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Persone

Il gender pay gap nel mondo del libro è ancora un tema aperto

di Elisa Buletti notizia del 30 marzo 2026

Nel mondo del libro, il gender pay gap è ancora oggi un fenomeno strutturale che continua a condizionare opportunità, redditività e riconoscimento delle lavoratrici che operano nei diversi mercati editoriali.

In Francia le illustratrici vengono penalizzate
Secondo il recente rapporto dell’Observatoire de l’égalité entre les femmes et les hommes dans la culture et la communication riportato da Actualitté, in Francia le autrici rimangono significativamente meno pagate degli autori. Guidato dal Département des études, de la prospective, des statistiques et de la documentation (DEPS), lo studio di quest’anno ha beneficiato del supporto della Mission observation de la Direction générale de la création artistique (DGCA), all’interno del Ministero della Cultura. Nel documento sono presentate circa 120 tabelle che rendono possibile analizzare tutti i settori culturali, inclusi libri. I dati basati sulle analisi dell’Urssaf, relativi ai redditi 2023, lo mostrano chiaramente: anche nei segmenti dove le donne sono più presenti, gli uomini continuano a percepire compensi medi superiori.
Le autrici di libri guadagnano in media, mensilmente, il 16% in meno dei colleghi uomini. E le disparità aumentano in settori come il disegno e l’illustrazione: ad esempio, le illustratrici, pur rappresentando il 63% della forza lavoro, ricevono il 43% in meno degli illustratori. Il campo della traduzione letteraria, dove prevalgono numericamente le traduttrici (69% della forza lavoro), è uno di quelli in cui il divario tra compensi è meno marcato, con un 10% circa a sfavore delle donne.

Nella saggistica anglofona il divario è ampio tra compensi e prestigio culturale
Il problema non è solo economico, ma di prestigio e visibilità. In un panel alla London Book Fair di qualche settimana fa – tra le più importanti fiere del settore editoriale – è stato trattato il tema del divario di retribuzione, prestigio e autorità per le scrittrici di saggistica, come ha raccontato Publishing Perspectives. Un rapporto di NielsenIQ e GfK Entertainment presentato lo scorso autunno alla Frankfurter Buchmesse ha evidenziato che – sebbene i libri di saggistica abbiano registrato un calo nel Regno Unito e negli Stati Uniti – in otto dei diciannove paesi analizzati la non fiction registra una crescita. La ricerca condotta dal Women’s Prize Trust e presentata nel corso del panel a Londra ha mostrato che le scrittrici di saggistica vengono pagate il 36% in meno rispetto ai colleghi uomini. Inoltre, solo il 26% delle recensioni di saggistica sui giornali nazionali sono libri di scrittrici e le donne hanno molte meno probabilità di essere selezionate o vincere importanti premi di saggistica, con solo il 33% assegnato ad autrici negli ultimi dieci anni.

La Germania va meglio nella narrativa, peggio con le traduzioni
In Germania, le analisi di Michael Söndermann del Büro für Kulturwirtschaftsforschung di Colonia realizzate per l’Associazione degli scrittori tedeschi mostrano che, nel 2024, il gender pay gap nel settore culturale tedesco ha raggiunto il 25%, una cifra sensibilmente più alta rispetto al divario salariale medio nazionale, che si attesta intorno al 16% (confermato anche nel 2025, secondo il Statistische Bundesamt). Tuttavia, un'analisi più granulare mostra come il divario non sia uniforme, ma vari sensibilmente a seconda della categoria di scrittura. Nella narrativa, la forbice si riduce al 3%, mentre nella saggistica sale al 5%. Il dato più critico riguarda il settore della traduzione, dove il divario tocca il 13%.

Il caso Macmillan: le lavoratrici del gruppo guadagnano più degli uomini
Un segnale di controtendenza arriva dal fronte aziendale. Macmillan Publishers International Limited – divisione del gruppo editoriale tedesco Holtzbrinck Publishing Group –, con sede nel Regno Unito, considerato uno dei Big Five dell’editoria anglofona, ha rilasciato il suo Gender Pay Gap Report 2026. All’interno del gruppo editoriale, il divario salariale tra le persone impiegate è del 17% a favore delle donne, in aumento di due punti rispetto all’anno precedente. Ciò è una conseguenza della composizione della forza lavoro del gruppo: nelle fasce retributive più alte, il 71% sono donne, mentre nella logistica si concentra una maggioranza maschile. Interessante anche il dato sui bonus: il divario medio si è ridotto drasticamente dal 51% del 2024 al 2,5% del 2026, grazie all’uscita di un ristretto numero di uomini con compensi particolarmente alti e a un nuovo sistema di bonus uniforme per tutta l’azienda.  

L'autore: Elisa Buletti

Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.

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