoli al tatto, quasi fossero stampate su stoffa, con alcuni divertissement legati a delle sezioni lucide su zone che a quel punto risplendono.
C’è poi una nuova collana per i più piccoli, la Newton Compton Kids, che ci sta permettendo di provare soluzione nuove per la casa editrice: glitter, colori fluorescenti, espositori…
L’oggetto libro si chiama sempre allo stesso modo ma regala ogni volta un’esperienza professionale e sensoriale nuova.

Quando si progetta una copertina, si pensa anche alla sua visualizzazione su store online, tablet e e-reader?
La fruizione dei book-store online è immediata, più istintiva, e l’eliminazione di un parte così importante del rapporto libro-lettore come può essere, come appena accennato, l’esperienza sensoriale - avere un libro tra le mani con il peso, la sua carta, il rumore delle pagine sfogliate - rende la concorrenza ancora più spietata.
Gli scaffali virtuali sono una realtà nuova e differente rispetto a quelli delle librerie, bisogna solo prenderci le misure, pixel invece di metri quadrati. Scorrere libri con il cenno di un dito spinge la necessità di chiarezza grafica e leggibilità all’estremo, quindi sì, di certo si tiene a mente anche questo aspetto quando si «manda on line» una copertina.

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