«Eccoti la prima lezione, piede scalzo: le parole sono il cane che hai a casa, i disegni dei tatuaggi sono il lupo che incontri nel bosco. Non siamo noi a dominare i simboli, sono loro a muovere la nostra vita». È il primo insegnamento che il vecchio kol’šik, nonno Lëša impartisce al giovane Kolima – più noto come Nicolai Lilin, autore di Educazione siberiana e di Storie sulla pelle, Einaudi – all’inizio del suo difficile apprendistato come tatuatore.
Il legame tra tatuaggi e letteratura è molto più stretto di quanto si pensi e, gli scrittori lo sanno bene, non è necessario essere per forza maestri di ago e inchiostro per scrivere racconti le cui parole si imprimano in maniera indelebile nella mente dei lettori. Ovviamente, poi, c’è chi va oltre e decide di tatuarsi le immagini, le parole, i simboli che ha trovato in un libro direttamente sulla propria pelle. Ma quali sono, allora, i libri «più tatuati», le fonti preferite delle – Lilin ci consentirà il prestito – «storie sulla pelle»? 
«Publishers Weekly» ha addirittura stilato una classifica dei cinque «marchi letterari» più diffusi, incrociando i due più noti siti che si occupano dell’argomento Contrariwise: Literary Tattoos  The Word Made Flesh e confrontando i risultati con quelli delle ricerche con Google searches e Google image. Da questo metodo non proprio scientifico, ma in effetti il più immediato per giungere a risultati attendibili su larga scala, è emersa la seguente Top 5: 

5. «È solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa»
Fight Club, di Chuck Palahniuk (Mondadori) è forse il libro che ha ispirato il mix di tatuaggi, di testi e immagini più equilibrato. Certamente la popolarità del film, con Brad Pitt ed Edward Norton nel ruolo dei due personaggi principali, ha contribuito a collocare meglio il romanzo nell’immaginario collettivo. La frase sopra, pronunciata da Tyler, l’alter ego del protagonista, è in un qualche modo diventata l’emblema del messaggio di ribellione verso la cultura dominante trasmesso dal romanzo. 

 4. «Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi»
Il Piccolo Principe, di Antoine de Saint-Exupéry (Bompiani) con le sue sognanti illustrazioni ad acquerello non poteva mancare in questa classifica. I tatuaggi più scelti sono le raffigurazioni del protagonista, la saggia volpe e la delicata rosa (su questo sito ne trovate alcuni). Anche le frasi dal libro sono molto in auge. 

3. «E adesso» urlò Max, «attacchiamo la ridda selvaggia!»
Nel paese dei mostri selvaggi, di Maurice Sendak (Babalibri).Questo libro (il cui titolo originale è Where the Wild Things Are), più conosciuto all’estero che in Italia, è noto soprattutto per le bellissime illustrazioni e racconta le avventure di un bambino di nome Max che, infilatosi il suo vestito da lupo, parte per il paese dei mostri selvaggi. 

 2. «Qui siamo tutti matti»
Alice nel paese delle meraviglie, di Lewis Carrol è forse uno dei libri più tatuati di sempre. Le illustrazioni originali in china, quelle tratte dal film d’animazione della Disney e in generale tutto l’universo immaginifico ispirato dalla storia di Carroll hanno dato vita a numerosi «marchi». Lo Stregatto, il Cappellaio Matto, il Bianconiglioil Brucaliffo e la stessa Alice sono personaggi molto popolari nel mondo delle «storie sulla pelle».
Ovviamente ricorrono molto spesso anche le citazioni testuali ma Alice è forse il libro in cui, più di ogni altro, la forza delle immagini ha superato quella delle parole. Abbiamo chiesto conferma di questo a Lorenzo Botti, tatuatore titolare dello studio Pace e inchiostro di Ferrara, ed autore del tatuaggio di Alice e lo Stregatto che vediamo nella foto.
«Tra i tatuaggi “letterari” che mi vengono chiesti più spesso senz’altro il libro più popolare come fonte di ispirazione è proprio Alice nel paese delle meraviglie. Principalmente mi vengono richieste immagini anche perché è da questa e dal simbolo che nasce il tatuaggio e poi, considerando l’immaginario fantastico che deriva dal libro di Carroll, è facile capire il motivo della prevalenza dell’immagine rispetto alle scritte».

 

1. «Tutto era bello e nulla stonava»
Mattatoio n. 5, di Kurt Vonnegut (Feltrinelli). Se Alice, in tutte le sue declinazioni, probabilmente può contare su un maggior numero di tatuaggi declinati in immagini, il libro da cui sono state tratte il maggior numero di citazioni testuali sembra essere proprio Mattatoio n. 5. Le frasi «everything was beautiful and nothing hurt»«So it goes» sono risultate essere tra le più ricorrenti in assoluto.