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Editori

I dati che fanno vendere i libri online. Un percorso formativo AIE dedicato a piccoli e medi editori

di Alessandra Rotondo notizia del 1 febbraio 2021

Attenzione, controllare i dati.

«Con il 64% dei lettori (e il 69% dei lettori forti) che si informa su social network e siti web prima di comprare libri in qualunque canale, e con l’acquisto in rete diventato una prassi abituale per i lettori italiani – ancor più con la pandemia – avere una presenza online capace di raccontare bene se stessi e i propri libri è sempre più importante per l’editore» racconta Paola di Giampaolo, consulente AIE per la formazione con vent’anni di esperienza in ambito editoriale. «In particolar modo per gli editori medi e piccoli».

«È stato fondamentale, ad esempio, per un editore come Vita e Pensiero che, grazie a una strategia integrata tra sito web, newsletter, social, azioni editoriali e promozionali, multicanalità, è riuscito nel 2020 ad aumentare del 200% le vendite di libri sul proprio sito, del 100% quelle comprensive di e-book e riviste, compensando le perdite nelle librerie fisiche con l'aumento dell'e-commerce e raggiungendo un +8% di fatturato su tutti i canali».

In considerazione di quanto stia diventando sempre più strategico porre attenzione, competenze e risorse su questi aspetti del marketing editoriale, l’Associazione Italiana Editori ha progettato – sotto la direzione scientifica di Paola di Giampaolo – un ciclo di tre appuntamenti dedicati a chi vuole imparare a promuovere in maniera efficace i propri libri online, ottimizzando la propria strategia di comunicazione e aumentando le vendite.

Il primo dei tre appuntamenti sarà un corso online della durata di due giorni, che si terrà lunedì 15 e mercoledì 17 febbraio dalle 10 alle 13. Seguiranno, rispettivamente il 1 marzo e il 12 aprile, due moduli collegati (fruibili anche indipendentemente) dedicati all’analisi dei dati e alla creazione di campagne pubblicitarie (anche a budget ridotti)  su Facebook e Instagram.

«Il sito web della casa editrice è lo strumento cardine per trasmettere al lettore l’identità dell’editore, dando piena visibilità a quel tesoro prezioso che è il suo catalogo e potenziando le vendite: direttamente sul sito dell’editore o su siti di store partner». Il corso del 15-17 febbraio, tenuto da Paola di Giampaolo con Davide Giansoldati, esperto di e-commerce e di digital marketing, sarà una palestra di «pratiche e tanti consigli per raccontare al meglio l’essenza dell’editore; costruire sezioni strategiche spesso un po’ trascurate, come la scheda prodotto; ottimizzare la ricerca, la suddivisione in reparti; o per attivare contenuti aggiuntivi ma altrettanto importanti come percorsi di lettura, interviste, news, e per alimentare quel “circolo virtuoso” tra sito, social, e newsletter che consente di offrire sempre nuovi touchpoint al lettore».

«D’altronde Google – aggiunge Davide Giansoldati – continua a essere il primo canale di informazione percorso dagli utenti alla ricerca di un libro: la legge 80/20, nota anche come principio di Pareto, prima del 2019 mostrava che i primi 3 risultati sui motori di ricerca catturavano l’80% del traffico degli utenti interessati a quel particolare argomento. Già dalla fine dello scorso anno (e i primi dati del 2021 lo confermano) per molti temi la proporzione è cambiata ulteriormente, concentrando sui primi 3 risultati il 95% del traffico degli utenti. Alla luce di questa consapevolezza, con gli strumenti della SEO e del content marketing è possibile è possibile migliorare il posizionamento del proprio sito. Durante il corso quello che farò sarà proprio evidenziare i fattori chiave che, una volta sistemati, daranno nuovo slancio al sito e aiuteranno l’editore a posizionarsi meglio nella pagina dei risultati».

Un altro aspetto di rilevanza fondamentale che il corso si propone di affrontare è quello dell’approccio data driven. E conseguentemente dell’esigenza di essere a norma, da un punto di vista legale, nel raccogliere, trattare, analizzare e conservare i dati degli utenti.

«Negli ultimi anni parlare dei libri sui social coinvolgendo i giusti influencer ha rappresentato di per sé una strategia per migliorare le vendite. Oggi non è più sufficiente e va integrato con un approccio che parta dalla conoscenza dei dati e dalla loro analisi. Per poter applicare in modo efficace questo approccio bisogna essere a norma con le direttive GDPR su modalità, mezzi, limiti, confini del trattamento dei dati aggregati e singoli dei nostri lettori».

Acquisire la cultura del dato, conclude Giansoldati, è un passaggio epocale: «Dati e contenuti, numeri e parole, viaggiano a braccetto sostenendosi e rafforzandosi a vicenda. I processi decisionali cambiano il punto di partenza e diventano l’elemento trainante di crescita della casa editrice perché è solo grazie a big data, smart data e small data che si possono costruire relazioni significative e durature con i clienti».

Dell’importanza del marketing per le case editrici Davide Giansoldati aveva già scritto qualche anno fa in questo articolo. Oggi, ribadisce, «l’urgenza di un approccio data driven diventa ancora più impellente: il marketing e la marketing automation possono permettere alle case editrici anche medie e piccole di personalizzare la comunicazione, di profilare e conoscere i propri clienti costruendo conversazioni su un piano diverso, più vicino e di qualità».

«È solo grazie a un approccio di questo tipo che le case editrici, oggi e domani, potranno competere con i grandi player e forse, nella loro nicchia, conquistare posizioni chiave sul podio delle competizioni online. Per farlo in modo corretto bisogna essere consapevoli degli strumenti e degli aspetti legali: le sfumature sono molte, le zone grigie altrettante. Ecco perché è importante dotarsi di un’adeguata preparazione».

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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