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L’effetto Omero spinge la poesia britannica verso un nuovo record

di Alessandra Rotondo notizia del 11 agosto 2026

Il 2026 potrebbe diventare l’anno migliore di sempre per la poesia nel Regno Unito. Nelle prime trenta settimane, la categoria che NIQ BookScan definisce Poetry Texts & Poetry Anthologies ha generato poco più di 8 milioni di sterline, circa 9,34 milioni di euro, con una crescita del 13,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.

È il miglior risultato mai registrato nella prima parte dell’anno e, se la tendenza proseguirà, il comparto supererà quasi certamente il proprio massimo storico. La soglia dei 15 milioni di sterline, circa 17,52 milioni di euro, non era mai stata oltrepassata da quando sono disponibili rilevazioni comparabili. Con una stagione autunnale particolarmente positiva, il fatturato potrebbe arrivare fino a 17 milioni di sterline, quasi 19,85 milioni di euro.

A sostenere la corsa è stato anche il successo dell’adattamento cinematografico dell’Odissea diretto da Christopher Nolan, che ha riportato Omero al centro delle classifiche e del dibattito culturale. Ma il dato più significativo è un altro: anche escludendo le vendite dell’Odissea e dell’Iliade, il mercato britannico della poesia risulterebbe comunque in crescita del 7,2% rispetto al 2025 e rimarrebbe avviato verso un nuovo record annuale.

Una crescita iniziata prima di Nolan
La corsa del 2026 parte da livelli già molto elevati. The Bookseller sostiene che gli anni dal 2023 al 2025 si statiano i tre migliori di sempre per il mercato britannico della poesia. Il record appartiene al 2024, con 14,996 milioni di sterline, circa 17,51 milioni di euro, seguito dai 14,5 milioni di sterline del 2025, pari a circa 16,93 milioni di euro.
La crescita del comparto non è quindi un effetto improvviso prodotto da un solo titolo o da un singolo fenomeno mediatico. Nolan ha impresso un’accelerazione a una tendenza già consolidata, sviluppatasi lungo tutto il decennio grazie alla convivenza tra classici, nuove traduzioni, raccolte di carattere intimo e motivazionale e autrici e autori cresciuti sui social.

Il contributo di Omero
Le diverse edizioni dell’Odissea e dell’Iliade comprese nella categoria hanno generato dall’inizio dell’anno 980 mila sterline, circa 1,14 milioni di euro. Quasi il 12% del denaro speso nelle librerie britanniche per testi poetici e antologie è quindi riconducibile ai due poemi.
Le vendite realizzate da Omero nelle prime trenta settimane del 2026 hanno già superato il suo precedente massimo annuale: 871 mila sterline, poco più di 1,02 milioni di euro, raggiunto nel 2025. Entro la fine dell’anno, il poeta potrebbe anche battere il record britannico di fatturato ottenuto in dodici mesi da un singolo autore o autrice della categoria. Il primato appartiene a Rupi Kaur, che nel 2017 aveva generato vendite per 1,2 milioni di sterline, circa 1,40 milioni di euro.
Il confronto riassume bene la trasformazione della poesia contemporanea: da una parte l’autore fondativo della tradizione occidentale, dall’altra una delle protagoniste dell’Instapoetry, il fenomeno che ha riportato la poesia verso un pubblico più ampio attraverso Instagram e le altre piattaforme sociali.

Dall’Italia al Regno Unito
Il successo britannico amplia un fenomeno già osservato in Italia e negli Stati Uniti. Come abbiamo raccontato in occasione dell’uscita del film, nei primi sei mesi del 2026 le vendite delle diverse edizioni dell’Odissea erano aumentate in Italia del 25,4% a copie e del 36% a valore rispetto allo stesso periodo del 2025. Negli Stati Uniti, dall’inizio dell’anno, la crescita delle copie aveva raggiunto il 76%.
Nel Regno Unito, però, l’effetto dell’adattamento cinematografico appare più esteso: non ha soltanto rilanciato il poema da cui il film è tratto, ma ha favorito la riscoperta dell’Iliade e aumentato la visibilità dell’intera categoria in libreria.

