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Editori

Cinque consigli per migliorare la comunicazione social in casa editrice. E un corso AIE per approfondire

di Elisa Buletti notizia del 25 maggio 2026

In un contesto in cui l’attenzione online dei lettori e delle lettrici è frammentata, i canali si moltiplicano e le modalità di ricerca cambiano, la comunicazione digitale in editoria necessita di un approccio strategico, capace di unire analisi, produzione, automazione e misurazione.

Questa la direzione del corso online dell’Associazione Italiana Editori Strumenti innovativi a supporto della comunicazione digitale: Answer The Public, Canva, Kapwing e PostPickr, in programma giovedì 2 e 9 luglio 2026 dalle ore 11 alle 13 sulla piattaforma Zoom. Il percorso si articola in due sessioni di due ore e si rivolge a responsabili della comunicazione, social media manager, addetti e addette stampa per l’editoria, professionisti e professioniste del marketing che vogliono aggiornare il proprio approccio alla promozione di case editrici, libri, autori e autrici. Al centro del corso, l’obiettivo di sviluppare un uso consapevole di tool come Answer The Public, Canva, Kapwing e PostPickr – e delle loro funzionalità basate sull’intelligenza artificiale –, oltre a un approfondimento sui modelli di misurazione dei risultati.

A partire dalle informazioni sul mercato, dalle domande e dalle conversazioni dei lettori e delle lettrici analizzate attraverso strumenti di data analysis e social listening come Answer The Public, durante il corso verrà mostrato come produrre dei contenuti traducendo i dati raccolti in output visivi e video per la promozione editoriale, riducendo tempi e costi grazie all’impiego di tool come Canva e Kapwing. Ampio spazio sarà dedicato all’automazione dei piani editoriali digitali alla pubblicazione multicanale e all’organizzazione delle attività di comunicazione con strumenti come PostPickr, con l’obiettivo di rendere più efficiente il lavoro quotidiano e garantire una presenza online coerente e continuativa. Il corso affronterà infine il tema della misurazione delle performance delle attività di comunicazione, introducendo l’utilizzo del framework metodologico OKR (Objectives and Key Results) per la rendicontazione dei risultati, il monitoraggio del ritorno sull’investimento (ROI) e la costruzione di report basati su obiettivi qualitativi e risultati quantificabili.

La proposta formativa non presenta solo strumenti, ma prova a costruire una metodologia di lavoro applicabile da subito che possa rispondere a esigenze reali, con esempi e applicazioni che parlano la lingua di chi, ogni giorno, si occupa di comunicazione editoriale. Con il coordinamento di Cristina Mussinelli, responsabile editoria digitale di AIE, il corso sarà tenuto da Beatrice Fossati, professionista nell’ambito della comunicazione e dei mass media: la docente ci hanno fornito in anteprima cinque consigli – che verranno approfonditi durante le ore di lezione – per migliorare la comunicazione digitale in casa editrice.

1. Dal social listening alla domanda del lettore
Oggi Instagram e TikTok non sono più soltanto piattaforme di intrattenimento, ma veri motori di ricerca, utilizzati nel caso di lettrici e lettori per scoprire nuove letture e generi. Non serve pubblicare cinque post al giorno rincorrendo l’algoritmo, quanto – piuttosto – utilizzare in modo consapevole la social search. Da qui l’importanza di strumenti come Answer The Public, che permettono di osservare le ricerche effettuate dalle persone lettrici e trasformarle in contenuti mirati. Se una persona cerca, ad esempio, «migliori thriller ambientati in montagna», la casa editrice può costruire un contenuto che risponde esattamente a quella domanda. In questo modo il piano editoriale diventa una mappa di contenuti pensati per lettori e lettrici profilati, con una probabilità più alta di intercettare attenzione e interesse reali.

2. Il catalogo come risorsa viva grazie all’automazione
Il catalogo è la vera miniera d’oro di una casa editrice, ma spesso viene messo da parte per seguire la promozione delle novità. Qui entra in gioco l’automazione, anche attraverso strumenti come PostPickr, che consentono di organizzare rubriche evergreen e programmare la rotazione settimanale di citazioni e grafiche relative a titoli di backlist. L’idea è creare un flusso costante di contenuti che mantenga vivi libri usciti da tempo, senza aggiungere un carico eccessivo al lavoro quotidiano del team.

3. Video rapidi, non cinematografici
Il video è ormai una componente essenziale della presenza digitale delle case editrici, ma resta ancora spesso percepito come un formato impegnativo, costoso e complesso. Tuttavia, non serve realizzare contenuti lunghi o cinematografici per ottenere risultati efficaci, ma anzi si può mantenere un approccio più agile, fatto di video brevi, di forte impatto visivo e realizzabili con strumenti come Canva o Kapwing. Un esempio può essere un contenuto di 15 secondi con una citazione che scorre su uno sfondo atmosferico: semplice da produrre, coerente con il linguaggio dei social e potenzialmente molto efficace in termini di attenzione e conversione. La logica, in questo caso, non è la perfezione formale ma la continuità della presenza.

4. Dalle metriche di vanità ai risultati reali
Un tema centrale è la misurazione delle attività di comunicazione. Like, visualizzazioni e follower restano indicatori utili, ma non bastano a raccontare il reale impatto del lavoro svolto. Impostare un OKR chiaro può fare la differenza, aiutando a definire obiettivi e risultati misurabili. Ad esempio, se l’obiettivo è aumentare la base di lettori e lettrici fedeli, il risultato chiave può essere l’incremento del 15% dei click dal link in bio sul proprio profilo Instagram o TikTok al sito web. Un’impostazione di questo tipo consente di costruire report più solidi, spostando l’attenzione dalla visibilità fine a se stessa alla capacità della comunicazione di generare valore.

5. L’IA come assistente editoriale, non come autore
L’intelligenza artificiale non dovrebbe essere utilizzata come sostituto del lavoro editoriale, bensì come supporto operativo. L’idea è che l’IA possa aiutare a velocizzare alcune fasi ripetitive, lasciando ai professionisti e alle professioniste la parte creativa e strategica, il tono di voce e la relazione con i lettori e le lettrici. Ad esempio, si può chiedere all’IA di estrarre cinque ganci (hook) per un contenuto social partendo dal comunicato stampa relativo a un libro, alleggerendo così una parte importante della scrittura quotidiana e risparmiando tempo da dedicare ad altre attività. È un uso dell’innovazione che non appiattisce il lavoro editoriale, ma lo rende più efficiente.

Per maggiori informazioni sul corso e iscrizioni è disponibile la pagina dedicata.

L'autore: Elisa Buletti

Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.

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