Per la prima volta Bertelsmann guida il Global 50 Publishing Ranking, la classifica internazionale dei maggiori gruppi editoriali per ricavi. Alle sue spalle ci sono RELX e Thomson Reuters, separate da appena sei milioni di euro. Ma la ventesima edizione del rapporto curato da Rüdiger Wischenbart fotografa soprattutto un’industria nella quale i diversi segmenti seguono ormai traiettorie molto diverse: crescono il peso dell’editoria scientifica e professionale e dei ricavi ricorrenti, la varia continua a mostrare una buona tenuta, mentre nell’educational si allarga la distanza tra chi ha investito nelle piattaforme e nei servizi digitali e chi resta maggiormente legato al libro di testo tradizionale.
Bertelsmann passa in testa
Il Global 50 2026 classifica 48 gruppi editoriali, ai quali se ne aggiungono sei che fanno parte di gruppi più ampi e non vengono quindi conteggiati separatamente. Complessivamente le aziende in classifica hanno generato 64,2 miliardi di euro di ricavi editoriali, circa la metà del valore globale stimato per il settore.
A cambiare, rispetto all’edizione precedente, è innanzitutto l’ordine delle prime posizioni. Bertelsmann, terza nel Global 50 2025, sale al primo posto con 5,939 miliardi di euro di ricavi editoriali, calcolati sulle attività di Penguin Random House e Bertelsmann Education Group. Seguono RELX, con 5,635 miliardi, e Thomson Reuters, con 5,629. Wolters Kluwer è quarta con 4,261 miliardi e Pearson quinta con 4,097. Hachette Livre occupa la sesta posizione con poco più di 3 miliardi.
È un sorpasso significativo, ma non un ricambio dei protagonisti che dominano la parte alta della classifica. Bertelsmann, RELX, Thomson Reuters, Wolters Kluwer, Pearson e Hachette Livre restano infatti i sei gruppi con i maggiori ricavi editoriali anche nell’edizione 2026, pur con variazioni nell’ordine delle posizioni. Più che l’ingresso di nuovi soggetti al vertice, il Ranking fotografa quindi una forte stabilità della testa della classifica.
Le prime dieci posizioni sono:
- Bertelsmann – 5,939 miliardi di euro
- RELX Group (Reed Elsevier) – 5,635 miliardi
- Thomson Reuters – 5,629 miliardi
- Wolters Kluwer – 4,261 miliardi
- Pearson – 4,097 miliardi
- Hachette Livre (Lagardère Publishing) – 3,001 miliardi
- Springer Nature – 1,926 miliardi
- Hitotsubashi Group – 1,843 miliardi
- HarperCollins – 1,827 miliardi
- McGraw Hill Education – 1,787 miliardi
All’interno di Bertelsmann, Penguin Random House ha generato da sola 4,981 miliardi di euro e resta il maggiore gruppo mondiale nell’editoria di varia.
Quasi 36 miliardi nei primi dieci
Sommati, i primi dieci gruppi generano poco meno di 36 miliardi di euro, il 56% dei 64,2 miliardi contabilizzati dalle 48 aziende classificate. Le posizioni dall’undicesima alla ventesima raccolgono un altro 20%, mentre a tutte le altre, dalla ventunesima alla quarantottesima, resta complessivamente il 24%. La concentrazione è quindi una delle caratteristiche strutturali della classifica.
I 64,2 miliardi di euro complessivi non vanno letti come un aumento rispetto al 2024: nell’edizione precedente, infatti, il Ranking disponeva di dati completi soltanto per 35 gruppi, contro i 48 considerati quest’anno. Il confronto più attendibile è quindi con il 2023, quando il totale era di 63 miliardi. Resta invece evidente la concentrazione al vertice: i primi dieci gruppi rappresentano oggi il 56% dei ricavi complessivi, un punto in più rispetto al 2024.
Dove crescono i ricavi
La composizione delle prime posizioni dice anche qualcosa di come stanno cambiando le attività più redditizie dell’editoria. Subito dopo Bertelsmann troviamo RELX, Thomson Reuters e Wolters Kluwer, gruppi fortemente radicati nell’informazione scientifica e professionale, nelle banche dati e nei servizi digitali rivolti a pubblici specializzati. Pearson, quinta, opera invece nell’educazione.
Per Wischenbart è proprio l’editoria scientifica, tecnica e medica (STM) e professionale ad avere assunto il ruolo di segmento economicamente più forte. A sostenerla sono servizi digitali, abbonamenti e altre forme di ricavo ricorrente, costruiti attorno a contenuti e informazioni specialistiche. La varia conserva una buona capacità di tenuta; più disomogenea è invece la situazione dell’editoria educativa, dove crescono le aziende che sono riuscite ad affiancare al libro di testo piattaforme e servizi per l’apprendimento digitale, mentre aumenta la pressione sui modelli ancora prevalentemente tradizionali.
