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Editori

Libri d'arte, Giovanna Pesci Enriques: «Tra eccellenze e crisi, il settore cambia»

di E. Vergine - L. Biava notizia del 18 settembre 2012

Si inaugura questa settimana, a Bologna, la nona edizione di Artelibro - Festival del libro d’arte. L’apertura ufficiale della manifestazione è prevista per giovedì 20 alle 19:00 a Palazzo di Re Enzo e del Podestà e sarà preceduta dalla lectio magistralis del giurista e bibliofilo Guido Rossi, che si terrà alle 17.30 nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio. Tema guida di questa edizione è «Il collezionismo librario: raccogliere è seminare».
Anche quest’anno, nel fitto programma di appuntamenti che prevede la manifestazione l’Aie presenterà, all’interno dello spazio dedicato ai convegni e alle tavole rotonde, l'aggiornamento sui cambiamenti e le trasformazioni che hanno attraversato il quadro del mercato dell’editoria d’arte dell'ultimo decennio.
L'incontro, intitolato Le forme del sublime. Dieci anni di editoria d’arte dal catalogo all’iPad, si svolgerà venerdì 21 settembre alle ore 10.30 presso la Sala del Quadrante del Palazzo di Re Enzo e vedrà la partecipazione di Umberto Allemandi (Umberto Allemandi & C.), Eric Ghysels (5 Continents Editions) e Monica Manzotti, (Nielsen Bookscan) che discuteranno di come è cambiato il mestiere dell'editore d'arte negli ultimi anni.
A questo proposito abbiamo voluto sentire anche il parere di un’esperta di libri d’arte, Giovanna Pesci Enriques, fondatrice e ideatrice di Artelibro.

Dal suo punto di vista di «addetta ai lavori» quali cambiamenti hanno coinvolto il mercato del libro d’arte negli ultimi 10 anni?
Il mio punto di vista è senz'altro privilegiato, perché da anni seguo l’evoluzione di un’iniziativa come Artelibro – che può definirsi allo stesso tempo mostra, mercato e festival – dalla quale ho potuto osservare cambiamenti industriali e di mercato così come nei gusti del pubblico dei libri d’arte.
L’editoria d’arte «industriale» è in un momento di crisi rispetto a 9 anni fa, una crisi che l’ha messa a dura prova ma che ne ha temprato le capacità.
Oggi si fa più fatica a mantenere un mercato ampio e questo settore si è dovuto confrontare con competitors internazionali e, spesso, ha dovuto imparare a realizzare collaborazioni e coedizioni con case editrici straniere per sopravvivere a livelli alti.
Nuovi modelli di business sono stati importati dall’estero: l’esempio dato – nel bene e nel male – da una casa editrice internazionale come Taschen che da anni produce libri d’arte low cost, ha infatti trovato spazio anche nelle case editrici italiane, due per tutte Electa e Skira.

Ma il panorama dell'editoria d'arte è molto complesso.
Esatto, infatti a fronte di alcuni sottoinsiemi che compongono la galassia complessa che definiamo genericamente «editoria d’arte» che hanno sofferto in maniera maggiore la difficile situazione economica, ve ne sono altri che stanno reagendo bene.
Il mercato dell’editoria facsimilare è in crisi, una crisi che deriva in parte da quella, parallela, dell’ente pubblico. Semplificando: le biblioteche non hanno più fondi per farsi committenti di questo tipo di lavori – e quella dei facsimilari è una produzione in cui l’Italia, insieme a Germania, Francia e Spagna, era ed è un’eccellenza.
Un mercato che invece ha continuato a funzionare è quello del libro d’arte per l’infanzia. Infatti il libro per l’infanzia, spesso, è di per sé un libro d’arte: per le illustrazioni, il layout, la confezione. L’andamento di questo mercato dunque, è continuativo e omogeneo. 
Un'altra tendenza è quella alla polarizzazione del mercato dove l’editoria d’arte «classica» è fatta principalmente da grossi nomi perché i piccoli o sono spariti o si sono molto ridimensionati.

Negli anni Artelibro ha dedicato una sempre maggiore attenzione al fenomeno del libro d'artista, come mai questa riscoperta?
Quello dei cosiddetti libri d’artista, ovvero libri d’arte a tiratura limitata, è in effetti un settore che sta andando molto bene. Questa tipologia di libri era molto diffusa già nei primi del Novecento quando artisti importanti pubblicavano i loro libri, firmati e in un ristretto numero di copie. Oggi si sono moltiplicati i piccoli editori che fanno i libri d’artista e anche i grandi hanno cominciato a produrne.
Il volume a tiratura limitata e da collezione, che si colloca su una fascia di prezzo medio-alta, ha conquistato una fetta più consistente del mercato tanto che noi di Artelibro, da 3 anni, abbiamo suddiviso la mostra mercato in due parti. In una grande libreria/tenda in Piazza Nettuno esponiamo libri d’arte di editoria classica, cioè industriale. All’interno di Palazzo Renzo invece, ha sede una mostra mercato di libri di editoria d’arte di pregio: libri a tiratura limitata, libri d’artista, facsimili, libri antichi, insomma quei libri che riguardano il collezionismo e che si rivolgono a un mercato di nicchia, ma fiorente.
Anche perché, uno dei meriti di Artelibro di questi anni, è stato quello di fare capire alla gente che il mercato del libro d’arte non è solo per le élite, ma è accessibile a molte persone appassionate: la libreria dell’arte che noi teniamo aperta in Piazza Nettuno per circa una ventina di giorni ha un successo enorme. È una grande libreria specializzata in cui si trovano libri per tutte le tasche e per tutti i gusti. E l’interesse è grandissimo, anche tra il pubblico giovane. Una delle novità di questa edizione inoltre, è che a Palazzo Renzo vi sarà una sezione della mostra dedicata all’editoria autoprodotta dove saranno esposti libri, a tiratura limitata ed a un costo inferiore ai 100 euro.

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