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Persone

L’attacco russo su Kyiv colpisce anche musei, archivi e case di scrittrici e scrittori

di Redazione notizia del 25 maggio 2026

Nella notte tra il 23 e il 24 maggio la Russia ha lanciato un nuovo massiccio attacco contro Kyiv e altre aree dell’Ucraina. Secondo quanto riportato da Chytomo, una delle principali testate ucraine specializzate nel mondo del libro e dell’editoria, i bombardamenti e gli attacchi con droni hanno colpito non soltanto edifici residenziali e infrastrutture civili, ma anche musei, archivi, istituti di ricerca, scuole e abitazioni di figure centrali della cultura ucraina. Negli ultimi anni Chytomo è diventata una delle fonti più seguite per documentare l’impatto della guerra sul patrimonio culturale e sul settore editoriale del Paese.

L’attacco arriva a pochi giorni dal Kyiv Day, la ricorrenza cittadina che celebra la fondazione della capitale ucraina e che ogni anno trasforma la città in un grande spazio di eventi pubblici, iniziative culturali e manifestazioni artistiche, e alla vigilia del Book Arsenal International Festival, il più importante festival letterario e artistico dell’Ucraina, che ogni anno riunisce editori, autrici, autori, artiste e professionisti della cultura provenienti dal Paese e dall’estero. È anche per questo che Chytomo, attraverso un appello firmato dalla cofondatrice Iryna Baturevych e rivolto alla comunità editoriale internazionale, parla apertamente della necessità di attirare attenzione globale su quanto sta accadendo alla cultura ucraina.

Tra i luoghi danneggiati figurano la Riserva storico-architettonica dell’antica Kyiv, il grande complesso che tutela il centro storico della capitale ucraina e alcuni dei suoi edifici monumentali più importanti, il Museo nazionale di Chornobyl, dedicato alla memoria del disastro nucleare del 1986 e alle sue conseguenze umane e ambientali, il Museo nazionale d’arte dell’Ucraina, uno dei principali musei d’arte del Paese, e l’Istituto di letteratura Taras Shevchenko dell’Accademia nazionale delle scienze dell’Ucraina, il più importante centro accademico ucraino dedicato agli studi letterari e alla conservazione degli archivi della letteratura nazionale. Particolarmente simbolico il caso del Museo nazionale di Chornobyl, riaperto appena poche settimane fa dopo lavori di ristrutturazione, che è stato completamente distrutto.

Secondo Chytomo, sono state colpite anche le abitazioni di alcune figure molto note della cultura ucraina. Tra queste la regista Iryna Tsilyk, vincitrice del Sundance Film Festival nel 2020, e la scrittrice Tamara Duda, autrice del best seller Daughter, premiato come BBC Book of the Year nel 2019 e vincitore del Premio Taras Shevchenko nel 2022.

Tsilyk ha raccontato che l’esplosione ha scardinato la porta della stanza del figlio e mandato in frantumi le finestre degli appartamenti vicini. Nel suo racconto, riportato da Chytomo, la regista collega direttamente l’esperienza personale dell’attacco alla retorica pubblica russa sulla guerra, osservando amaramente come, mentre guardava il discorso del regista russo Andrey Zvyagintsev al Festival di Cannes, «Mr. President» stesse contemporaneamente «premendo pulsanti e lanciando missili e droni» contro la sua città.

Completamente distrutto invece l’appartamento della scrittrice per ragazze e ragazzi Olena Zakharchenko, che ha descritto la perdita improvvisa della propria casa attraverso il racconto dei gesti quotidiani interrotti dall’attacco: una partita a un gioco da tavolo con i figli, i piatti da lavare, le lenzuola appena cambiate, i libri sugli scaffali. «Non c’è più l’appartamento che amavo moltissimo», ha scritto. «Non ci sono più i libri, non c’è più il gioco che stavamo facendo. Non ho più un posto dove vivere».

Nel suo appello, Chytomo sottolinea come quest’ultimo attacco si inserisca in una serie di bombardamenti che negli ultimi anni hanno colpito in modo sistematico infrastrutture culturali ed editoriali ucraine. La testata ricorda, tra gli episodi più recenti, i danni al museo dedicato al filosofo e scrittore Hryhorii Skovoroda nella regione di Kharkiv e, durante gli attacchi del 13-14 maggio, i danni subiti da un centro logistico della Ranok Publishing Corporation, uno dei maggiori gruppi editoriali del Paese, e da un magazzino della casa editrice One More Page Publishing.

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