La traduzione di Emily Wilson davanti a tutte
Come già osservato negli Stati Uniti, la principale beneficiaria dell’uscita cinematografica è stata la traduzione inglese dell’Odissea firmata da Emily Wilson e pubblicata da W.W. Norton. Nelle prime trenta settimane del 2026 ha venduto 20.721 copie nel Regno Unito, generando poco più di 303 mila sterline, circa 354 mila euro.
Al secondo posto si trova l’edizione economica Penguin Classics del 2003, basata sulla traduzione di E.V. Rieu e sulla revisione del figlio D.C.H. Rieu, che ha venduto circa 12.700 copie e generato 123 mila sterline, pari a circa 144 mila euro. Ha ottenuto risultati importanti anche l’edizione cartonata Penguin Classics del 2008, con la copertina disegnata da Coralie Bickford-Smith: quasi 10 mila copie vendute e 166 mila sterline di ricavi, circa 194 mila euro.
E.V. Rieu occupa un posto particolare nella storia dell’editoria britannica. Fu proprio la sua traduzione dell’Odissea, pubblicata nel 1946, a inaugurare la collana Penguin Classics, di cui sarebbe stato responsabile per i primi due decenni. La revisione curata da D.C.H. Rieu fu pubblicata per la prima volta nel 1991.

Cinquantuno edizioni dell’Odissea
Nel 2026 sono state 51 le diverse edizioni dell’Odissea ad aver registrato almeno una vendita nel mercato britannico monitorato da NIQ BookScan. L’interesse si è esteso anche all’Iliade, probabilmente favorito sia dalle promozioni incrociate delle librerie sia dal desiderio di ricostruire la vicenda precedente al viaggio di Ulisse.
Anche per l’Iliade le edizioni più vendute sono quelle di Wilson e dei Rieu. La traduzione di Emily Wilson, pubblicata da W.W. Norton nel 2023 e uscita in edizione tascabile nel 2024, ha venduto 7.232 copie. Seguono l’edizione cartonata Penguin Classics della versione dei Rieu, con 4.245 copie, e quella economica, con 3.701.

Un mercato sostenuto dalle autrici e dagli autori contemporanei
A guidare il comparto della poesia oltre Omero è Donna Ashworth, presenza costante ai vertici delle classifiche britanniche dall’inizio del decennio. La raccolta To the Women, pubblicata nel 2025 da Black & White, ha venduto nel corso del 2026 quasi 34 mila copie. Altri due suoi titoli, Joy Chose You e Loss, figurano tra i primi otto della categoria. Con circa 4 milioni di sterline di vendite dal 2020, pari a 4,67 milioni di euro, Ashworth è la poeta vivente più venduta del decennio nel Regno Unito. Considerando anche gli autori del passato, è preceduta soltanto da Omero, che nello stesso periodo ha generato circa 4,5 milioni di sterline, pari a 5,25 milioni di euro.
Il sorpasso potrebbe arrivare in autunno. A ottobre è prevista l’uscita di The Art of Being Easily Pleased, primo libro pubblicato nell’ambito del nuovo accordo con Hay House, casa editrice oggi parte di Penguin Random House. Le prenotazioni raccolte dalle librerie ne fanno già uno dei titoli poetici più attesi dell’anno.

Dai social alle classifiche
Una parte importante della crescita britannica è legata alla trasformazione avviata dal 2010 circa dall’Instapoetry. Testi brevi, accessibili, spesso motivazionali o autobiografici hanno trovato nei social un canale di circolazione capace di convertire la popolarità digitale in vendite librarie.
Questo segmento continua a suscitare diffidenza in una parte della critica letteraria, ma è anche quello che ha allargato maggiormente il pubblico della poesia.
La neozelandese Jessica Urlichs colloca due titoli tra i primi venti del 2026. Il più venduto è They Bloom Because of You, pubblicato da Penguin Life, con 6.906 copie. Harry Baker, autore legato alla poesia performativa e agli slam, occupa invece il quinto posto con Tender, raccolta scritta per il figlio nei suoi primi cento giorni di vita. Il libro ha venduto 10.746 copie.

Il caso Lucas Jones
La maggiore sorpresa del 2026 è Lucas Jones, attore e poeta londinese. La raccolta d’esordio I Still Believe in Miracles, pubblicata da Ebury Press, è il titolo poetico con il fatturato più alto dell’anno: circa 400 mila sterline, pari a 467 mila euro.
Jones ha costruito parte della propria popolarità sui social, dove conta 1,2 milioni di follower su Instagram. La sua poesia, incentrata sulla vulnerabilità, sulle relazioni, sul lutto e sulla salute emotiva maschile, è stata presentata come un’alternativa alla retorica aggressiva della cosiddetta manosfera. La dimensione social non è un elemento marginale, ma parte del modello editoriale che sostiene il nuovo mercato della poesia: una comunità digitale già formata, una forte identificazione personale con chi scrive e testi facilmente condivisibili che trovano poi una seconda vita, anche commerciale, nel libro.

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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