Ne deriva una classifica nella quale sotto la stessa etichetta di «publishing» convivono attività molto diverse: dal romanzo venduto in libreria alle riviste scientifiche, dalle banche dati professionali alle piattaforme educative. Ed è proprio su questa pluralità che la ventesima edizione del Global 50 sceglie di insistere.
Il perimetro si allarga
Quest’anno il rapporto dedica molto più spazio anche a realtà che non entrano nella classifica tradizionale. Accanto ai grandi gruppi vengono esaminati autopubblicazione, abbonamenti digitali, narrativa seriale, servizi tecnologici e piattaforme che intervengono nella produzione, distribuzione e scoperta dei contenuti.
L’elenco dei casi considerati rende bene l’ampiezza del fenomeno.
Spotify porta gli audiolibri dentro una grande piattaforma di streaming;
Skeelo ed
Empik Go lavorano sull’accesso in abbonamento a ebook e audiolibri;
Yoto e
Tonies hanno costruito attorno ai contenuti audio per bambine e bambini dispositivi fisici dedicati e cataloghi di contenuti.
ElevenLabs interviene invece nella produzione, con tecnologie di intelligenza artificiale che permettono anche di trasformare testi in contenuti audio.
Ancora diverso è China Literature, legata a Tencent, dove la narrativa online alimenta un sistema più ampio di proprietà intellettuali che possono svilupparsi attraverso fumetti, animazione, audiovisivo e giochi. Sono modelli difficilmente sovrapponibili tra loro, ma mostrano come una parte crescente delle attività economiche legate ai libri si collochi ormai fuori dalla sequenza tradizionale che porta dall’autrice o dall’autore alla casa editrice, dalla distribuzione alla libreria e infine a chi legge.
La tecnologia utilizzata per produrre un audiolibro, la piattaforma sulla quale lo si ascolta, l’abbonamento attraverso cui vi si accede, il dispositivo dedicato che lo rende disponibile a un pubblico infantile o il sistema capace di trasformare una storia in una proprietà intellettuale sviluppata su media diversi fanno ormai parte dello stesso ecosistema. Il Global 50 parla, a questo proposito, del passaggio da una catena del valore controllata a un ecosistema aperto e interconnesso.
Dalla scoperta all’acquisto, nella stessa piattaforma
Un altro cambiamento riguarda il modo in cui i libri vengono scoperti, promossi e acquistati. In alcuni mercati questi passaggi, tradizionalmente distinti, tendono ormai a concentrarsi nello stesso ambiente digitale: il contenuto che porta alla scoperta di un titolo può diventare anche il punto dal quale completare direttamente l’acquisto.
La Cina è uno degli esempi più evidenti. Nel 2025 il
content e-commerce, cioè la vendita generata direttamente dai contenuti pubblicati sulle piattaforme digitali, è cresciuto di oltre il
30% ed è diventato il principale canale di vendita libraria del Paese per valore a prezzo di copertina. Su piattaforme come
Douyin, WeChat Channels, Kuaishou e Xiaohongshu, video, dirette, raccomandazioni e vendita convivono nello stesso spazio: chi incontra un libro attraverso un contenuto può acquistarlo senza uscire dalla piattaforma.
È una configurazione diversa tanto dall’e-commerce tradizionale quanto dalla promozione sui social che rimanda a un altro canale per completare l’acquisto, e mostra quanto stia cambiando anche il rapporto tra visibilità, scoperta e distribuzione.
Il Global 50 2026 dedica maggiore attenzione proprio a mercati nei quali stanno emergendo dinamiche di questo tipo, a partire da
Cina, India e America Latina, ancora poco rappresentati nelle comparazioni internazionali sull’editoria. Il capitolo sulla Cina affronta inoltre la rapida crescita dei
microdrama, brevi serie audiovisive pensate per la fruizione su smartphone, e le conseguenze che questo sviluppo può avere sulla valorizzazione delle proprietà intellettuali. India e America Latina sono invece oggetto di due ricognizioni dedicate ai principali operatori e alle specificità dei rispettivi mercati.
A Francoforte la presentazione, il report completo si scarica gratuitamente
Il Global 50 Publishing Ranking 2026 sarà presentato mercoledì 7 ottobre alle 12.00 alla Dialogue Stage, nel foyer del padiglione 4.0 della Frankfurter Buchmesse, durante il Global 50 CEO Talk. Carlo Carrenho modererà una conversazione con Rüdiger Wischenbart sui principali risultati della nuova edizione e sulle trasformazioni in corso nell’industria editoriale internazionale. A seguire, l’amministratore delegato di Tonies Tobias Wann sarà intervistato sullo sviluppo internazionale dell’azienda e sul rapporto tra contenuti, tecnologia, prodotti fisici e pubblico infantile.
Il Global 50 Publishing Ranking 2026 completo è disponibile gratuitamente: qui è possibile richiedere il report, con la classifica integrale e gli approfondimenti sui diversi segmenti dell’editoria, sui nuovi modelli di business e sui mercati internazionali.