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Biblioteche

Ucraina, gli attivisti e i bibliotecari si mobilitano per proteggere le biblioteche

di L. Biava notizia del 14 marzo 2014

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Fin dai tempi antichi le biblioteche e i libri hanno subito gli effetti collaterali del mutare degli scacchieri geopolitici: la biblioteca di Alessandria d’Egitto, quella di Sarajevo (1992), quella di Bagdad (2003), quella di Timbuctu (2012) sono solo gli alcuni tra i più famosi esempi di distruzione della storia e della cultura di un popolo.
La delicata situazione in cui versa l’Ucraina (domenica si vota per la riunificazione della Crimea alla Russia nonostante Kiev abbia ribadito che l'Ucraina non riconoscerà il voto) mette in allarme quanti nel Paese si occupano della tutela del patrimonio culturale e librario della nazione e, dopo aver inviato una lettera all’IFLA, ovvero la federazione internazionale delle associazioni bibliotecarie, invocando una soluzione pacifica del conflitto, alla fine di febbraio l’Ukrainian Library Association ha costituito, insieme ad altre organizzazioni, un comitato nazionale all'interno dell'Association of National Committees of the Blue Shield (Ancbs), un organismo internazionale fondato nel 2008 «con lo scopo di coordinare e rafforzare gli sforzi internazionali per proteggere beni culturali a rischio di distruzione durante i conflitti armati o le calamità naturali».
Per il momento i conflitti si sono concentrati soprattutto attorno alla Biblioteca nazionale parlamentare di Kiev che si è trovata al centro degli scontri anti-governativi del gennaio-febbraio scorso. I bibliotecari sono rimasti neutrali e, pur non avendo preso direttamente parte alle proteste anti-governative, sono rimasti nella biblioteca (che nel 1943 era stato dato alle fiamme durante la ritirata delle truppe naziste da Kiev) a proteggere le collezioni e ad offrire aiuto alla cittadinanza grazie all’ospedale da campo che la Croce Rossa Internazionale ha aperto al piano terra dell’edificio (nella foto in alto, credits IFLA). Come risultato dei loro sforzi, la Biblioteca nazionale (una delle 8 presenti nel Paese) è al sicuro, come lo sono le collezioni e bibliotecari stessi.
E mentre un paio di strade più in là, in piazza Maidan, l’omonimo movimento di attivisti ha aperto una biblioteca pubblica dove i residenti di Kiev possono portare volontariamente libri, a Vinnytsia, una città a sud ovest di Kiev, le proteste che avevano per centro la biblioteca cittadina sono sfociate in un incendio fortunatamente sedato.
La tensione resta alta dunque anche per quanti lavorano nel mondo della cultura e nelle dichiarazioni dell’Associazione bibliotecari ucraini, accanto all’appello «a trovare una soluzione pacifica e giusta del conflitto per il futuro dell'Ucraina», si legge che è stato avviato «un tavolo con i direttori delle biblioteche nazionali e statali, aperto a tutti coloro che sono interessati al problema, con l'obiettivo di elaborare le proposte per il nuovo ministro della Cultura su come trasformare il comparto bibliotecario tenendo conto dei cambiamenti democratici in atto nel Paese».


La Biblioteca nazionale parlamentare di Kiev (nell'immagine col tetto verde) credits IFLA

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