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Editori

Carta: il Governo apre sul credito d’imposta

di Samuele Cafasso notizia del 4 dicembre 2021

Attenzione, controllare i dati.

I costi e i problemi di approvvigionamento della carta gettano un’ipoteca sulla crescita dell’editoria in Italia, ma proprio da Più libri più liberi arriva una prima apertura dal Governo rispetto alle richieste della filiera per misure per attenuare l’aumento dei prezzi. «Negli ultimi mesi e negli ultimi anni il costo della carta è diventato esorbitante» ha riconosciuto ieri durante l’inaugurazione il sottosegretario all’editoria, Giuseppe Moles. «Ho insistito molto inizialmente con una misura di 90 milioni e adesso anche in manovra, che spero sia approvata, con 120 milioni di credito di imposta sulla carta, proprio per il costo. Credo che il Parlamento possa ulteriormente migliorare la manovra e mi auguro ci possano essere iniziative anche per la media e piccola editoria».

L’apertura di Moles è arrivata poche ore prima dell’incontro Carta vince carta perde al margine del quale la filiera, per voce dell’Associazione Italiana Editori e della Federazione Carta e Grafica, ha chiesto proprio un’accelerazione su questo tema, per fare fronte ad aumenti delle materie prime del 20% su base annua, con picchi fino al 50%. «Soprattutto per i piccoli editori, che sono il cuore di questa fiera – ha dichiarato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi – il rischio è di essere tagliati fuori dal mercato, un fenomeno che potrebbe così ridurre il pluralismo editoriale del nostro Paese in un momento che sarebbe invece molto favorevole per ampliare l’offerta”. Gli fa eco il presidente della Federazione Carta e Grafica Emanuele Bona: «In un contesto di generale rialzo dei costi, da quelli energeCAtici a quelli logistici, il credito d’imposta sugli acquisti della carta esteso al comparto editoriale è una misura urgente e necessaria».

I fattori che determinano la crisi della carta, ha spiegato Massimo Medugno, direttore della Federazione Carta e Grafica, sono differenti ma, davanti a tutti, c’è il costo dell’energia «che pesa per noi un 30% sul totale». Vengono poi i costi della materia prima e i costi legati alle emissioni. C’è poi una questione di perimetri di mercato: in 10 anni la produzione italiana di carta grafica è calata da 3 milioni a 1,6 milioni, alcuni produttori si sono spostati su altri materiali, come la carta da imballaggi. Tutto fa pensare, quindi, che la crisi non sia di immediata soluzione. Nel frattempo la Federazione sta agendo su due fronti: uno, comune con aziende di settori molto diverse, come le acciaierie, o la produzione di vetro, mira a ottenere un alleviamento dei costi energetici. L’altra, comune con AIE, il credito d’imposta sulla carta anche per gli editori di libri.

Gregorio Pellegrino, Effatà editrice, ha illustrato l’impatto sulla marginalità degli editori dell’aumento dei costi. Con riferimento specifico alla sua casa editrice – i modelli infatti possono essere anche molto diversi – ha dimostrato come l’attuale aumento dei costi di carta e tipografia possa arrivare a impattare sul prezzo di copertina per il 13%, se non adeguatamente contrastato da politiche di sostegno pubbliche. Difficile, infatti, intervenire sulla marginalità dell’attività editoriale, che è di circa il 15% sul prezzo di copertina. «Si rischia – ha spiegato – che alcune case editrice escano fuori dal mercato». E questo è vero soprattutto per i piccoli e piccolissimi editori.

Cosa si può fare? «Sul breve periodo – ha spiegato Luigi Bechini di Geca Rotobook – noi stiamo consigliando ad alcuni editori di stampare con carte di minore grammatura. Sul lungo periodo, la razionalizzazione delle tirature, con prime tirature “prudenti” e possibilità di ristampare in tempi stretti con costi bassi, può spingere tutto il settore verso modelli più sostenibili», sia economicamente che ambientalmente. Certo è, ha spiegato Bechini, che la carta non è il solo costo in forte crescita: gli inchiostri, le colle hanno dinamiche simili. La strada della razionalizzazione delle tirature, ha concluso Pellegrino «è centrale» nel lavoro dei piccoli editori di AIE. «Ma per ottimizzare le tirature – ha spiegato – servono grandi mole di numeri, non sempre a disposizione di ogni singolo editore».

L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Domani, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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